Robert Lewandowski svela: “I miei idoli da bambino erano Baggio e Del Piero…I premi sono il risultato del gioco di squadra…”

Pubblicato il autore: Andrea Rao Segui

Robert Lewandowski

Robert Lewandowski si racconta ai microfoni di Tuttosport. L’attaccante dei bavaresi sta vivendo un periodo decisamente magico. La sua squadra ha vinto anche quest’anno la Bundesliga centrando il suo nono titolo nazionale consecutivo. Record della Juve eguagliato e palmarès personale ampliato. Gli sorride pure la classifica marcatori, vinta con 39 gol complessivi, 14 in più dell’enfant prodige Haaland. Peccato per l’eliminazione dalla Champions, che gli avrebbe consentito di incorniciare una stagione indimenticabile.

Robert Lewandoski: “Amo segnare sin da bambino”

La 32enne punta polacca, da ormai circa un decennio trapiantato in Germania ha, negli ultimi due anni, raggiunto l’apice della sua carriera. Lo scorso anno lui e il Bayern Monaco sono stati degli autentici assi pigliatutto: sono state vinte, nel corso del solo 2020, la Bundesliga, la Champions League, il Campionato Mondiale per club, la Supercoppa di Germania, la Coppa di Germania e la Supercoppa Europea. A questi titoli raggiunti a livello collettivo, vanno aggiunti due premi che Robert Lewandowski ha ottenuto personalmente: quello di Calciatore Europeo dell’anno e quello di Calciatore dell’anno ai Globe Soccer Award. In un’intervista al noto quotidiano Tuttosport ha detto: “Amo segnare fin da bambino, è la mia passione da quando avevo 6-7 anni. Sono cresciuto guardando il calcio in televisione e sognando di imitare prima Roberto Baggio e poi Alessandro Del Piero“.

“Roby Baggio primo idolo…Orgoglioso di quello che ho fatto”

Ai microfoni della famosa testata, il leader dei bavaresi ha proseguito: “Roby Baggio è stato il mio primo idolo. Lo vedevo giocare con l’Italia e mi faceva impazzire tutto di lui: la tecnica, i dribbling, i gol e anche il codino. Del Piero, invece, lo ricordo con la Juventus“. E conclude dichiarandosi orgoglioso: “…Di quello che ho fatto nel 2020, ma non ci penso più. Il primo pensiero è sempre quello di conquistare nuovi titoli con i miei compagni, con il Bayern. I premi personali fanno piacere, però sono una conseguenza dei risultati di squadra“.

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