Champions League, un salto indietro di 40 anni per il calcio italiano. Calciopoli l’inizio della fine

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui

Champions League, Italia mai così male negli ultimi 40 anni. Un decennio cominciato con un successo che è rimasto l’ultimo acuto del calcio italiano nelle coppe europee. Zanetti che alza la Coppa dalle grandi orecchie è un’immagine che si sta sbiadendo. Sono passati 8 lunghi anni da quell’Inter-Bayern Monaco. Un tempo in cui il calcio italiano è andato incontro ad una crisi senza precedenti. Il decenni rischia di chiudersi senza neanche un successo in campo internazionale. Un avvenimento che sarebbe un inedito per il pallone nostrano. Per risalire ad un periodo così di secca bisogna tornare agli anni ’70. In quella decade nessuna squadra italiana alzò l’allora Coppa dei Campioni. In compenso la Juventus vinse la Coppa Uefa nel 1977 e il Milan la Coppa delle Coppe nel 1973. Sempre in quel periodo la nazionale collezionò un secondo posto ai Mondiali di Messico ’70 e un quarto a quello di Argentina ’78. 

Opulenza pura rispetto alla carestia delle ultime stagioni. L’Italia è stata eliminata negli ultimi due mondiali nella fase a gironi, al prossimo non ci sarà neanche. In questo decennio la Juventus ha giocato due finali di Champions League, perdendole entrambe, poi il nulla. Una squadra italiana non alza la Coppa Uefa-Europa League dal 1999. L’ultima fu il Parma di Malesani, Buffon, Thuram, Cannavaro, Crespo e Chiesa. Da allora nessuna squadra italiana è arrivata in finale nella seconda coppa continentale. Un arretramento costante e preoccupante rispetto agli anni ’80 e ’90. L’inizio della fine è coinciso con Calciopoli. Da allora il calcio italiano non è stato più lo stesso. Forse non lo sarà più per molto tempo.

Miraggio Champions League, tutta colpa di Calciopoli?

2006/2007, un biennio d’oro per il calcio italiano. La Nazionale di Marcello Lippi vinceva il Mondiale in Germania, il Milan di Ancelotti trionfava in Champions League. Ma quello fu il canto del cigno del calcio italiano in Europa e nel mondo. Vittorie che arrivarono all’indomani del caso Calciopoli. Una scandalo i cui echi arrivano ancora oggi, a 12 anni di distanza. Inchieste che hanno fatto perdere credibilità al nostro calcio agli occhi del resto del mondo calcistico evoluto. Come se non bastasse qualche mese dopo è arrivata la morte di Filippo Raciti, a confermare quanto fosse carente la sicurezza dentro e fuori degli stadi italiani. Impianti vecchi e obsoleti, poco confortevoli e che solo l’infinita passione degli italiani verso il pallone contribuisce a riempire.

Tutto questo spiega in parte gli insuccessi delle squadre italiane in Champions League ed Europa League delle ultime stagioni. Un altro fattore è che la logica del risultato non paga più. Il primo non prenderle è passato di moda da diversi anni. Bisogna inculcare il valore del giocar bene ai giovani. Se si fa un buon calcio c’è grande probabilità di successo. Questo vale a tutti i livelli del calcio. Anche perché non si vorrà eguagliare il record negativo di 16 anni senza alzare la coppa europea per club più importante d’Europa.

Champions League, come tornare competitivi in Europa?

Poi c’è la parte politica. Il calcio italiano non è riuscito ad eleggere un presidente federale dopo l’apocalisse svedese. La Nazionale ha un c.t. pro tempore, Di Biagio, che probabilmente verrà cambiato nelle prossime settimane. Un’arte di arrangiarsi che non ha portato risultato nel peggiore decennio della storia del calcio italiano. Per risorgere servono soldi, idee, uomini e passione. Un’unità di intenti che vada oltre il proprio piccolo orticello. A meno di miracoli di Juventus e Roma anche in questa stagione ammireremo squadre straniere alzare la Champions League. Speriamo nella Lazio in Europa League, ma sarebbe comunque troppo poco. Davvero troppo poco per quello che ha prodotto il calcio italiano negli ultimi 60 anni. Notti di sogni, di coppe, di campioni. Chissà quando torneranno.

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