Lega serie A: il presidente Dal Pino si appella al governo per evitare il fallimento dell’azienda calcio

Pubblicato il autore: Fabio Faiola Segui

Nell’ultima intervista rilasciata al giornalista della Repubblica Franco Vanni, il presidente della Lega serie A Paolo Dal Pino, lancia l’allarme sul difficile momento che sta vivendo l’industria calcistica italiana, e fa un appello al governo.
Le perdite maggiori derivano dai mancati introiti del pubblico (400milioni) e dalle mancate sponsorizzazioni (200milioni).
Dal Pino,
inoltre, invita tutti ad avere più rispetto per un settore che fattura 3 miliardi all’anno, ricordando, tra le altre cose, che le maggiori leghe calcistiche europee tutte insieme generano oltre 21 miliardi ogni 12 mesi.

Differenze con l’Europa
La differenza con le altre potenze continentali, sta nel fatto che negli ultimi anni, i ricavi provenienti dai diritti televisivi in Italia siano cresciuti poco, passando da 1 miliardo ad 1.4, mentre in Inghilterra sono aumentati da 2 a 3.4 miliardi, in Spagna da 1.1 a 1.8, e per finire con la Germania dove da 0.5 sono schizzati a 1.3 miliardi.
Una delle cause principali della poca crescita Italica, sarebbe quella che negli ultimi tempi la gestione degli affari sia stata affidata ad intermediari, e che quindi si sia persa la possibilità di essere artefici del proprio destino. Questo non accade nelle altre leghe, perchè sono esse stesse a controllare il prodotto di mediacompany.
Adesso per ricorrere ai ripari bisogna chiedere aiuto allo stato, poichè le restrizioni dello stesso ne hanno minato le entrate.

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Richieste per contenere le perdite
La Lega  auspica un rinvio di almeno 6 mesi per il pagamento delle imposte dirette ed indirette, nonchè dei contributi previdenziali da rateizzare ulteriormente, e di trattare sulla sospensione del divieto di usufruire delle sponsorizzazioni delle agenzie di scommesse (che sono legali in Europa), ed infine chiede una certa liquidità per contenere l’urto. Il massimo dirigente, inoltre, tiene il punto fermo sul volume d’affari che crea l’azienda calcio, ricordando che non è solo un gioco che diverte, ma dà lavoro a 300 mila persone e paga 1 miliardo di contributi annui, il che vuol dire trattasi di una realtà seria.

Soluzioni per la sostenibilità
Tra le varie soluzioni per renderlo più sostenibile, ci sarebbe quella dove i 20 presidenti della serie A, una volta terminata la competizione sul campo, si potrebbero unire nelle grandi tematiche della stessa e ragionare come se fossero una mediacompany, proprio per la salvaguardia della loro esistenza.
Paolo Dal Pino
conclude asserendo che gli stranieri hanno investito da noi circa 2 miliardi, in quanto vedono del potenziale imponente nel nostro campionato, e che dobbiamo acquisire la mentalità della coesione. Solo così si potrà vincere questa sfida e crescere per rendere il prodotto ancora più appetibile per gli investitori del pianeta.
Infine aggiunge che un segnale importante per salvare tutto l’apparato, potrebbe essere quello di stabilire un tetto d’ingaggio per tutti nell’intera Comunità Europea, ed anche se in questo punto sarà difficile riuscire, bisognerà comunque provarci.

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