Quanto bello è l’Hellas Verona, sorpresa del campionato

Pubblicato il autore: massimiliano granato Segui

Tarda primavera 2019. Il Verona torna in serie A dopo una sola stagione di Purgatorio in cadetteria. Lo fa vincendo lo spareggio con il Cittadella, ribaltando il risultato della gara di andata (2-0 al Tombolato, 3-0 al Bentegodi). A sorpresa però, l’allenatore Alfredo Aglietti, artefice della Promozione, non viene confermato. La società decide di puntare quindi su Ivan Juric, reduce da un esonero con il Genoa, in una delle sue tante avventure con la società rossoblu. Molti sono convinti che la società scaligera a fine stagione tornerà tra i cadetti. La sconfitta con la Cremonese in Coppa Italia pare un triste presagio: addirittura qualcuno pensa che la panchina del tecnico croato sia già a rischio. La campagna acquisti è però piuttosto corposa: ben 26 innesti, anche se in alcuni casi si tratta di giovani. L’inizio è piuttosto stentato: sei punti in sei gare, anche se bisogna dire che il Verona deve affrontare prima il Milan e poi la Juventus. Gli scaligeri alternano vittorie e sconfitte, prima di essere fermati dal virus, che costringe il campionato ad uno stop di quattro mesi. Alla ripresa del campionato, gli scaligeri ottengono 23 punti in 14 gare: non solo il Verona si salva, ma si issa al nono posto, con 14 punti in più dell’ultima squadra retrocessa, il Lecce.
Logico che, per la stagione successiva, Juric venga riconfermato: lui e la squadra hanno zittito con i fatti i numerosi scettici e detrattori, che li mettevano appunto tra i retrocessi in cadetteria. Arrivano 31 giocatori, anche se Marco Benassi, proveniente dalla Fiorentina (che ha ricevuto Amrabat) è ancora fermo per infortunio. Il Verona pareggia con la Roma, ma vince 3-0 a tavolino per una irregolarità della società giallorossa. Quindi la vittoria sull’Udinese, il ko di Parma, prima dei pareggi con Genoa e Juventus. E’ un Verona vivace, ben orchestrato da Juric, che si permette il lusso di fermare il Milan a San Siro e di mettere a sedere niente meno che l’Atalanta. Non hanno paura, gli scaligeri, che si gettano a viso aperto su qualsiasi avversario. Il 12 dicembre si espugna l’Olimpico, sponda laziale e ad inizio anno l’insidioso campo di La Spezia. L’ultima impresa è recente: un sonante 3-1 al Napoli, che pure era passato in vantaggio. Totale: 30 punti in 19 partite, con sole cinque sconfitte. Sugli scudi Zaccagni, con 5 reti, Barak con 4 e Dimarco, che ha rimediato all’errore che ha portato alla rete i partenopei siglando il momentaneo pareggio. Per lui, terza rete in campionato. Il Verona attualmente occupa l’ottava posizione, a quattro lunghezze da Lazio e Napoli. Profumo d’Europa, verrebbe da dire, anche se in casa gialloblu quella parola non si pronuncia affatto. Sarebbe appunto, un sogno. Da ricordare che l’ultima avventura europea è datata stagione 1987-88: Bagnoli in panchina (il mister dello scudetto!), in campo elementi come il danese Elkjaer e il regista Di Gennaro. Altri tempi, ma quel Verona, deludente in campionato, arrivò ai quarti di finale della Uefa, là dove Inter, Juventus e Milan si erano fermate prima. Il 31 gennaio, alle ore 20.45, i gialloblu iniziano il girone di ritorno, facendo visita ad una Roma in discreta crisi. Stiamo a vedere cosa potrà succedere: ma, stanti così le cose, c’è da lustrarsi gli occhi per quanto sia bello questo Verona che sogna davvero in grande.

Leggi anche:  FIFA Arab Cup 2021: definiti i quarti di finale

 

  •   
  •  
  •  
  •