Bologna, Mhajlovic: “Oltre la prestazione servirà il risultato”

Pubblicato il autore: Walther Bertarini Segui


Sinisa Mihajlovic ha rilasciato le consuete dichiarazioni prepartita che vedrà il Bologna sfidare il Parma al “Tardini” nel classico derby della “Via Emilia“. Ecco alcuni passaggi:

Oltre la prestazione, la vittoria: “Le prossime due partite contro Parma e Benevento sono alla nostra portata, non parliamo di Juventus e Milan. Quello che mi aspetto è l’approccio che abbiamo avuto con le big, ma stavolta serve una prestazione vincente cioè la massima attenzione sia a livello individuale sia a livello collettivo. Il Parma ha 13 punti, ma ha inserito dei giocatori nuovi, non so chi scenderà in campo di loro, e mi interessa poco, restiamo concentrati su di noi e su cosa dobbiamo fare”

Barrow, punta centrale: “Sta lavorando molto bene e la sua crescita procede bene. E’ vero che contro Juve e Milan ha combinato poco, ma non credo che nessun altro avrebbe fatto di meglio: comunque con tutto il rispetto per il Parma, domani non affrontiamo una big, perciò mi aspetterò molto di più domani: vediamo cosa combina“.

De Silvestri “studio di un nuovo ruolo”:” Nella sua carriera ha sempre giocato in fascia, ma arrivati ad una certa età può ricoprire anche altri ruoli, e ha tutte le carte in regola per fare il centrale. In fase di non possesso, fa il terzo di destra, quando giochiamo a quattro fa il terzino. Lui e Tomiyasu sono duttili e mi danno garanzie, anche perchè sulla destra abbiamo Faragò e Mbaye“.

Nessuna preoccupazione: “Al termine del campionato mancano diciotto partite, hai voglia….per come abbiamo giocato avremmo meritato più di 20 punti: a volte vedo giocare certe squadre che ci stanno davanti penso che il calcio faccia dei miracoli. Noi dobbiamo essere perseveranti e credere nel nostro lavoro, mica potrà andare sempre male. Io ho tanta fiducia, nel lavoro, nei ragazzi e sono sereno: sapevamo che ci voleva tempo e pazienza. Ormai quello che ci separa dalla vittoria è una questione mentale, non fisica nè tattica. Come ho detto è un campionato strano: bastano due sconfitte per entrare nella zona calda e due vittorie per staccarti e guardare  altri orizzonti.”

Cosa migliorare: “Servono più concentrazione, agonismo e cattiveria: ognuno sa dove deve migliorare: se lo fanno, tutta la squadra ne trae beneficio”.

Bologna e Parma, analogie e differenze: “Nel girone d’andata le prestazioni non sono quasi mai mancate, anche se abbiamo vinto poco purtroppo. Il Parma ha avuto più difficoltà, ma ha cambiato presidenza, direttore sportivo, squadra e allenatore, richiamando il precedente: mi dispiace per Liverani è un caro amico. Diciamo che il Parma è come il primo anno in serie A del Bologna di Saputo, dove sono stati fatti grossi investimenti per rendere la squadra competitiva, ma noi siamo più avanti di loro.”

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Tomiyasu: “Può ricoprire tutti i ruoli della difesa, quando hai un giocatore così è un jolly. Lo schieriamo a seconda degli attaccanti che ci troviamo di fronte e cercare di soffrire di meno”.

Antov il nuovo acquisto: “Ho visto la sua presentazione e mi ha fatto un’ottima impressione un ragazzo sveglio, con molta personalità. Nessuno viene a Bologna per essere un numero ma parte integrante: abbiamo preso giocatori che potessero fare al caso nostro: puoi inserire quattro-cinque giocatori in una pentola, ma non sempre vuol dire che ti sei rinforzato, non è automatico: io penso a quello che ho non a quello che mi potrebbe arrivare.”

Niang il mancato acquisto: “Non mi piace parlare di giocatori che non alleno: l’ho avuto al Milan e al Torino e aveva fatto bene:  se non è arrivato non è colpa mia nè tantomeno meno della società. La causa la possiamo riassumere sul piano umano che sul piano calcistico, ma non entro nei dettagli: è importante guardare questi aspetti, più delle qualità tecniche”.

Sabatini e la rabbia della piazza:” “Su questo non posso rispondere non lo so se i tifosi sono arrabbiati: leggo poco i giornali, e faccio Casteldebole-albergo come mio piano di giornata, senza incontrare nessuno. Voi vivete la città e lo saprete più di me: qui siamo tranquilli e sereni, consapevoli di dover migliorare, ma si poteva fare anche ben di peggio. Io vorrei andare in giro per la città, andare al ristorante, se qualcuno mi insulterà vuol dire che sono arrabbiati (ride): comunque ora non si può: a volte la rabbia può tirare anche su”.

Skov Olsen e Orsolini”: “Domani partirà titolare Andreas, Orsolini si è allenato e sta bene, ma preferisco vedere dall’inizio Skov Olsen. Può diventare forte ed è stato frenato dagli infortuni, deve migliorare anche sul piano caratteriale, ma qui abbiamo 18 nazionalità diverse: all’inizio passava e non salutava, poi capivo che era il loro modo di fare nel suo Paese, il saluto non esiste come lo intendiamo noi ci si guarda e basta. Quindi è chiaro che ci vuole un processo di adattamento sia per lui, sia per gli altri, npn è una bocciatura per Orsolini, li considero titolari e voglio tenerli sulla corda”.

La vita dura dell’allenatore: “La gestione dello spogliatoio è la cosa più difficile: quando sei giocatore pensi a te stesso, ma quando sei allenatore devi pensare  a 25 persone ognuna col suo carattere e trattarla in maniera diversa. Devi trovargli la medicina giusta, motivarlo, farsi rispettare e tu rispettare lui. Io voglio lealtà e rispetto dai miei ragazzi, ma devo saper per primo io dare queste cose. La gestione passa anche dal dialogo, spiegare determinate scelte, capire le abitudini e anche anche le culture. Ovviamente cerco di trovare nuovi modi per motivarli, ma ormai ci conosciamo da due anni e mezzo ne abbiamo passate tante insieme: basta un cenno, uno sguardo, senza tante parole: una sgridata ogni tanto bisogna dargliela”.

Parole di fiducia e stima del tecnico serbo nei confronti dei suoi ragazzi, ma domani alle parole dovranno seguire i fatti.

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