Byron Moreno: “Insulti dai tifosi italiani? Ho la coscienza pulita, sono tranquillo”

Pubblicato il autore: Andrea Rao

Byron Moreno intervista


Byron Moreno, 
arbitro entrato prepotentemente nell’immaginario collettivo italiano, ha concesso un’intervista alla Gazzetta dello Sport ripercorrendo alcune tappe della sua carriera da arbitro. Tra di esse vi rientra la famosa partita dei Mondiali 2002 in cui l’Italia venne eliminata dalla Corea del Sud. A compromettere l’esito di quella partita, come ricorderanno tutti i tifosi, fu anche l’arbitraggio scandaloso di un direttore di gara che poi venne indagato dagli organi competenti.

Byron Moreno, intervista alla Gazzetta dello Sport: “Italia-Corea del Sud fu una delle mie migliori prestazioni arbitrali. Mi darei 8,5”

La storia recente della nostra Nazionale di calcio torna prepotentemente di attualità, soprattutto alla luce dell’ eliminazione ad opera della Macedonia del nord. Nell’edizione odierna della Gazzetta dello Sport è infatti apparsa un’intervista a Byron Moreno, autore dell’estromissione degli Azzurri dal Mondiale 2002. “Dopo tutto questo tempo ricevo ancora insulti dai tifosi italiani. Ho la coscienza pulita, sono tranquillo”, ha sentenziato senza mezzi termini. Inoltre ha aggiunto delle parole che potrebbero suonare anche fin troppo audaci alle orecchie dei supporters della selezione italiana: “Quella gara è nella top 3 delle mie migliori prestazioni arbitrali in carriera. Che voto mi darei? 8, 5 pieno“.  Ha ricordato anche alcuni episodi contestati entrati prepotentemente negli annali. In particolar modo l’azione di Zambrotta che gli costò il secondo rosso: ““Se guardiamo il video, il giocatore coreano punta il pallone, arriva prima e allunga la gamba. Il capitano azzurro inciampa e cade provando a simulare un fallo per il quale è stato ammonito per la seconda volta e quindi espulso. Il regolamento prevedeva il giallo per simulazione. Ho rispettato le regole, le immagini parlano chiaro“. E sulle proteste: “Totti non protesta, gli unici a farlo solo Vieri e Di Livio. Anche quando Trapattoni colpisce il vetro che divide la sua panchina dai dirigenti Fifa, è una reazione dovuta alla rabbia del momento”.

“Tornassi indietro dare il cartellino rosso al coreano”

L’ ex arbitro sudamericano ha proseguito affermando: “Sunhon Hwang falcia Zambortta al 72′, costretto a uscire per infortunio. Quella è l’ unica situazione che mi ha fatto riflettere tanto in questi anni. Tornassi indietro darei il cartellino rosso al coreano. Sono umano, mi assumo la responsabilità per ogni decisione giusta o sbagliata presa durante la mia carriera arbitrale. Quello di cui potete stare sicuri è che non ho mai voluto favorire o penalizzare qualcuno in campo”. E sull’offside fischiato a Tommasi: “Quell’azione non è di mia responsabilità ma dell’assistente argentino Jorge Ratallino. In quegli anni l’assistente dell’arbitro era l’unico responsabile per il fuori gioco. Lui ha alzato la bandierina e mi sono fidato. Era impossibile per me sapere se Tommasi fosse o meno in posizione irregolare dalla prospettiva che avevo”.

“Nessuna radiazione, ho scelto io di ritirarmi”

L’ ecuadoriano ha anche raccontato alcuni avvenimenti accaduti dopo la partita, contestando l’operato della Federazione ecuadoregna: “Nessuna radiazione, ho scelto io di ritirarmi. E sono uscito dalla porta principale a testa alta. La Fifa ha aperto un’indagine dopo Italia- Corea, ma la Federazione ecuadoriana mi ha boicottato. Sono stato avvisato del provvedimento con oltre un mese di ritardo, fuori tempo massimo per presentare la difesa. Ho chiesto una deroga e sono stato felice e sono felice che la commissione disciplinare Fifa mi abbia ascoltato. A dicembre 2022 sono stato dichiarato innocente, non ho commesso alcuna irregolarità in Italia Corea. Però non stato riconfermato come arbitro internazionale l’anno successivo

  •   
  •  
  •  
  •  
Leggi anche:  Atalanta-Eintracht, streaming e diretta tv Sportitalia o Sky? Dove vedere amichevole