Intervista esclusiva ad Angelo Gregucci: “Sarri e Pioli possono risolvere i problemi di Lazio e Fiorentina. Torino? Cairo aiuti Baroni. Una sola soluzione per la Samp. Lotta scudetto…”

Abbiamo raggiunto telefonicamente Angelo Gregucci, il quale con cortesia e senza fronzoli ci ha detto la sua su alcuni dei temi più importanti del nostro calcio, partendo proprio da quelle squadre con le quali ha lavorato da giocatore o da allenatore.

Nelle ultime ore abbiamo raggiunto, in esclusiva, Angelo Gregucci. L’ex giocatore, tra le altre squadre di Lazio e Torino, è da tempo un allenatore, con l’ultima esperienza professionale come collaboratore di Attilio Lombardo ed Alberico Evani nella Sampdoria salvata all’ultimo dalla retrocessione in Serie C.

Gregucci ci ha parlato come suo solito in maniera diretta e senza peli sulla lingua di vari argomenti, tra i quali il derby capitolino, il momento della Lazio, la situazione del Torino, le difficoltà della Fiorentina, la lotta scudetto (con Napoli ed Inter in primis) e della situazione terrificante che sta vivendo la Sampdoria. Vi lasciamo alle sue parole da uomo di calcio.

Salve Angelo Gregucci, cominciamo dal derby capitolino. La Lazio avrebbe meritato qualcosa in più. A parte l’errore di Tavares, cosa ha fatto la differenza a favore della Roma?

Parto dalla cosa più banale e cioè dal pizzico di fortuna che è mancato nel momento del palo di Cataldi, a tempo ormai scaduto. E poi l’elemento che l’ha determinata lo ritrovo nella sua domanda. Mi riferisco all’errore pacchiano in costruzione di Tavares, che è imperdonabile. Per 35-40 minuti si è trattato di un derby stile anni ‘80, nel quale però la Lazio sembrava avere la partita in controllo. In queste tipologie di gara errori così gravi diventano sempre decisivi.

E poi io sono anche del parere che a parte il derby perso, la Lazio ha commesso altri errori ed è stata molto sfortunata con conseguenze che si avranno anche nella partita successiva. Mi riferisco alle due espulsioni che vedono coinvolti Belahyane e Guendouzi, e agli infortuni di Dele-Bashiru e Rovella. Praticamente, considerando le assenze di lunga data, a Genova contro il Genoa, a centrocampo, ci sarà il solo Cataldi abile e arruolato. La Lazio ha, insomma, sbagliato atteggiamenti e comportamenti che non hanno condizionato solo il derby, ma che avranno riflessi anche nelle prossime gare.

Sarri può riuscire nel “miracolo sportivo” di risollevare le sorti di una squadra in grossa difficoltà emotiva? E, secondo lei, se potesse tornare indietro accetterebbe di allenare la Lazio una seconda volta a queste condizioni oggettivamente difficili, a cominciare dal mercato bloccato?

Non saprei dirle cosa farebbe Maurizio Sarri tornando indietro davanti ad una situazione così difficile. Di certo, per uscire dalla crisi, lui è l’elemento cardine per trovare una qualunque soluzione.

Dopo un’estate turbolenta, con le conseguenze del blocco del mercato anche a livello reputazionale, visto che i biancocelesti sono l’unica squadra nei principali campionati europei a non aver potuto fare acquisti, io spero che a gennaio, invece, i dirigenti biancocelesti possano fare delle operazioni. Perché oltre ad un grande allenatore come Sarri, serve una società che migliori la rosa sul mercato.

Lei ha giocato in carriera anche nel Torino. Il popolo granata chiede a gran voce che Cairo venda la società torinese. Io le faccio questa domanda: in un contesto del genere quanto è difficile allenare? Quanto è complicato lavorare per Marco Baroni?

Quello che vale per Claudio Lotito alla Lazio, da presidente romano, vale anche per Cairo, da presidente di origini piemontesi, al Torino. Cairo ed il Torino si portano dietro le scorie di una lunga contestazione; quindi, per Baroni non è facile lavorare così, nonostante il Toro sia un ottimo brand ed abbia una storia nobilissima. Ma non è semplice allenare così, anche qui il mercato di gennaio (come alla Lazio) dovrà dare all’allenatore qualche soluzione in più a livello tecnico. I granata hanno vinto bene a Roma, ma hanno perso malissimo contro Inter e Atalanta. Due avversarie fortissime, ma specie contro i bergamaschi in uno stadio da cuore Toro qualcosa in più si poteva fare.

Però siamo ancora alla quarta di Campionato e nel mese di settembre; quindi, è troppo presto per dare giudizi definitivi. Dico solo che i malesseri delle piazze di Lazio e Torino non sono di ieri, ma vengono da lontano.

Conte sta facendo un lavoro sontuoso a Napoli: quanto vede possibile l’idea di bissare lo scudetto della passata stagione e quale può essere la concorrente più agguerrita nella lotta per il titolo?

Suppongo l’Inter da come i narratori di calcio la davano tutti favorita l’anno scorso. Ora che è cambiata pochissimo, gli stessi narratori raccontano che non è più all’altezza. Invece ha un ottimo organico, ha le spalle grosse per superare le delusioni delle finali di Champions e degli scudetti persi in malo modo.

Per me è l’Inter la più accreditata avversaria del Napoli. I partenopei sono molto forti, ma hanno una controindicazione da pennarello rosso. È vero che hanno investito quasi 200 milioni, ma ora devono fare il salto di maturità che permetta loro di essere competitivi 3 volte alla settimana. Conte è un allenatore da fantastici risultati a settimana pulita, ora anche lui può però dimostrare di poter passare dall’essere considerato un grande tecnico a grandissimo Mister.

Fra le sorprese in negativo di questo avvio di stagione c’è sicuramente anche la Fiorentina di Pioli. Le chiedo se un calciatore come Kean può trovarsi più a suo agio da solo o in coppia con un attaccante simile come può essere Roberto Piccoli?

Kean è passato dall’essere un giocatore giovanissimo dalle grandi aspettative nella Juve (anche se ha chiuso l’ultima stagione a 0 reti), a diventare quasi capocannoniere nella Fiorentina. Sicuramente ha le qualità per stare a certi livelli, ma ora deve dimostrare di essere capace a rimanerci. Dovrà, insomma, confermarsi, dopo essere arrivato al top la scorsa stagione ed aver rifiutato poi tutte le offerte per restare alla Fiorentina.

La Viola ha qualche difficoltà ora, ma ha tutto per venirne fuori, e Pioli, proprio come Sarri, ha le capacità per riportarla in acque tranquille.

Angelo Gregucci, concludiamo parlando della Sampdoria, squadra con cui ha collaborato molto recentemente. Inizio shock con 0 punti in 4 partite in Serie B, frutto di 8 reti subite ed appena 2 realizzate. Come può uscire da un momento del genere?

Si esce tornando a fare cose molto semplici. Qualcuno che ama la Sampdoria come Vialli, Mancini, Lombardo, Evani ecc. che io conosco e con cui ho lavorato sa quale potrebbe essere la soluzione. Loro vogliono restituire alla Samp quello che la squadra blucerchiata ha dato loro. Perché parliamo non soltanto di una compagine gloriosa, ma anche dall’appeal emotivo enorme. Se la Sampdoria verrà restituita con intelligenza e cautela alle persone che la amano veramente, uscirà fuori da questa situazione. Questa è la strada per lasciare alle spalle tutti i problemi ed evitare di sprofondare.