Superlega, la sconfitta di Agnelli e Perez

Pubblicato il autore: Francesco Moscato Segui


DOPO LA RINUNCIA DEI CLUB INGLESI, TERMINA IL PROGETTO SUPERLEGA

La Superlega, domenica sera a mezzanotte, con quei comunicati delle 12 società che erano già sicure di fondare un nuovo torneo, avevano spaccato il mondo del calcio. Lo sport più seguito sulla faccia del pianeta, sport dei ricchi, dei poveri, di chi vuole vincere e di chi vuole salvarsi.
Le tre spagnole, le tre italiane e le sei inglesi, avevano aperto un solco, una nuova competizione con un solo obiettivo: riparare i danni economici ed i debiti di spesa.
La Juventus, lunedì aveva raggiunto + 18% nei titoli di borsa, entusiasmo alla stelle tra i tifosi, per competere con le big d’Europa. Il presidente del Real Madrid, Florentino Perez, in un’intervista sottolinea come “i giovani, sono più attratti da un Manchester-Real, da un Barcellona-Milan, non da un Manchester che gioca con una piccola squadra europea.”
Una mancanza di rispetto da parte del patron madrileno. C’è un club come l’Ajax con 4 Champions League, che non è stato nemmeno considerato, che ha più coppe di Juve, Inter, e delle squadre inglesi come Arsenal, Manchester City che non hanno nemmeno un trionfo europeo di valore.

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Un fuoco di paglia, questo torneo “salva debiti”. Oggi i titoli di borsa della Juve sono crollati del 10% e anche i tifosi, soprattutto quelli inglesi hanno mostrato attaccamento alla passione, al calcio, manifestando il loro dissenso a questa competizione per soli “ricchi”.
Agnelli
in un’intervista si è arreso dicendo: “in sei non si può fare, non è il caso di continuare il progetto”.
Ora è compito dell’Uefa controllare i dati economici di società che sono sull’orlo di crisi economiche.

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