Giancarlo Padovan a SuperNews: “Skriniar può partire, il trio Dybala-Lautaro-Lukaku farebbe la differenza. Con Di Maria salto di qualità per la Juve. Milan? Il nome più importante ce l’ha già in squadra…”

Pubblicato il autore: Francesca.Capone.

SuperNews ha intervistato Giancarlo Padovan, che ha fatto il punto sulle ultime notizie di calciomercato e sulla prossima stagione di Serie A. In particolare, il giornalista ha analizzato in che modo alcuni nomi caldi accostati alle big italiane cambierebbero la fisionomia e la competitività di queste ultime.

Giancarlo, nella stagione da poco conclusa l’Inter ha dimostrato di aver bisogno di un vice Brozovic, rintracciato adesso in Asllani, che sarebbe ad un passo dal club, e di qualche innesto che permetta di avere una panchina all’altezza del livello dei titolari. Alla luce di queste esigenze, quanto la possibile operazione Dybala-Lukaku, l’acquisto di Mkhitaryan e il pressing per Bremer possono essere mosse cruciali per la prossima stagione? Skriniar è da trattenere a priori o può partire davanti ad un’offerta importante?
Secondo me, Skriniar può partire. E’ un bravo giocatore, gran marcatore, ma i piedi sono rivedibili: non sa impostare e tecnicamente non è il massimo.Dovesse arrivare Bremer, lascerei andare Skriniar, ovviamente ad una cifra più alta di quella del difensore del Torino. Asllani può essere il vice Brozovic, anche se il croato, in un certo senso, è unico, mentre Mkhitaryan può essere il sostituto o l’alternativa a Calhanoglu. Quanto a Dybala e Lukaku, sono due giocatori straordinari: se stanno bene, e mi riferisco soprattutto all’argentino, possono fare la differenza per l’Inter. Il trio Lautaro-Dybala-Lukaku sarebbe la fortuna di tutte le squadre italiane e non solo. Considero quindi il mercato dell’Inter molto buono. Tuttavia, dovremmo capire quale sarà quello in uscita: la società dovrà presumibilmente vendere Dumfries, ma non vorrei che il tutto portasse al sacrificio, oltre che di Skriniar, che io credo andrà via, anche di Lautaro Martinez: è vero che arriverebbe Lukaku ma, a mio parere, Lautaro con Lukaku e Dybala o alternativamente ad essi costituirebbe un altro attacco, un reparto offensivo assolutamente più forte.

Il Napoli ha perso il suo capitano e bandiera Lorenzo Insigne, e adesso rischia anche di perdere dei giocatori che si sono rivelati tasselli importanti in questi ultimi anni, come Koulibaly, Mertens e Fabian Ruiz, mentre Victor Osimhen, protagonista di una grandissima stagione, sta ricevendo la corte di alcune big estere. Da cosa e da chi deve ripartire il club partenopeo?
Dovrebbe ripartire da Koulibaly, anche se credo che se ne andrà. Certamente andrà via Mertens, ci sono inoltre forti dubbi sulla permanenza di Osimhen e moltissimi altri su quella di Fabian Ruiz. Francamente, non saprei da chi il Napoli deve ripartire. Credo che il club farà una rivoluzione profonda, e alla fine saranno più i giocatori partiti che quelli arrivati. Per questo, per il Napoli sarà un anno transitorio, ed è un peccato, perché quest’anno può contare sui soldi derivanti dalla Champions, cosa che non poteva fare lo scorso. Paradossalmente, la squadra della scorsa stagione sarà nettamente più forte di quella che costruirà quest’anno. Vista la situazione così fluida del club partenopeo, non vedo giocatori su cui puntare e da cui ripartire, perché sono tutti passibili di trasferimento. Forse Demme e Lobotka potrebbero essere utili, ma stiamo parlando di profili inferiori rispetto ai giocatori che se ne vanno.

Il Milan, campione d’Italia, punta ora a consolidare il gruppo e a inserire qualche pedina che possa alzare il livello e permettere al club rossonero di competere anche in Champions League. Quali sono gli incedibili di Pioli e quali invece i profili da ricercare, alla luce degli ultimi nomi che circolano nel mercato rossonero? In quale reparto il Milan deve maggiormente intervenire per essere competitivo anche in Europa?
L’attacco. Il Milan fa fatica a segnare: in questa stagione ha segnato più con i centrocampisti che con gli attaccanti. Il club rossonero ha un grande portiere, una buona difesa costituita da quattro giocatori importanti come Kalulu, Tomori, Calabria e Hernandez. Si vocifera che arrivi Botman, che probabilmente dovrà contendersi il posto con Kalulu (e che forse conquisterà).  Davanti ha preso Origi, che può essere l’alternativa a Giroud, e sta puntando anche su De Ketelaere, giocatore polivalente come Pellegrini della Roma. Il belga sa fare tante cose: può giocare da trequartista, centrocampista e anche come punta. Poi c’è un altro nome che circola, anche se non so quanto sia affidabile, che è quello di Renato Sanches, giocatore che andrebbe in conflitto tattico con Bennacer. Ma il nome più importante la squadra rossonera ce l’ha in casa, ed è quello di Sandro Tonali, il giocatore dal quale ripartire e su cui fondare un grande Milan.

Come vedresti un possibile ritorno di Pogba nel centrocampo bianconero? Con il tridente Chiesa-Di Maria-Vlahovic la Juventus ritornerebbe una delle favorite per il prossimo campionato?
Con Chiesa-Di Maria-Vlahovic sì, tornerebbe ad essere una delle favorite. Tuttavia restano dei dubbi sull’arrivo di Di Maria, c’è ancora un tira e molla molto pronunciato tra le società, ma questo trittico potrebbe essere una potenza lì davanti. Inoltre, il serbo potrebbe essere sostituito da Morata. Sarebbe una Juventus forte. Su Pogba ci sono molte incognite: in 5 anni allo United non ha vinto nulla, se non le cose che gli ha fatto vincere Mourinho, ovvero la Coppa di Lega, l’Europa League e la Community Shield. Il centrocampista ha fatto poco, si è visto poco in questi ultimi anni, ha subito molti infortuni. Sicuramente, Pogba sarebbe meglio di tutti quelli che ha la Juventus in questo momento, quindi il club ci guadagnerebbe. Dietro la trovo un po’ vetusta con Alex Sandro, ma per il resto Bonucci, Danilo e De Ligt (se sarà confermato, ma credo di sì) sono giocatori affidabili. Con l’acquisto di Di Maria sicuramente la Juventus farebbe il salto di qualità.

Sull’onda dell’entusiasmo dato dalla vittoria della Conference e del sesto posto in A, dove può arrivare la Roma di Mourinho la prossima stagione con i giusti innesti di mercato? I nomi che circolano in queste ore sono quelli di Frattesi, Celik e Aouar, oltre che l’acquisto di Matic.
L’arrivo di Matic è importante: è un centrocampista fisico e tecnico, sa fare il regista e sa anche inserirsi. Davvero un ottimo acquisto. Adesso il problema è tenere Cristante, perché Milan e Juventus lo vorrebbero, e decidere qualcosa riguardo al futuro di Zaniolo. Al di là di chi arriva, Nicolò è un giocatore importante, che ha segnato il gol decisivo nella finale di Conference, in una partita di grande equilibrio in cui segnare è complesso. Nonostante ciò, io credo che Zaniolo potrebbe essere venduto. Per il resto, alzare una coppa europea che mancava da 61 anni dà una grande motivazione, quindi si ha voglia di vincere e di ripetersi. Vincere il campionato è ancora un obiettivo lontano, Inter, Milan e Juve sono più avanti della Roma, però il club può puntare al quarto posto, eventualmente alla Coppa Italia, che manca da un po’, e volendo anche all’Europa League. Una doppietta in Europa sarebbe fantastica, anche se forse difficile.

La Fiorentina torna in Europa dopo 5 anni e si prepara per i preliminari di Conference League. Potrebbe aspirare al successo della Roma o la rosa attuale è insufficiente?  Italiano potrebbe riuscire nell’impresa?
Italiano è un grande tecnico che può riuscire nell’impresa. La Roma, in fondo, è partita proprio dai preliminari di Conference League. Il fatto è che si giocano tante partite, e per giocare tanti match bisogna avere quello che il club giallorosso non aveva, ovvero una panchina lunga. La Fiorentina però è una buona squadra. Sul fronte mercato, tra Belotti e Pinamonti sceglierei il secondo senza alcun dubbio: l’ex Empoli al posto di Cabral farebbe la differenza. Ikoné è una realtà, Gonzalez una garanzia, però bisogna prendere qualche altro profilo. Anche qui c’è aria di rivoluzione: so che Italiano ha in mente di cambiare molti giocatori sia in difesa che a centrocampo.

Il ciclo dell’Atalanta è finito?
Sì, ma l’Atalanta non è finità né come squadra né come società. Sicuramente non ha fatto bene come gli scorsi anni, non è andata in Europa League e neanche in Conference. La Dea si è esaurita, ma credo che possa tranquillamente ripartire. I dirigenti lo hanno capito e cambieranno, come è giusto fare dopo un po’. Bisognerà cominciare a fare qualcosa di diverso, prendere giocatori diversi e funzionali al sistema di gioco di Gasperini, ma io credo che l’Atalanta rimarrà una grande protagonista del nostro campionato, perché è una squadra allenata in maniera straordinaria e dalla condizione atletica sempre al top. 

  •   
  •  
  •  
  •  
Leggi anche:  Rinaldo Nocentini a SuperNews: "Pogacar è l'uomo da battere. Spero che Caruso riesca a stupirci"