Pasquale Luiso a SuperNews: "Napoli, Osimhen senza stimoli. Salernitana, Dia fondamentale per la salvezza. Sampdoria, la promozione non è scontata"
Ai microfoni di SuperNews è intervenuto in esclusiva l'allenatore Pasquale Luiso, ex attaccante, tra le altre, di Torino, Vicenza, Piacenza, Sampdoria, Salernitana e Catanzaro. Dagli esordi al Sora alla sfida scudetto: ecco le dichiarazioni rilasciate ai nostri microfoni.

In esclusiva ai microfoni di SuperNews è intervenuto Pasquale Luiso. L'ex calciatore, di ruolo attaccante, soprannominato il "Toro di Sora", in carriera ha vestito, tra le altre, le maglie di Torino, Piacenza e Vicenza in Serie A e quelle di Avellino, Sampdoria, Salernitana e Catanzaro in Serie B. Celebre il gol realizzato a Stamford Bridge nel 1998, in semifinale di Coppa delle Coppe nella sfida tra il suo Vicenza e il Chelsea di Zola e di Gianluca Vialli. Conclusa la carriera agonistica, dal 2010 Pasquale Luiso intraprende quella di allenatore. Ecco le dichiarazioni rilasciate ai nostri microfoni.
Dopo tanti gol e campionati da protagonista con la maglia del Sora, tra D e Serie C, hai fatto il tuo esordio in Serie A con il Torino di Rosario Rampanti, affermandoti poi soprattutto con le maglie di Piacenza e Vicenza. Quanto è stata importante la gavetta per la tua carriera?
"Partire da lontano non è semplice, ma regala sicuramente grandissime emozioni. Penso ad esempio a Walid Cheddira del Frosinone che con l'ultimo gol ha segnato in tutte le categorie dall'Eccellenza alla Serie A. Col senno di poi è stato meglio crescere in campionati di Promozione ed Eccellenza anziché in un settore giovanile di un club di primo livello. Lo trovo più istruttivo e producente per i giovani che si avvicinano al mondo del calcio. Tanti al giorno d'oggi arrivano nelle formazioni Primavera e poi si ritrovano tra i dilettanti. Il percorso inverso ti fa maturare di più. Arrivare nel calcio che conta partendo dal basso non ha prezzo".
Che tipo di attaccante eri? Chi in Serie A attualmente ricalca di più quelle che erano le tue caratteristiche?
"Tra gli attaccanti in attività in Serie A per il modo di giocare e di combattere nell'area avversaria mi rivedo ad esempio in Belotti e Immobile. Però attaccanti forti di testa come lo ero io ne vedo davvero pochi in circolazione. Qualche anno fa come centravanti mi piaceva tanto Alberto Gilardino. Abbiamo avuto caratteristiche simili: tempismo, rapidità e freddezza sotto porta".
A proposito di Torino, che tipo di campionato ti aspetti da parte della squadra di Juric? La scelta di puntare su Duvan Zapata in attacco può rivelarsi vincente?
"Juric è un allenatore capace e molto preparato: farà sicuramente una carriera di primissimo livello. Il modo di giocare e di stare in campo del Torino mi piace molto. Ad oggi non ho ancora ben chiaro che tipo di campionato possano fare i granata, se la solita stagione anonima o qualcosina in più. Sono sicuro, però, che usciranno almeno un paio di calciatori molto interessanti dalla rosa attuale. Zapata è un attaccante che mi piace tantissimo. Se fisicamente sta bene e regge fino alla fine può essere devastante, ha una forza incredibile. Juric porta sempre tanti uomini in area e propone un calcio offensivo, Zapata ne può beneficiare e fare tanti gol quest'anno".
L'obiettivo salvezza è alla portata per la Salernitana di Sousa? Negli ultimi giorni a Salerno tiene banco il "caso Dia", che idea ti sei fatto a proposito?
"La Salernitana credo possa centrare una salvezza tranquilla. A Salerno c'è un allenatore molto bravo, un direttore sportivo di tutto rispetto e una piazza davvero calorosa: tre fattori importanti per un buon campionato. Rimpiango ancora oggi di aver dato poco alla Salernitana da calciatore, è un club che ho sempre ammirato e che volevo a tutti i costi. Purtroppo subii un brutto infortunio e, complice una squadra non proprio all'altezza, non riuscimmo ad evitare la retrocessione. Dia? E' arrivato quasi da sconosciuto a Salerno ed è stato valorizzato dal club. L'importante è che sia tornato a disposizione del club, pronto a tornare in campo e a riconciliarsi con i tifosi. Per la salvezza i suoi gol possono essere determinanti, è un attaccante capace di raggiungere tranquillamente la doppia cifra".
Dopo l'amara retrocessione della passata stagione, la panchina della Sampdoria è stata affidata a Pirlo. L’inizio non è stato dei migliori, ci sarà da soffrire più del previsto per il ritorno in A?
"Il ritorno in Serie A della Sampdoria non è per niente scontato, ma rappresenta sicuramente l'obiettivo primario. I blucerchiati hanno bisogno di fare risultato con continuità e trovare stabilità in cadetteria, l'inizio non è stato certamente dei migliori. Pirlo non può non fare un campionato da vertice, il distacco che si è creato dal Parma già non aiuta. Sulla Sampdoria pesa il fatto che è costretta a vincere, non può essere altrimenti".
Nonostante la pesante sconfitta subita contro il Parma, il Catanzaro può rappresentare la sorpresa di questo campionato di Serie B?
"La sconfitta contro il Parma può aiutare a ripartire a testa bassa e con i piedi ben saldati a terra. Il calcio spregiudicato di Vivarini, che considero un ottimo allenatore, può comportare certi rischi, soprattutto in Serie B. Replicare in toto quanto fatto in C forse è sbagliato, attaccare in sette a volte non è la scelta più saggia. La squadra è compatta, ha degli elementi importanti e ha dimostrato tanto anche dal punto di vista tecnico, può essere sicuramente una tra le sorprese di questo campionato di Serie B".
Probabilmente, ci si aspettava qualcosina in più dal Napoli di Rudi Garcia, cosa non ha funzionato finora? Gli azzurri sono ancora la squadra da battere o pensi che per la corsa scudetto siano favoriti altri club?
"Non credo che il Napoli sia ancora la squadra da battere. Ha perso tanto in difesa con la partenza di Kim e Osimhen si vede che non è spronato come ai tempi di Spalletti. Senza il giusto incitamento Osimhen fa fatica anche a stoppare una palla, non ho timore a dirlo. Finora si vede che è una squadra con poche motivazioni. Di Spalletti ce n'è uno solo, il Napoli non lo vedo sicuramente favorito. Quest'anno punto sulla Juventus, che ha il vantaggio di non giocare le coppe. Poi, ovviamente c'è l'Inter che ha già abbondantemente dimostrato tutto il proprio potenziale anche nel derby contro il Milan".
L’ultima esperienza da allenatore è stata quella alla guida della Juve Stabia Primavera. Quali sono ora i tuoi progetti per il futuro, sei pronto a rimetterti in gioco su un’altra panchina?
"Sono reduce da un'ottima stagione, coronata dai playoff con i ragazzi della Juve Stabia. Mi sono messo sul mercato in estate, ma non è arrivata la giusta opportunità. Adesso sono in attesa, ho voglia di allenare i grandi. Che sia Serie D o che sia Serie C mi faccio trovare pronto nel caso qualcuno mi cerchi".