Pirlo: “Abbiamo questi calciatori ed è giusto lavorare con loro”. Breve paragone con Sarri

Pubblicato il autore: Andrea Rao Segui

Andrea Pirlo Sarri

Andrea Pirlo ricorda, sotto certi aspetti, Sarri. L’ultima sconfitta contro il Milan ha pesantemente messo in discussione la permanenza del tecnico anche nel prossimo anno. E la sua situazione sembra quella dell’ex allenatore bianconero quando, pubblicamente, ammetteva di non essere riuscito a creare quel feeling con lo spogliatoio, che in ogni squadra porta alla vittoria.

“Ho dovuto fare i conti con tante assenze…”

L’ex centrocampista di Juve e Milan, la scorsa estate, era stato ingaggiato con un intento ben preciso: creare un gioco spettacolare e orientato al risultato. I suoi predecessori infatti, pur avendo raggiunto enormi risultati, non erano riusciti a portare in campo un calcio ricco di tecnicismi. Preferivano un modo di schierarsi in campo meno esteta e più concreto in cui l’esigenza primaria era fare gol e portare a casa i tre punti. Niente di tutto ciò è cambiato con Andrea Pirlo. Con lui, anzi, è arrivata una crisi di risultati. Ma sarebbe eccessivo scaricargli tutta la colpa per la stagione deludente della Juve. Non bisogna dimenticarsi del fatto che, alla sua prima esperienza da allenatore, ha centrato una finale di Coppa Italia ed ha dovuto gestire individualismi di personalità forti come quelli di Cristiano Ronaldo Dybala, obbligati a convivere non sempre in sintonia. Pesa enormemente la sua inesperienza nella conduzione di alcune gare, così come grava sulla società la responsabilità di una campagna acquisti fallimentare. Responsabilità che sussiste anche nell’aver affidato la prima squadra bianconera ad un coach che, fresco di patentino a Coverciano, era stato ingaggiato con l’idea di affidargli la Juve U23. Non si spiega la scelta di una promozione lampo, nel giro di una settimana. Il mistero persiste dopo un anno. Nel post gara contro il Milan Pirlo, con grande coscienza, aveva dichiarato ai microfoni di Sky, come riportato dalla Gazzetta dello Sport: “Non è un gruppo resistente al cambiamento. Ma cercare di fare certe cose con certi tipi di calciatori è più difficile. Abbiamo questi calciatori a disposizione ed è giusto lavorare con loro. Mi prendo le responsabilità: la squadra era composta da grandi calciatori, si vede che non sono riuscito a tirarglielo fuori….”. Idea ribadita anche alla vigilia della partita contro il Sassuolo, anche se con parole diverse: “Mi sono adattato a varie situazioni, nel senso che ho dovuto fare i conti con tante assenze per infortunio o Covid: questo mi ha obbligato a tanti cambi di formazione, ogni partita è stata diversa da programmare“.

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Le parole di Pirlo ricordano Sarri

Le ultime dichiarazioni di Andrea Pirlo ricordano molto l’intervista di Maurizio Sarri, in cui il napoletano disse: “La mia Juve non giocherà mai come certe mie squadre del passato, per caratteristiche. Sto cercando di adattarmi io alla squadra. Ci sono giocatori individualisti, atipici, fortissimi, che esprimono il meglio in questo modo. Sono senza dubbio giocatori che hanno vinto tantissimo e non può essere un caso. Se si parla di vedere un’organizzazione collettiva come in altre mie squadre, però, qui non si vedrà mai: perchè i giocatori sono completamente diversi”. Pensieri che si possono adattare alla situazione della Juve attuale in cui, recenti uscite di Cristiano Ronaldo, hanno mostrato come nello spogliatoio non sia regnata quella serenità fondamentale per la vittoria collettiva in campionato e in Champions. Il tecnico bresciano ha commesso degli sbagli, che forse sarebbero stati evitati, se la dirigenza avesse fornito un supporto diverso.

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