Ciclismo, solo tre azzurri alle Olimpiadi 2024

La nazionale italiana di ciclismo prenderà parte alla prova in linea su strada delle Olimpiadi 2024, a causa della posizione della nazionale azzurra nel ranking Uci. Già certe di poter schierare il massimo numero di atleti possibile Belgio e Danimarca.

Filippo Ganna, uno degli alfieri del ciclismo azzurro, che sogna le Olimpiadi di Parigi del 2024.

La Nazionale italiana di ciclismo che gareggerà nella prova in linea su strada alle Olimpiadi di Parigi 2024 avrà soltanto tre uomini. Nonostante la stagione ciclistica debba ancora concludersi (manca ancora il Tour of Guangxi, che si svolgerà tra il 12 ottobre e il 17 ottobre), infatti, il ranking Uci per nazioni ha già dato il suo verdetto.

Azzurri condannati dal ranking

L'Italia, difatti, giace al momento all'ottavo posto della graduatoria. E per l'aritmetica non potrà raggiungere le prime cinque posizioni, che garantiscono la possibilità di schierare quattro ciclisti. Saranno quindi soltanto in tre a rappresentare la nazionale azzurra di ciclismo alle prossime Olimpiadi.

Tra le nazionali d'alto rango, quella azzurra non è la sola in questa situazione. Anche la nazionale dei Paesi Bassi di Van der Poel, alle Olimpiadi di Parigi del 2024, potrà mettere in strada soltanto tre uomini. Mentre Belgio e Danimarca - prime due classificate nel ranking - sono già certe di poter gareggiare a pieno organico.

Chi invece è ancora in lotta per poter schierare il quarto uomo sono Slovenia, Spagna, Regno Unito e Francia, racchiuse in pochi punti e in lotta per la top five.

Due azzurri convocabili a cronometro

Diversa invece la situazione per la prova a cronometro. Nella prova contro il tempo di ciclismo alle Olimpiadi 2024 infatti saranno due i ciclisti tricolori in gara. Questo perché, oltre al corridore che di diritto gli azzurri potranno schierare in virtù del ranking, l'Italia potrà far correre anche un secondo ciclista grazie a…Filippo Ganna. In virtù del secondo posto ottenuto dal cronoman piemontese a Stirling in occasione degli scorsi mondiali, infatti, l'Italia potrà spendere anche un secondo nome.