Conte: “L’Inter è la sfida più dura della mia carriera, vorrei restare a lungo”

Pubblicato il autore: Veronica Pecorilli Segui


Antonio Conte tecnico nerazzurro fa alcune dichiarazioni al Corriere della Sera: “Mandarmi via dopo l’eliminazione Champions avrebbe facilitato il lavoro degli avversari. Per la Nazionale porta sempre aperta. Da avversario voglio ammazzare, intendo sportivamente, il mio nemico: mandarmi via avrebbe facilitato gli altri“. L’allenatore nerazzurro si racconta così: “Mi avevano sconsigliato l’Inter ma mi piacciono le sfide, e l’esperienza alla Juve è stata importante per arrivare con il bagaglio costruito precedentemente. Sono arrivato molto più preparato. L’Inter è la sfida più difficile della mia carriera, restare a lungo? Dare la propria impronta e restare tanti anni è la cosa più bella per un allenatore“.

Antonio Conte: difficoltà nel trasmettere la mentalità vincente

Il tecnico nerazzurro nel corso dell’intervista al Corriere della Sera, spiega le difficoltà nel trasmettere una “mentalità vincente”: “Difficile cambiare il chip mentale ad una squadra che non vince da 10 anni, inconsciamente cerchi alibi e dai la colpa ad altri, non vedi i tuoi limiti. La differenza tra mentalità vincente o semplicemente campare è alzare la pressione, lavorare su ogni settore e non solo sui calciatori, e diventare un rompiscatole“.

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Predecessori sulla panchina interista

Predecessori sulla panchina interista: “Allenatori bravi ce ne sono tanti, penso a Spalletti, che fa calcio. Il problema poi è rompere determinati equilibri per indirizzare la barca dove ti hanno chiesto di portarla, anche se qualcuno si può pentire di averti scelto. E’ importante lavorare non solo sui giocatori ma su ogni settore.

Antonio Conte: prospettive future

Conte sul futuro come tecnico nerazzurro, dichiara: “Non so se vinceremo ma faremo di tutto per riuscirci e un allenatore, quando decide di sposare un progetto, è felice se ha la possibilità di lavorare a lungo nello stesso club. Mi piacerebbe ci fosse continuità in tutto. Se penso alla Nazionale mi vengono i brividi, la mia porta per l’Italia sarà sempre aperta“.

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