L’addio a Paratici e le versione di Agnelli sulla Superlega

Pubblicato il autore: Alessia Pina Alimonti Segui

addio a Paratici
In occasione della conferenza stampa per l’addio a Paratici, il presidente Andrea Agnelli ripercorre la stagione appena passata. Due trofei, la pandemia, le bolle e gli stadi vuoti sono tutti elementi che hanno caratterizzato il campionato juventino. Agnelli commenta la vicenda Superlega, spiegando che bisogna cambiare le regole delle competizioni. Il presidente, inoltre, saluta Paratici e lo ringrazia per l’ottimo lavoro svolto, l’unico rimpianto non aver preso Van Persie.

Agnelli dice addio a Paratici: “11 anni fantastici”

É arrivato il momento dei saluti tra Agnelli e il suo, ormai, ex DS. Il presidente ricorda i colpi di mercato e racconta alcuni aneddoti degli anni passati insieme. Agnelli ha dichiarato: “Penso ai percorsi in questi 11 anni con Fabio, anche all’Under 23 e alle Women. Penso ai giocatori che ha portato qui: Tevez, Dybala, CR7, ne cito 3. Penso agli innumerevoli Juventus Day e a quelle chiamate alle 7 e mezza del mattino in cui pensavo subito alla sua incolumità per l’orario. Alla Juventus è arrivato un ragazzo e va via un uomo responsabile, ma soprattutto vincente. Ha gestito la Juventus in uno dei momenti più difficili  della storia del calcio. Penso che queste due stagioni che avete raccontato normalmente, in realtà non c’è stato nulla di normale“. Il presidente svela anche un retroscena di mercato su Van Persie. Ha raccontato: “L’unico rimpianto è quel Robin Van Persie, in una cena di tre minuti a casa mia senza di me“.

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Agnelli spiega i motivi che hanno portato all’addio a Paratici, precisando che non riguarda il ritorno di Allegri. Il presidente ha, infatti, chiarito: “Abbiamo fatto una chiacchierata di due ore che ha riguardato 11 anni di storia e assieme abbiamo capito che era il momento giusto per intraprendere strade diverse. Così come nulla ha a che vedere la scelta di Allegri“. Agnelli, infine, conclude dicendo: “Per quello che vale per nome mio, grazie di tutto Fabio. Sono stato 11 anni fantastici. Ti chiedo per il futuro non chiamarmi alle 7 e mezza del mattino.

Agnelli e la Superlega: “Bisogna raggiungere riforma delle competizioni”

La conferenza stampa di addio a Paratici è anche l’occasione di Agnelli per chiarire la vicenda Superlega. Il presidente ha commentato: “Toccherei anche il discorso delle competizioni, io ho cercato per anni di cambiarle dall’interno anche perché i segnali di crisi erano evidenti già prima del Covid. La Superlega non è mai stato un colpo di stato ma un grido di allarme. La condizione principale che questo progetto portava è che da subito i club  hanno cercato collaborazione con la Uefa, trovando opposizione da parte di essa. Queste dichiarazioni arroganti hanno esercitato indebite pressioni in alcuni. Gli stakeholder del calcio affermano che questo modello va cambiato: Juventus, Real Madrid e Barcellona sono determinate a raggiungere una riforma delle competizioni“.

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