Lukaku il gigante Internazionale

Pubblicato il autore: antonio gentile Segui

Un’Inter dai mille volti quella vista contro il Borussia Monchengladbach. Già precedentemente Antonio Conte aveva espresso tutto il suo rammarico nella frase  “non siamo una grande squadra”, frase che lo stesso Lukaku aveva rimarcato facendo il mea culpa sulle amnesie di una squadra in crescita costante.

Lo stesso giocatore si rende protagonista nella serata della quinta giornata di Champions League con 2 reti, elogiando la sua prestazione ma soprattutto la stessa Inter facendo capire di aver fatto un’ ottima scelta su questo club. Le partite del resto vanno chiuse quando hanno determinate doti tecniche a disposizione, invece l’Inter soffre costantemente mettendo a rischio il risultato.

Il gigante Lukaku dimostra di essere un vero leader anche fuori dal campo attraverso i microfoni, mettendosi sempre a disposizione dei suoi compagni nel definirli fondamentali per l’economia della squadra. Lo si era già visto in precedenza nel famoso rigore concesso al baby Esposito mandando in visibilio tutto l’ambiente neroazzurro. Anche se lo stesso giocatore era un po’ alterato per le azioni non sfruttate a dovere sia su di lui che per il compagno di reparto Lautaro già sul primo goal.

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Il risultato di martedì rimette in gioco l’Inter per gli ottavi di finale della Champions contro la squadra tedesca prima nel girone, in un incontro molto delicato che poteva estromettere la squadra di Conte dalla qualificazione. Tornando poi al discorso dell’allenatore, nel tempo non ha mai nascosto i suoi malumori con affermazioni da mal di pancia poi riprese con professionalità venendo sempre incontro ai vertici in un contesto societario di alto livello.

Certo oggi l’Inter se vuole arrivare in alto non può permettersi queste sbavature, alle volte non basta l’importanza del club ma bisogna essere piantati con i piedi per terra e avere molta più umiltà in campo. Sicuramente tutti si aspettano di rivedere un’Inter che non faccia rimpiangere, magari quella del passato in quel famoso triplete di anni fa.

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