Fiorentina: bisogna voltare pagina in fretta e ripartire da...

Dopo 24 ore di sofferenza atroce per i tifosi della Fiorentina, proviamo a buttare giù gli obiettivi di questa parte finale della stagione viola. E cerchiamo di farlo decidendo da quali fattori positivi ricominciare la rincorsa gigliata verso palcoscenici ambiziosi.

L'ennesima gara sfortunata, l'ennesimo rigore sbagliato, l'ennesima rete subita nell'ultima frazione di partita e potremmo continuare a non finire. Questo è il momento della Fiorentina.

I tifosi viola, oggi, hanno riempito i social network di commenti ironici, tra i quali senz'altro scegliamo quello che chiede la legge 104, honoris causa, per tutti i patimenti che i sostenitori gigliati sono costretti a sopportare da tempo immemore.

Ma ora bisogna voltare pagina ed in fretta. Ci sono almeno tre obiettivi da continuare a perseguire.

C'è da scordarsi la Champions League dal Campionato, ma almeno si provi a conquistare e a difendere una posizione europea in classifica, quindi tra le prime 7. Potrebbe bastare anche l'8' posto, in caso l'Italia conquistasse anche la 5' piazza per l'ex Coppa dei Campioni.

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E poi le due coppe (Conference League e Coppa Italia) da onorare e nelle quali provare ad arrivare di nuovo fino in fondo, proprio come l'anno scorso. Stavolta, però, con esito diverso.

Da cosa ripartire? Dalle prestazioni contro Lazio e Roma (quest'ultima la squadra più in forma della Serie A dopo l'Inter); da una maggiore elasticità di Vincenzo Italiano che, tra i tanti errori, ieri ha dimostrato intelligenza scegliendo di lasciare il possesso palla agli avversari. Già, il possesso palla, quello che per lui è sempre stato un dogma assoluto.

Credo che stavolta anche lui abbia capito che, dopo 3 mesi di totale accantonamento (una tonsillite difficilmente dura 3 mesi), si debba dare spazio a Parisi, facendo rifiatare Biraghi.

E, ancora, da Belotti, anche ieri autore di una prestazione maiuscola con 3 assoli: il rigore procurato, l'assist per il goal di Mandragora ed il secondo giallo a Mancini, che non è stato accordato solo a causa di un negligenza dell'arbitro Massa.

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La scelta del rigorista: in assenza di Nico Gonzalez, che ha sbagliato pure lui due volte in stagione, deve toccare a Beltran, ieri squalificato, ma con uno score di realizzazioni dal dischetto, in Argentina, invidiabile.

E, infine, dal fatto che presto si avranno abili ed arruolabili (non solo per la panchina): Dodò, Castrovilli e Kouamé.

La Fiorentina c'è e siamo sicuri che non mollerà di un centimetro.