Calcio Catania: cosa sta succedendo ai piedi dell'Etna?

Calcio Catania: la situazione societaria. C'era una volta una squadra dei miracoli che per sette anni consecutivi riuscì a mantenere la massima categoria del campionato italiano. U Liotru, come lo chiamano affettuosamente i suoi supporter, passò alla storia per aver portato a termine azioni leggendarie, come la storica vittoria sull'Inter del Triplete per 3 a 1 in casa, o per gli incredibili gol inflitti agli avversari della serie A. Basti ricordare la rete segnata da centrocampo da Beppe Mascara nel derby al Renzo Barbera contro il Palermo nella stagione 2008/2009. Oggi, i rossoazzurri etnei, purtroppo, sono la fotocopia sbiadita di quello che erano fino a qualche tempo fa. Dopo aver centrato il record in classifica, piazzandosi all'ottavo posto nella massima serie nell'annata 2012/2013, l'allora ad Sergio Gasparin si dimise, dando avvio alla gestione di Pablo Cosentino. Il dirigente argentino era famoso per essere un abile manager di giocatori sudamericani ma, con nulle esperienze come manager sportivo. La sua era fu una delle più fallimentari dell'intera storia del club, in due anni ottenne ben due retrocessioni: una dettata dal campo, l'altra da vicissitudini giudiziarie.
Calcio Catania: la situazione societaria dal 2013 al 2020
La prima retrocessione arrivò nel 2014: il terzultimo posto in classifica decretò la discesa in serie B. La permanenza in Purgatorio durò solo un anno. Quello successivo, anche se salvo matematicamente, il Calcio Catania fu al centro di una bufera giudiziaria che culminò con una triste sentenza. La giustizia sportiva, nell'ambito dell'inchiesta "Treni del Gol", condannò l'Elefante ad un'ulteriore degradazione. Da quel momento in poi si spalancarono le porte della Lega Pro, in cui la squadra si trova ininterrottamente dal 2015. A gestire il traumatico passaggio fu chiamato un triumvirato composto da: Giuseppe Bonanno, Marcello Pitino e Fabrizio Ferrigno. Questa esperienza durò solo un'unica stagione. Al loro posto venne chiamato l'artefice della permanenza in serie A: Pietro Lo Monaco. Durante la nuova primavera lomonochiana il club partecipò varie volte ai playoff, senza ottenere l'agognata promozione. Nel 2020, dichiarato il fallimento di Pulvirenti, da parte del Tribunale di Catania, la società, falcidiata dai debiti, cambiò proprietà. Infatti una cordata di imprenditori fondò la SIGI s.p.a., che acquistò il 95% delle azioni rossazzurre, evitandone la definitiva scomparsa.
Cosa succede oggi?
La SIGI S.p.a., non sta garantendo, ad oggi, un ambiente sereno ai calciatori, in cui lavorare con in mente il solo obiettivo della vittoria. Infatti il collettivo imprenditoriale, dopo aver stranamente impedito il trasferimento del club a Joe Tacopina, è dilaniato da diatribe interne. Il risultato di questi continui scontri è il mancato pagamento degli stipendi ai tesserati da agosto 2021 sino al mese di ottobre. Questa situazione, come è facile intuire, sta creando malumore all'interno dello spogliatoio, impedendo agli atleti di esprimere il loro miglior calcio. Nonostante in organico il Catania vanti anche elementi di valore, non riesce a fare quel salto di qualità che gli consentirebbe di occupare posizioni ben più nobili in classifica. L'epilogo inevitabile è stato l'annuncio del 22 ottobre scorso, in cui i giocatori hanno dichiarato di mettere in mora la società. Recentemente persino l'allenatore Baldini ha rivolto dure parole alla dirigenza. Per il Liotro non c'è pace al momento. Gli unici a fare le spese di questo stato confusionale sono i tifosi, che nonostante la tristezza nel cuore, non smettono di supportare la squadra. Per loro, conta solo la maglia.