L'addio di Ronaldo e Lukaku, il commento di Fabio Capello
Fabio Capello commenta l'addio di Ronaldo e Lukaku dal campionato italiano. Il calciomercato ha portato via dal Bel Paese quelli che erano i due campioni della serie A: Ronaldo e Lukaku. Secondo l'ex allenatore ora Juventus e Inter si equivalgono: i bianconeri perdono 30 gol, i nerazzurri perdono un loro pilastro.
L'addio di Ronaldo e Lukaku secondo Capello
Due colpi di mercato eccezionali quelli che hanno decretato l'addio di Ronaldo e Lukaku. Un perdita enorme non solo per le rispettive squadre ma anche per l'intero calcio italiano. Fabio Capello analizza la situazione attuale e spiega i motivi della partenza dei due campioni. Capello ha chiarito: "Inutile negare l'evidenza! Basta vedere il numero di maglie che vendevano i giocatori in questione come Lukaku e Ronaldo per capire che effettivamente il nostro campionato ha perso i giocatori migliori".
L'ex allenatore spiega che entrambi i giocatori avevano voglia di andare via ma per ragioni diverse. Capello ha, infatti, affermato: "Lukaku ha fatto una scelta prettamente economica e di prospettiva, mentre non c'erano sicuramente questioni economiche da parte di Ronaldo". Andando più nello specifico spiga: "Al massimo, da parte della Juve, che infatti sta procedendo con vari aumenti di capitale, vedendo l'infelicità del giocatore, al club bianconero stava bene che se ne andasse. Lo vedo quasi come un accordo silenzioso tra le parti". Per quanto riguarda Lukaku, invece, ha detto che l'Inter ha subito la sua partenza.
Come saranno Juventus e Inter senza i loro assi?
Nel derby d'Italia a distanza, entrambe le squadre perdono i loro fuoriclasse. Secondo Capello Juventus e Inter ora sono alla pari. Ha affermato: "Il valore nelle due squadre credo si equivalga. Lukaku era il punto di riferimento del gioco di Conte, assolutamente fondamentale. E poi era cresciuto molto rispetto al Lukaku inglese, dove non aveva espresso tutta la sua personalità. La Juventus, senza Ronaldo, perde trenta gol a stagione: e considerato che non potrà comprarli al supermercato…"
