Intervista esclusiva a Xavier Jacobelli: “Cairo non si attacchi agli arbitri, il Napoli può rientrare per lo scudetto. E sulle altre…”

Xavier Jacobelli ci dice la sua sulla Nazionale di calcio, il Torino di Cairo, il derby d'Italia, la situazione del Napoli, quella del Milan e la scelta degli allenatori emergenti più bravi. Tutto questo lo trovate nell'intervista esclusiva realizzata dalla nostra redazione.

Nelle ultime ore, in esclusiva, abbiamo potuto raccogliere le dichiarazioni di Xavier Jacobelli: sicuramente uno dei giornalisti sportivi italiani che non ha bisogno di presentazioni.

Xavier Jacobelli, crede che l’Italia raggiungerà la qualificazione agli Europei di Germania del 2024 senza passare dai playoff?

Me lo auguro di cuore, anche perché la Nazionale è in debito con i suoi tifosi. Sono sicuro che Spalletti farà bene con l’Italia e che quindi abbiamo tutte le risorse per fare 4 punti nelle prossime 2 partite.

Mercoledì Cairo ha dichiarato pubblicamente che al Torino hanno tolto 7-8 punti negli ultimi tre campionati a causa dei torti arbitrali e che, ad esempio, l'anno scorso sarebbero bastati per raggiungere l’Europa. Si sente di condividere queste parole?

Assolutamente no. Cairo è entrato ormai nel diciottesimo anno della sua presidenza granata e pur avendo speso tanto ha raggiunto pochi risultati, frutto di acquisti di calciomercato sbagliati che sono stati fatali per il Torino, più degli arbitraggi. Anche perché, se aveva da sindacare qualcosa sui Campionati precedenti, lo doveva denunciare in diretta e non a distanza di mesi o anni.

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Cito letteralmente Renato Zaccarelli (in una recentissima intervista a Repubblica, ndr): “Il Torino è diventata una squadra e una società come le altre e questo è imperdonabile”.  Quindi servono progetti, nuovi e forti, per riportare il popolo granata dove merita e gli compete e non recriminare sul passato, che non serve a niente.

Al di là della pretattica di allenatore e dirigenza della Juventus, crede che i bianconeri lotteranno per lo scudetto fino in fondo nel corso di questa stagione?

È troppo presto per dirlo.

Dopo la sosta per le Nazionali ci sarà, appunto, il derby d’Italia…

Sarà importante, ma non determinante perché, dopo quella gara, ce ne saranno a disposizione altre 25 per tutte e due, con 75 punti in palio.

La scelta di De Laurentiis di esonerare Rudi Garcia e di puntare come traghettatore su Mazzarri la convince?

Purtroppo, con Garcia, allenatore bravo e persone squisita, non è mai scoccata la scintilla. Nel calcio paga sempre l’allenatore, ma non è l’unico responsabile. De Laurentiis, comunque, con grande onestà si è preso tutte le responsabilità della scelta del tecnico francese. Certo è che, senza Spalletti e Giuntoli, il giocattolo si è smontato.

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Mazzarri può fare bene. Ha un organico straordinario: a parte Kim, infatti, è lo stesso della straordinaria annata precedente che ha visto la conquista dello scudetto e dei quarti di finale di Champions League. E poi perché è un tecnico che ha l’entusiasmo giusto, vista l’occasione imperdibile di tornare ad allenare ad alti livelli.

I partenopei possono rientrare nella lotta scudetto?

Assolutamente sì (basta guardare la rosa)! E potranno anche superare i gironi di Champions League (lasciando da parte il Real Madrid), grazie alla sfida interna contro il Braga.

Il gruppo deve riuscire a ritrovare l’impeto, la passione e la gioia della stagione passata.

Xavier Jacobelli, ritengo che le critiche a Pioli siano assolutamente ingiustificate, dal momento che al Milan si è puntato a costruire una squadra nuova e fatta di tanti calciatori giovani. È d’accordo con me che serve pazienza?

Certamente, le critiche che riceve sono improvvide e ingenerose. Lui ha alle spalle un lavoro di 4 anni che non si può sminuire. Ha portato a casa il 19’ scudetto, una semifinale di Champions League dopo tanto tempo e per la prima volta un utile di bilancio dopo 17 anni, grazie anche all’ottimo lavoro fatto dalla società in estate.

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E dei troppi infortuni che gli sono capitati ne vogliamo parlare?

Chiudiamo l’intervista con una domanda sul talento delle giovani leve della categoria allenatori. Tra Vincenzo Italiano, Raffaele Palladino e Thiago Motta, quale ritiene possa essere il miglior tecnico emergente del nostro Campionato e perché?

Non farei una classifica, perché sono tutti e 3 bravissimi e lavorano in 3 ambiti diversi.

Italiano sta confermando il grande lavoro fatto alla Fiorentina degli ultimi 2 anni e mezzo.

Palladino è stato catapultato in Serie A, al Monza, dopo 6 giornate dello scorso Campionato e lo ha salvato con 6 giornate d’anticipo (certo, va detto che è fortunato a poter lavorare con Galliani, deus ex machina della sua società).

Thiago Motta, infine, ha perso a Firenze, ma dopo 10 giornate d’imbattibilità.

Giù il cappello di fronte alla scuola di Coverciano. Non dimentichiamoci che può contare anche su un De Zerbi che, al Brighton, sta dimostrando tutte le sue qualità.