L’Inter di Inzaghi non decolla: tutti i punti negativi della sua gestione

Pubblicato il autore: Christian La Pira

E’ forte la delusione in casa Inter dopo il pareggio maturato al Brianteo di Monza, pareggio che ha rallentato la corsa nerazzurra verso una rimonta che sembrava possibile dopo la bella vittoria contro il Napoli e che invece è tornata ad essere quasi utopia. Per i tifosi, adesso, è tempo di bilanci (amari), e l’umore non è ai massimi storici: da quando è andato via Antonio Conte, la squadra sembra aver perso quella fame che l’aveva contraddistinta nei due anni del tecnico leccese, oltre ad una solidità difensiva mai più vista e ad un’anima che pare non esserci più. I tifosi si chiedono se questa situazione di eccessiva discontinuità durerà nelle prossime stagioni e se quindi Inzaghi vada confermato alla guida della loro beneamata, dopo questi due anni fin qui deludenti.

La prima stagione di Inzaghi: la rimonta subita dal Milan

Partiamo da un’analisi veloce e quanto mai semplice della stagione passata: Inzaghi aveva ereditato da Conte una rosa più debole, visti gli addii di Lukaku e Hakimi, ma con innesti importanti come Calhanoglu, Dzeko, Dumfries e Correa, e comunque la squadra di base aveva assunto una fortissima consapevolezza grazie allo scudetto appena conquistato. Dopo un avvio non brillante, la squadra da Ottobre aveva inanellato una serie di vittorie e prestazioni molto convincenti, a tratti spettacolari, lanciandosi in fuga solitaria in classifica verso il secondo tricolore consecutivo. Poi, da Febbraio, il crollo: 7 punti in 7 partite e rimonta clamorosa subita dal Milan. E il punto definitivo a poche giornate dal termine, quando i nerazzurri cadono a Bologna e vengono definitivamente sorpassati dai rossoneri, che non abbandoneranno più la vetta della classifica andando a conquistare un insperato scudetto. Bravo il Milan a crederci, ma l’Inter ha letteralmente gettato via un campionato completamente in pugno.

Leggi anche:  L'Inter vince ma non convince: vittoria per 1-2 contro la Cremonese

La stagione in corso: mai in lotta per i primi posti

Nella seconda stagione del tecnico ex Lazio, la rosa non si è indebolita, anzi: nonostante il duro addio di Perisic, sono arrivati Mhkitaryan, Asslani, Acerbi, Gosens (da Gennaio precedente), Onana e soprattutto è tornato un certo Romelu Lukaku. Ma nonostante ciò, l’Inter è partita subito male con le sconfitte nelle prime giornate nel Derby e a Roma contro la Lazio, e complice un andamento stratosferico in vetta del Napoli di Spalletti, la cima della classifica quest’anno non è mai stata vista da vicino ma sempre rincorsa a distanze troppo grandi. E quando pochi giorni fa, dopo la vittoria proprio contro il Napoli, sembravano rinvigorirsi speranze di rimonta, ecco l’ennesima caduta, lo stop al Brianteo di Monza con il pareggio per 2-2 subito praticamente all’ultimo minuto. E ora, le speranze di recupero sono ridotte al lumicino, visto che a 21 giornate dalla fine i punti di distacco dalla capolista sono dieci e le squadre davanti sono tre.

Leggi anche:  Morto Carlo Tavecchio, ex presidente della FIGC

La Champions unico aspetto positivo del biennio-Inzaghi

Il cammino in Champions è l’unica nota veramente lieta del biennio-Inzaghi: dopo oltre dieci anni l’Inter è riuscita a superare i gironi di Champions e lo ha fatto sia l’anno scorso sia quest’anno. In particolare in questa stagione la squadra è riuscita a qualificarsi dopo un girone di altissimo livello contro squadre come Bayern Monaco e Barcellona, battuto a San Siro e fermato al Camp Nou in una partita epica. La stagione scorsa, i nerazzurri poi furono eliminati agli ottavi dal Liverpool di Klopp, ma con grande dignità vista la bella vittoria ad Anfield per 0-1 (dopo la sconfitta per 0-2 a San Siro). Tra poco più di un mese ci sarà la grande occasione di raggiungere i quarti di finale, visto che l’avversario sarà il Porto, temibile si, ma il sorteggio poteva riservare di peggio.

Leggi anche:  Serie C, dove vedere Padova-Pordenone streaming live e diretta TV Rai Sport?

Squadra senza carattere e troppo fragile difensivamente

Aldilà dei risultati, comunque, Simone Inzaghi va valutato anche per quello che la squadra esprime in campo, e le analisi conclusive non sono incoraggianti. La squadra, in trasferta, manifesta una fragilità difensiva molto preoccupante, e lo evidenzia anche nelle partite casalinghe. In campo non si vede più da tempo l’anima battagliera denotata nel biennio-Conte, e i giocatori sembrano aver perso quella cattiveria agonistica tanto espressa nella stagione dello scudetto. All’inizio della gestione-Inzaghi, l’Inter esprimeva un calcio di altissimo livello, spettacolare e solido difensivamente, poi col tempo si è perso quasi tutto. Imperdonabile il crollo a metà dello scorso campionato, frangente nel quale praticamente l’Inter ha perso uno scudetto ormai suo. E in questa stagione la squadra non ha mai espresso nè qualità nè carattere nei momenti difficili. Infine, molte volte, i cambi di Inzaghi a partita in corso sono apparsi alquanto discutibili. E’ chiaro che la situazione non trasmette fiducia ai tifosi nerazzurri, e ora tocca ad Inzaghi cambiare la rotta. Sia la sua personale, sia della sua Inter.

  •   
  •  
  •  
  •