Intervista esclusiva a Xavier Jacobelli: “Chivu eccezionale, Como stagione comunque ottima. Cairo, basta mediocrità! Vanoli si merita la riconferma. Su Ranieri e Gasperini…”

L'esperto giornalista Xavier Jacobelli, in un'intervista esclusiva News.Superscommesse.it, ha fatto il punto sulla Serie A e la Coppa Italia. Si è soffermato in particolare sulle seguenti squadre: Inter, Como, Roma, Torino, Fiorentina, Lecce e Cremonese.

Xavier Jacobelli

Nelle ultime ore abbiamo raggiunto, in esclusiva, Xavier Jacobelli, un maestro e vero e proprio decano del giornalismo sportivo italiano. È stato, fra gli altri incarichi, direttore di Tuttosport (ruolo ricoperto la prima volta ad un’età record in quanto a gioventù: 38 anni) e del Corriere dello Sport-Stadio. Ha parlato con noi di Serie A, Coppa Italia e del futuro di qualche allenatore, coinvolgendo nei suoi discorsi: Inter, Como, Roma, Torino, Fiorentina, Lecce e Cremonese.

Vi lasciamo alle sue dichiarazioni.

Xavier Jacobelli, cominciamo dall’Inter che ha rimontato il Como anche in Coppa Italia. In caso di accoppiata scudetto-coppa pensa che si possa dare a Chivu subito l’appellativo di grande allenatore?

Assolutamente sì, anche se Chivu è già a tutti gli effetti un grande tecnico. Lo aveva dimostrato in appena 13 partite col Parma in Serie A, quando aveva condotto la squadra emiliana alla salvezza. Quest’anno Chivu rischia di fare l’accoppiata scudetto-Coppa Italia, confermando quanto felice sia stata la scelta di Beppe Marotta di puntare su di lui per sostituire Simone Inzaghi.

Veniamo al Como. Al di là come finirà il Campionato dei lariani, possiamo definire assolutamente positiva, comunque, la stagione della compagine di Fabregas, o senza Europa, per come si erano messe le cose, si tratterebbe di un’occasione persa?

Il Como si giocherà ancora la qualificazione ad una coppa europea in queste ultime 5 partite di Campionato (vedremo se e quale sarà), ma intanto dobbiamo ricordare che 7 anni fa giocava in Serie D come Domodossola. Tornato in A si è salvato brillantemente arrivando decimo, da compagine neopromossa appunto; quest’anno, poi, sta facendo un grande Campionato ed è giunto fino alla semifinale di Coppa Italia (obiettivo raggiunto solo un’altra volta nel corso della sua storia). Questo ci fa affermare che rappresenta senza dubbio una grande realtà del nostro calcio e la cosa è sotto gli occhi di tutti.

Come vede il Torino l’anno prossimo: con Roberto D’Aversa ancora in panchina?

La situazione del Torino l’ha descritta perfettamente Paolo Pulici a Tuttosport e cioè ha manifestato il dissenso verso l’attuale Proprietà. Cosa altro c’è da dire oltre al fatto che da 21 anni fa navigare il Toro in una grigia mediocrità? Ad ogni stagione vende i suoi giocatori migliori e non li sostituisce di fronte ad una tifoseria fantastica, che la contesta civilmente da alcuni anni. Cairo ha la fortuna di avere il Torino e non se ne rende conto.

Detto questo come premessa doverosa, D’Aversa ha fatto benissimo, considerando la situazione.

Passiamo alla Fiorentina. Ritiene che Vanoli si sia guadagnato sul campo la riconferma sulla panchina gigliata?

Certamente sì, i numeri sono incontrovertibili in questo senso. La Fiorentina aveva più di un piede in Serie B e l’ha portata ormai ad una quasi salvezza. Ed anche il cammino in Conference League è stato condizionato dalla classifica del Campionato.

Ha lavorato così bene da far evitare l’onta della retrocessione proprio nell’anno del centenario della squadra viola. Una riconferma guadagnata sul campo.

Come pensa finirà la bagarre salvezza tra Lecce e Cremonese?

Questa è una bella domanda in un momento così particolare e delicato per entrambe. Non mi aspettavo così male la Cremonese nel girone di ritorno, situazione che l’ha costretta al cambio di allenatore, dopo il bel girone d’andata. Vedo il Lecce favorito a 5 giornate dalla fine del torneo per salvarsi, ma le sorprese sono dietro l’angolo e lo dico sul serio. Però, ad oggi, per gioco e condizioni psico fisiche vedo avanti i salentini.

Concludiamo l’intervista, Xavier Jacobelli, con una domanda sulla Roma. Pensa che la querelle Gasperini-Ranieri sia in qualche modo ricucibile, oppure i Friedkin saranno chiamati ad una scelta netta?

Dipende principalmente da loro: tanto prima faranno chiarezza su cosa vogliono fare i due diretti interessati, quanto prima la Roma ne guadagnerà. Io sposo la tesi al 100% che i tifosi giallorossi hanno illustrato negli striscioni dell’ultima partita casalinga: in questo momento l’unica cosa che deve contare è la Roma.

Sono convinto che Ranieri e Gasperini possono fare ancora tantissimo nei loro rispettivi ruoli per la formazione capitolina; ma se la frattura si confermerà insanabile, come sembra, i Friedkin devono intervenire subito per il bene della compagine giallorossa, perché questa situazione fa male soprattutto alla squadra.