Le parole di José Mourinho dopo Roma-Spezia

Nella partita conclusiva della diciassettesima giornata della Serie A 2021-2022 la Roma di José Mourinho ha avuto la meglio sullo Spezia, imponendosi per 2-0 all'Olimpico. L'allenatore portoghese si è presentato ai microfoni di Sky Sport per commentare la sfida tra le due formazioni. Vediamo insieme quali sono state le sue parole al termine della gara.
Le parole di José Mourinho dopo Roma-Spezia
Il tecnico dei giallorossi ha iniziato così il suo commento: "Mi sono piaciuti i due gol da corner perché ieri sono stato ad allenare i calci d'angolo per 20-25 minuti e fare due gol da calcio d'angolo mi piace. Mi piace il risultato, ma non la partita. Non mi piace il modo in cui abbiamo giocato. Era una partita che presto abbiamo avuto sotto controllo e non difficile da finire. A partire dalla metà del primo tempo abbiamo regalato il gioco e abbiamo perso tante palle. Tante palle facili. Non abbiamo mai avuto una buona circolazione di palla e creazione degli spazi. Non era difficile giocare contro lo Spezia in quel momento lì perché ovviamente dopo l'1 a 0 loro cercavano di arrivare più pericolosi. Non mi è piaciuto il secondo tempo. Mi è piaciuto lo sforzo di qualche giocatore che è rimasto in campo anche in difficoltà, Ibañez per esempio. Non mi è piaciuto il fatto che non abbiamo controllato la partita. Anche con il 2 a 0 ho avuto sempre il feeling che la partita non era finita. Dopo l'uscita di Smalling è cambiato tutto perché al suo posto si è messo Cristante anche se a lui non piace quel ruolo. A centrocampo mancava Cristante e la squadra aveva qualche giocatore stanco, compresi i due terzini, Karsdorp e Viña. La squadra ha lasciato entrare l'avversario in partita e giocarla fino alla fine. Il feeling che ho avuto è che sicuramente avrebbero fatto un gol e anche se al minuto 85, ci sarebbe stata partita. Una partita che non era difficile da chiudere".
Mourinho: "Sarà dura con l'Atalanta"
Subito dopo, Mourinho si è espresso in merito ai calciatori usciti un po' affaticati dall'incontro e a qualche infortunato: "Ibañez è rimasto in campo per novanta minuti, Smalling è andato via prima. Sono due giocatori di carattere e con personalità completamente diversi. Se Smalling è andato via sicuramente avrà sentito qualcosa. Ibanez gioca sempre. Ho la speranza che sia più una stanchezza muscolare che un infortunio. L'Atalanta è una squadra top che gioca con un'intensità altissima. Ha una rosa importante e può cambiare 4-5 giocatori di partita in partita e anche durante la partita. Ovviamente sarà difficile per noi. Zaniolo non so se verrà recuperato. Non era un infortunio importante, ma un affaticamento muscolare, difficile da capire in quel momento lì. Sarà dura con l'Atalanta, come lo sarà con la Sampdoria".
Mourinho: "Sono critico perché voglio sempre di più"
Proseguendo con l'analisi post-match, il discorso si è spostato su una visione globale della rosa romanista: "In una stagione senza infortuni, senza cartellini e senza accumulazione di stanchezza io direi che avremmo il potenziale per avere una bella squadra. Una squadra con del potenziale, che può crescere e competere, giocare non per il titolo ma per le cose più importanti. Purtroppo in una stagione ci sono infortuni, cartellini (soprattutto alla Roma, sembriamo una squadra di assassini perché il record di cartellini è tremendo!) e quando la rosa non è ricca di opzioni c'è una stanchezza accumulata. E se i giocatori accumulano stanchezza perdono potenziale. Abbiamo bisogno di tempo per avere qualche potenziale in più anche dalla finestra di mercato, che non sarà a gennaio (una cosa piccola). Abbiamo bisogno di più mercato. Da un lato ci sono giocatori più creativi, con personalità e con più importanza nel gioco di squadra e dall'altro lato abbiamo anche bisogno di ragazzi che crescono per fare una squadra più forte. Oggi io sono critico perché devo esserlo e voglio sempre di più. Voglio stare in panchina tranquillo e non con il cuore in mano come sono stato fino al novantesimo. La verità è che le assenze di Mancini (secondo capitano), Pellegrini (grande giocatore e capitano), Zaniolo (un giocatore che può fare la differenza negli equilibri del gioco) ed El Shaarawy (una buona opzione) sono troppe e in una rosa come la nostra è dura. Per questa ragione devo guardare anche ai tre punti e dire a Thiago che avrà bisogno di tutta la forza per riuscire nei suoi obiettivi con lo Spezia".
Mourinho: "Non mi sento maestro di nessuno"
Successivamente, Mou ha approfondito il suo rapporto con i nuovi allenatori come Thiago Motta: "Non mi sento maestro di nessuno. Neanche dei ragazzi che 10-15 anni fa sono stati miei giocatori. Sono solo un uomo con più esperienza in panchina. Con gente tipo Thiago, Stankovic, Shevcenko, io faccio sempre la solita domanda perché sarà difficile per loro essere allenatori di giocatori che non si possono paragonare a loro. Loro hanno avuto una carriera giocando al livello più alto e con i migliori giocatori del mondo. Diventare allenatore con questo percorso che loro hanno scelto, ovvero non dal livello più alto, è duro, però sarà un'esperienza incredibile per loro. Io ho chiesto a Thiago: Ti piace? E lui mi ha detto sì mi piace mister. Se ti piace vai avanti perché hai tanto talento e molta forza. Ma non sono maestro per niente".