Alfredo Rossi de "Il Calcio Verticale": "Il Fantacalcio la mia sconfinata passione. Mi piacciono Guardiola e Gasperini. La rivoluzione dei creators è già in atto"
Il fondatore della celebre pagina Instagram "Il Calcio Verticale" è stato intervistato in esclusiva dalla nostra redazione. Alfredo Rossi ci ha parlato della nascita e dello sviluppo del progetto dedicato alla sua più grande passione: il fantacalcio. Ma non solo, perché insieme al creator abbiamo affrontato il più ampio tema dei social network e di come si sia trasformando la comunicazione e l'informazione mainstream.

Consigli sul fantacalcio, specifici dati e statistiche a supporto, niente di intentato o di lasciato al caso: "Il Calcio Verticale" è la popolare pagina Instagram che si prefigge l'obiettivo di orientare gli appassionati di questo gioco grazie alle accurate analisi fornite dal suo fondatore Alfredo Rossi. La nostra redazione ha avuto il piacere di intervistare il creator campano, che nella vita fa il consulente, ma che nel restante tempo della sua giornata coltiva la sua grande passione per il pallone dedicandosi alla creazione di contenuti social a tema Serie A, calcio e fantacalcio. Scopriamo più da vicino chi è Alfredo Rossi, come nasce e quali sono le peculiarità della sua pagina, cosa comporta il lavoro del creator e in che modo questa figura social si sta inserendo, ormai sempre più evidentemente e prepotentemente, nel mondo della comunicazione mainstream.
Ciao Alfredo, grazie per la disponibilità e per aver accettato la nostra intervista. Da dove nasce l'idea di creare e dedicarsi ad una pagina dedicata al calcio e al fantacalcio? E perché hai scelto di chiamarla "Il Calcio Verticale"?
"L'idea è nata da una provocazione che mi venne fatta da un caro amico. Dal momento che sul mio profilo personale Instagram tendevo a pubblicare solo contenuti a tema calcio, mi disse: "Perché non apri una pagina dove parli solo di calcio? Lo fai già, non ti cambierebbe nulla!". Quelle parole mi fecero riflettere, cosí decisi di lanciarmi. La pagina ha avuto un'evoluzione variegata: era nata come uno storytelling, ispirata al canale "Romanzo Calcistico", poi piano piano, seguendo l'influenza e l'avvento delle statistiche nel mondo del calcio e fantacalcio, è diventata una pagina verticale principalmente sul fantacalcio, tematica che mi ha reso noto e per cui il 90% dei miei follower mi segue. Ho scelto il nome "Il Calcio Verticale" perché si rifà alla tattica e all'innovazione nel mondo del calcio portata da Cruyff, tant'è che il mio logo rappresenta un 14 con un tulipano, in onore del numero di maglia di Cruyff, la cui filosofia era definita "calcio totale" o, appunto, "calcio verticale".
Sei quindi un esperto di fantacalcio: cosa c'è dietro lo schermo, e quindi dietro a tutti i tuoi contenuti dedicati al fantacalcio, ai consigli che dispensi a chi intende partecipare? Quante ore al giorno dedichi al reperimento di dati e statistiche relative al Fanta e, in generale, alla tua pagina?
"I miei contenuti hanno sempre un fondamento statistico o richiamano analisi e dati di partite di vario tipo, sono anche abbonato a diversi database presenti online per essere il più accurato possibile. A questi dati, ovviamente, ci aggiungo anche le mie sensazioni e considerazioni. Mediamente dedico 2-3 ore giornaliere alla pagina, quando invece devo creare un contenuto specifico il tempo si dilata ulteriormente".
Come mai hai abbandonato lo storytelling calcistico per dedicarti esclusivamente al mondo del fantacalcio?
"Lo storytelling di quel tipo, che si faceva 5-6 anni fa, non è più andato di moda. Mi piacerebbe farlo, ma ad oggi, essendo diventata la mia pagina un lavoro, devo anche sottostare a quello che richiede il mercato, e il mercato è più interessato al fantacalcio, alle analisi tattiche e alle statistiche rispetto a quel tipo di contenuti li. Mi sono quindi specializzato in questo e ho abbandonato quel filone, non in linea con gli attuali trend".
Chi gioca al fantacalcio, in qualche modo, veste i panni dell'allenatore: quale tecnico ti piace in Italia? C'è un allenatore del passato o appartenente ad altri campionati che stimi particolarmente?
"In Serie A è difficile sceglierne solo uno, ma mi piacciono molto Italiano e Gasperini. Di quest'ultimo amo il grande dinamismo che riesce a dare alle sue squadre, l'intercambio di posizioni e l'abilità di adattare alcuni giocatori in ruoli che non competono loro naturalmente. Gasperini riesce a far diventare tutti i suoi calciatori offensivamente utili. Inoltre, lo reputo un maestro nell'esaltare le seconde punte: si è visto con Lookman, con Papu Gomez, con Soulé, e poi gioca sempre in avanti, non guarda mai indietro. Uscendo invece dai confini nazionali, il mio idolo e allenatore preferito è Guardiola, ma stimo moltissimo anche Klopp, quindi quella tipologia di tecnici che sposano quella vecchia cultura del calcio olandese arrivata negli anni '70 in Europa".
Come giudichi lo strumento dei social? Per te rappresentano più un'opportunità o un rischio? E, in generale, quale direzione credi si stia percorrendo nel mondo della comunicazione con il proliferare di creators, partnership tra emittenti e influencer, e una nuova e ibrida forma di fare informazione, ormai sempre più abbinata e incentrata sull'intrattenimento?
"Potremmo parlare per ore di questo argomento. Per quello che i social mi hanno dato, personalmente li vedo come un'opportunità, ma non per tutti è così. Bisogna avere una grande sicurezza e consapevolezza di sé per gestirli, perché si è esposti al giudizio di chiunque. Spesso gli utenti inveiscono contro di te, e non tutti sanno reggere queste provocazioni gratuite, soprattutto i ragazzi più giovani. Per quanto riguarda i cambiamenti nel mondo dell'informazione, io penso che tra non molto si arriverà ad uno "switch" completo. Il più emblematico esempio che posso fare è quello della Kings League. Non ho dati a supporto, ma io credo che buona parte delle partite della Kings League facciano più telespettatori/utenti di tanti match di Serie A.
Inoltre, credo anche che i creators sostituiranno quasi del tutto i giornalisti. Per i giovanissimi ormai conta più il parere del proprio "guru" rispetto a quello di un giornalista di un grande giornale o di una grande emittente tv. Oggi anche i giornalisti di successo, quelli della "vecchia scuola", si sono reinventati sui social, uno su tutti Fabio Caressa. Emittenti come Sky, DAZN, per mantenere alto il seguito stanno ingaggiando creators molto seguiti. È già in atto un importante ricambio generazionale. E la Kings League avrà un'ulteriore esponenziale crescita, perché fa numeri incredibili".
Bisogna dire che di creators e di esperti di fantacalcio ne sono pieni i social: perché, quindi, gli appassionati dovrebbero seguire "Il Calcio Verticale"?
"Bella domanda. Ritengo la mia pagina abbastanza attendibile: lasciando da parte le mie competenze, credo che mi si possa seguire per la questione anagrafica e per la passione che nutro per il gioco del calcio. Sono davvero ossessionato dal Fanta, partecipo a una decina di fantacalcio ogni anno e lo faccio da più di 15 anni. Ho tanta esperienza e ho provato tante modalità di gioco. Ce ne sono tantissimi di creator validi, anche più piccoli di me, ma credo che "Il Calcio Verticale" abbia questi due ingredienti principali: esperienza e una passione sconfinata per questo gioco".
Parlando dell'attuale Serie A, quali giocatori del campionato, meno "attenzionati", reputi interessanti?
"Un nome che posso fare di una squadra piccola che mi piace molto e che può, secondo me, diventare interessante è Akinsanmiro del Pisa, che tra l'altro viene da un assist a San Siro contro il Milan. Poi dico anche Giovane del Verona, è un giocatore che sicuramente continuerà a farsi notare".
Alfredo, cosa ti auguri per il tuo futuro professionale?
"Mi auguro di mantenere ciò che già ho, ovvero la collaborazione con Gazzetta, il podcast con Sandro Sabatini, opportunità lavorative davvero importanti. Poi, il sogno nel cassetto è quello di collaborare un domani con qualche grande emittente televisiva importante, come Sky o DAZN. Mi piacerebbe arrivare ad avere collaborazioni, commerciali e non, e girare gli stadi in maniera continuativa, cosa che ho avuto modo di fare in passato. In ogni caso, mi reputo molto soddisfatto di tutto ciò che già è in piedi, ma spero di poter rendere calcio e fantacalcio il mio primo e unico lavoro, in un futuro non troppo lontano".
La redazione ringrazia Alfredo Rossi per la disponibilità e per piacevole chiacchierata.