Ungheria-Germania: quella volta che…i precedenti

Pubblicato il autore: massimiliano granato Segui

La sfida tra Ungheria e Germania di mercoledì 23 giugno alle ore 21 evoca ricordi di moltissimi anni fa, quando la formazione magiara si chiama Aranycsapat e faceva letteralmente tremare il mondo. Parliamo ormai di più di mezzo secolo fa, precisamente il 1954. Il termine, magiaro, significa letteralmente ” squadra d’oro ” e annovera, oltre alla stella Ferenc Puskas (in seguito colonna del Real Madrid, con il quale vincerà ben tre coppe dei Campioni) ci sono Gyula Grosics, Nandor Hidegkuti, Zoltan Czibor e Sandor Kocsis. In realtà, ben prima di questo decennio d’oro, la formazione ungherese aveva fatto vedere cose buone, arrivando in finale nel 1938, perdendo però per 4-2 con l’Italia, che va s segno due volte con Colaussi e due con Piola. A nulla valgono le reti di Pal Titkos (momentaneo 1-1) e di  Gyorgy Sarosi (momentaneo 3-2). La Rimet va agli azzurri e gli ungheresi, non qualificati per l’edizione del 1950, dovranno aspettare appunto il 1954.
Il cammino delle due squadre 
Il torneo in Svizzera annovera 16 squadre e l’Ungheria si presenta come vincitrice del gruppo 7. Ad allenare i magiari è Gustav Szebes, in carica dal 1949. I magiari esordiscono il 17 giugno del 1954 a Zurigo con la Corea del Sud, che viene letteralmente seppellita di reti: alla fine è 9-0, con tre reti di Kocsis e doppietta di Palotas. Il parziale si era fermato sul 4-0. Nel medesimo giorno, a Berna, la Germania Ovest sconfigge la Turchia per 4-1. I turchi segnano subito ma poi vengono travolti. Il 20 giugno a Basilea ha luogo la sfida con la Germania Ovest: ancora nessuno lo sa, ma la sfida sarà presto replicata: vince l’Ungheria per 8-3 e molti pensano che potrà vincere il Mondiale, stavolta. Kocsis segna ben quattro reti e due Hidegkuti. La Germania lotta, ma cede. Nelle tre reti, una è firmata da Rahn, che farà ben presto parlare di sé. I magiari si qualificano ma i tedeschi debbono spareggiare con la Turchia, che ha annientato per 7-0 la Corea del Sud. Ancora una volta la Germania cala il settebello, vincendo appunto 7-2 con i turchi, ottenendo il passaggio per i quarti. Giganteggia Morlock ed è un nome da ricordare: per lui tre reti. Nei quarti di finale, il 27 giugno a Ginevra, la Germania si sbarazza per 2-0 della Jugoslavia: un’autorete di Horvat e una rete di Rahn spalancano ai teutonici le porte della semifinale. L’Ungheria, nel medesimo giorno a Berna,   si sbarazza invece del forte Brasile per 4-2: star della giornata è Kocsis, con due reti. Si arriva alle semifinali: il 30 giugno, alle ore 18 a Losanna, arriva il secondo 4-2 consecutivo per i magiari: ne fa le spese l’Uruguay campione in carica: ancora due reti di Kocsis, nei supplementari. Nella medesima data, a Basilea, alla Germania va addirittura molto meglio: l’Austria viene sconfitta per 6-1. In questa gara si scatenano i due fratelli Walter, con una doppietta a testa.
La finale
Si gioca a Berna, il 4 luglio del 1954, alle ore 17. Il giorno prima, alla medesima ora, nella finale per il terzo posto, l’Uruguay viene superato per 3-1 dall’Austria. L’Ungheria appare nettamente favorita, nonostante anche la Germania abbia dimostrato di essere una macchina da gol: 22 reti per i tedeschi e 24 per i magiari e questo nonostante la partita in più giocata dalla nazionale teutonica.  Nel pomeriggio della finale la pioggia allo stadio Wankdorf di Berna, di fronte a 64.000 spettatori, inzuppa il campo. L’arbitro inglese Ling fischia l’inizio della contesa e al 6′ Puskas, seppur acciaccato, batte Turek venendo imitato, due minuti dopo, da Czibor, che raccoglie un corto (e disgraziato) retropassaggio di Kohlmeyer per infilare per la seconda volta il portiere teutonico. Gara finita, pensano tutti, ma la Germania è viva: Zakarias imita il collega di reparto tedesco ed indirizza un retropassaggio verso il proprio portiere Grosics ignorando l’arrivo di Morlock che anticipa tutti per il 2-2. La gara è vibrante e viene equilibrata da Rahn al 18‘ che sfrutta un corner di Fritz Walter infilando il portiere magiaro. All’inizio della ripresa i giocatori vengono investiti da un violento temporale e quando tutti pensano ai supplementari, Rahn all’84 infila nuovamente il portiere ungherese. Finita? Niente affatto. Puskas pareggia ma la rete viene annullata per millimetrico fuorigioco. Per l’Ungheria c’è però spazio, sotto un cielo plumbeo e spettrale, per l’ultima beffa: un tiro di Czibor deviato da Turek quanto basta per uscire sul fondo.  Per l’Aranycsapat è un mesto ritorno a casa e nei giorni a seguire ci saranno anche dei sospetti di doping su alcuni elementi della nazionale tedesca, senza però alcun fondamento. La Germania si aggiudica per la seconda volta la Coppa Rimet mentre l’Ungheria non riuscirà più a ripetersi in un Mondiale a questi alti livelli.

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