Intervista esclusiva a Giuseppe Dossena: "Bravo Milan nel 'Derby', ma l'Inter ha un margine rassicurante. La Champions non è più un sogno per il Como. Bologna o Roma in Europa League? Direi che..."
Intervista esclusiva della nostra Redazione a Giuseppe Dossena. Cresciuto nelle vivaio calcistico dell'Alcione, passa nelle giovanili del Torino con cui vince il Campionato Primavera 1976/77; di seguito, va in prestito alla Pistoiese in Serie B per debuttare da professionista, per poi vestire la maglia del Cesena; esordisce in Serie A con il Bologna e, dopo due stagioni con i felsinei, rientra tra le file dei granata piemontesi nel 1981, disputando sei stagioni. Dopo un anno in cadetteria con l'Udinese, approda alla Sampdoria di Vujadin Boškov: dal 1988 al 1991 vince uno Scudetto, una Coppa Italia, una Supercoppa Italiana e una Coppa delle Coppe. Diventa anche Campione del Mondo nel 1982 con la Nazionale di Enzo Bearzot.

Intervista esclusiva della nostra Redazione a Giuseppe Dossena. L'ex calciatore, nativo di Milano, ha espresso il proprio parere su alcuni temi che riguardano la Serie A, a cominciare dall'ultimo "Derby di Milano" in cui ha prevalso il Milan di Massimiliano Allegri. Non sono mancate osservazioni sia sulle compagini che si stanno contendendo un posto utile in Champions League che quelle in piena bagarre per non retrocedere. Inoltre, non poteva mancare un pensiero su una delle sue ex con cui ha reso significativa la propria carriera: la Sampdoria.
Beppe, grazie per aver accettato l'invito della nostra Redazione.
Il Milan fa suo il secondo derby in campionato. Quali sono state le impressioni sulla gara disputata da entrambe le squadre?
Ho visto un Milan molto determinato, sin dalle prime battute, consapevole di poter superare il suo avversario; tutta la squadra ha mostrato lucidità e ha interpretato la gara in maniera esemplare, riuscendo a dettare i tempi: quando c'era da temporeggiare, ha temporeggiato con un buon possesso, mentre quando aveva la possibilità di proiettarsi in attacco è riuscita a verticalizzare in maniera efficace. Ha dato una grande dimostrazione, confidando a pieno suo propri mezzi e le proprie capacità.
Dall'altra parte, nonostante l'ottima conduzione generale del Milan, c'è stata una squadra che ha avuto la prima vera occasione per passare in vantaggio: se Mkhitaryan avesse concretizzato la sua grande azione personale, non so come sarebbe finita la partita. L'Inter non si è espressa al meglio, ma credo che vada riconosciuto ampio merito al Milan che è stato bravo a concedere pochissime opportunità.
Dopo tanti risultati utili consecutivi e con una stagione densa di impegni, ci può stare una sconfitta, la quale non cancella quanto di buono è stato dimostrato dall'Inter in questo campionato.
Sette punti di vantaggio, a dieci giornate dalla fine, rappresentano un margine rassicurante per il primo posto dell'Inter?
Oggettivamente, lo sono, ma il risultato del derby tiene tutto ancora aperto. È stata una vittoria che ha dato slancio ed entusiasmo a tutto l'ambiente, quindi, d'ora in avanti, il Milan farà bene a provarci, perché è giusto che sia così, pur sapendo che sarà molto difficile riuscire a raggiungere l'Inter.
A questo punto della stagione, direi che sette punti sono tanti, ma l'aritmetica lascia spazio a ogni possibilità; si tratta di un esito che tiene vivo questo campionato, quindi lo rende anche più avvincente.
Perdere un derby fa sempre male, ma l'Inter ha un organico molto forte anche sul profilo mentale, in grado di superare in fretta i momenti negativi. Il margine di vantaggio è così prezioso che molto difficilmente sciuperà.
Dopo aver vinto entrambi i 'Derby' in campionato e in virtù del secondo posto provvisorio, di quanto può accrescere il rammarico da parte del Milan per non essere riuscito a osare maggiormente nella contesa per lo scudetto?
Il Milan ha lasciato in strada diversi punti contro qualche cosiddetta 'piccola' del campionato, la qual cosa non è accaduta all'Inter che, invece, è stata spietata. Resta molto grande la soddisfazione di aver vinto per due volte contro la rivale cittadina, riuscendoci con merito, ma c'è un po' da recriminare per qualche passo falso di troppo, a cominciare dalla prima giornata contro la Cremonese. C'erano tutti i presupposti per rendere meno ampio il gap attuale di punti con l'Inter, ma è inutile guardare indietro e pensare alle occasioni mancate.
Restano altre dieci giornate in cui il Milan cercherà di fare il meglio possibile, soprattutto perché galvanizzato dalla vittoria del derby, ma sa anche che l'Inter molto difficilmente perderà altro terreno.
Como al quarto posto a 51 punti, ex aequo con la Roma. Si sarebbe aspettato questo rendimento da parte della squadra di Cesc Fàbregas?
Direi che nessuno avrebbe pensato di vedere il Como tra le prime quattro posizioni, già da quest'anno, anche se è pur vero che la rosa di cui dispone presenta giocatori di grande valore ed è una squadra con un'identità precisa. Sapevo che avrebbe disputato un ottimo campionato, ma non pensavo riuscisse a spingersi così in alto. Sta facendo vedere bellissime cose e gioca in scioltezza, perché sa che non ha da perdere.
La Champions League, a questo punto, non è più un sogno, ma manca ancora tanto alla fine e ci saranno degli scontri diretti che saranno fondamentali, a cominciare dal prossimo con la Roma. Indipendentemente da come si concluderà questa lotta, bisogna soltanto fare i complimenti a questa società.
Ottavi di finale di Europa League con la sfida tutta italiana tra Bologna e Roma. Quale delle ha più chances di andare oltre?
Direi che se la giocano entrambe al 50%. Si tratta di un torneo da dentro o fuori e non bisogna guardare alla classifica in campionato, perché l'approccio sarà completamente diverso. Sia Gasperini che Italiano stanno lavorando molto bene, con ottimi risultati; non bisogna dimenticare che il Bologna ha speso tante energie nervose in questi ultimi tempi, ma la società ha allestito una squadra competitiva anche quest'anno. Sono sfide che generano automaticamente tanta adrenalina e sarà un doppio confronto che si deciderà sui dettagli.
Inter-Como e Atalanta-Lazio, semifinali di ritorno di Coppa Italia. Quale di queste quattro resta la favorita?
I risultati delle gare di andata hanno dato la dimostrazione che tutte sono attrezzate per vincere, per cui non ci sarebbe tanto da stupirsi nel vedere l'una piuttosto che l'altra alzare questa coppa. Che vinca il migliore!
Si sarebbe aspettato di vedere il Torino a sei punti di distanza dalla terzultima posizione in classifica?
Il nostro campionato è così lungo e difficile che tutto può accadere, basti pensare al girone d'andata della Cremonese e della Fiorentina per avere la dimensione di quanto tutto possa stravolgersi. Fatta questa premessa, il Torino è una squadra che a me piace, specialmente in attacco, ma saranno sorti dei problemi che restano difficili da decifrare dall'esterno.
Anche il Verona si è rimesso di nuovo in gioco con la vittoria di Bologna, per cui non c'è nulla di scontato. C'è molto equilibrio e diverse squadre sono racchiuse in una manciata di punti. Stiamo andando verso il finale di stagione e mantenere la condizione fisica ottimale sarà difficile per tutte. Mi dispiace molto vedere il Torino in quella posizione di classifica, ma resto fiducioso.
Da grande ex della Sampdoria, che effetto fa a Beppe Dossena vedere i blucerchiati nella condizione attuale di classifica di Serie B?
Soltanto un grandissimo dispiacere, c'è poco da dire. Fa molto male vederla in questa brutta situazione, ma spero che abbia un sussulto d'orgoglio per ottenere la salvezza. Posso soltanto avere i migliori auspici per la Sampdoria.