Juventus, questa sconfitta è di Pirlo: scelte sbagliate e mancata interpretazione della gara

Pubblicato il autore: Giovanni Esposito Segui

La Juventus perde la prima partita del 2021 in casa dell’Inter e questa sconfitta è di Pirlo: troppi errori del mister fin dalle scelte iniziali, un disastro evitabile.

Prima sconfitta del 2021 e seconda in campionato, terza in totale dell’era Pirlo eppure i bianconeri ancora non sono soddisfatti del rendimento dell’ex centrocampista bianconero che sta peccando di esperienza, come molti avevano previsto, e mettono in discussione la scelta di Agnelli che potrebbe essersi rivelata sbagliata dopo 9 anni di gestione impeccabile. I bianconeri, questo mese, avevano un calendario difficile eppure avevano portato a casa le vittorie, anche in modo sporco, quelle vittorie che mancano dai tempi di Allegri: mancava l’ultimo passo, uno dei più importanti perchè battere l’Inter non solo ti avrebbe dato qualche certezza in più ma ti faceva scavalcare la Roma e andavi a -1 con una partita in meno mettendo ancor più pressione al Milan. Analizziamo, nel dettaglio, gli errori di stasera di Andrea Pirlo perchè questa debacle era assolutamente evitabile.

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Centrocampo inadeguato. La partita era già persa prima di scendere in campo. Abbiamo visto che l’Inter ha un centrocampo fisico, agguerrito con due giocatori come Vidal e Barella che combattono fino alla fine uniti a Brozovic che fa il gioco sporco. La soluzione era replicare a questa mossa, mettendo Ahrtur e Mckennie che sono i migliori a disposizione uniti magari a Rabiot che, incitato e aiutato dai primi due, poteva essere messo in condizione di fare una partita migliore. Mettere Bentancur che non ti da fisico, non ti da aggressività, che va in panico e non sa gestire nemmeno un pallone, ti crea solo un danno a te e al compagno di reparto rendendo la Juventus, di fatto, inferiore.

Mancata interpretazione della partita. Il secondo danno della partita: uno che sa interpretare il match si rende conto, fin dai primi 45 minuti, che le soluzioni sono due ovvero affiancare Rabiot a Mckennie e Ahrtur risolvendo così il primo problema ma soprattutto mettere un uomo fisso su Brozovic. La Juventus, quest’anno, sta facendo dell’aggressività il suo punto forte ed era chiaro, anche ai giocatori, che i 3 centrali potessero soffrire questa cosa ma il supporto che ha dato Brozovic, a tutti e 3, è stato il passaggio chiave della vittoria di Conte. Un centrocampista che ti offre sempre una linea di passaggio, costantemente libero perchè mai pressato, ti fa uscire in totale sicurezza: avendo capito ciò, dopo aver studiato la Juventus nei primi minuti, i nerazzurri hanno attaccato, segnato e gestito in totale tranquillità. Aggiungere un uomo su Brozovic, unito a Chiellini che toglie anche l’opzione Lukaku, ti svolta la partita perchè costringi gli avversari a commettere più errori e gli togli una sicurezza acquisita nei primi 45 minuti. Fondamentale, dunque, il ruolo di Dybala: la Joya spesso criticata è l’uomo che ti toglie queste linee di passaggio, è l’arma in più nella fase di pressing della Juventus e Morata, questo ruolo, non può farlo.

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Ultimo errore, aver puntato poco sugli esterni in particolar modo su Young. Se studi la partita, come un allenatore dovrebbe fare, ti accorgi che storicamente il punto debole dei nerazzurri è Young ( Dybala lo sa bene) e di certo mettere Frabotta non ti aiuta a tenere Hakimi basso e farlo avanzare poco. Il marocchino ha avuto strada libera ed ha attaccato a 100 all’ora sapendo che ne Bernadeschi e ne Frabotta sono in grado di contenerlo. La soluzione era mettersi a specchio: seguendo i primi punti, sugli esterni inserisci Chiesa a sinistra su Hakimi e Kulusveski sulla destra sfruttando il buon momento di forma dello svedese. Hai più spinta sulle fasce, puoi appoggiarti di più a loro e creare molti più pericoli alla retroguardia nerazzurra magari inserendo dall’inizio uno più fisico come Demiral a lottare dietro oppure semplicemente spostando Danilo sull’altra fascia ad aiutare Chiesa. Il disastro era evitabile, gli errori ci sono stati ma ora bisogna imparare, pedalare e ricominciare a macinare punti in un campionato tutt’altro che chiuso.

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