Inter in Champions League, tutti i meriti di Spalletti

Pubblicato il autore: MATTIA D'OTTAVIO Segui
during the Serie A match between FC Internazionale and UC Sampdoria at Stadio Giuseppe Meazza on October 24, 2017 in Milan, Italy.

Foto originale Getty Images © scelta da SuperNews

Ieri sera al triplice fischio, rivolto ad alcuni tifosi interisti in tribuna, Spalletti esultava come per dire “ho lasciato la Roma e la Champions per conquistarla con voi” e ha raggiunto l’obiettivo. Dopo l’eliminazione col Marsiglia nel 2012, l’Inter dopo sei anni torna nell’Europa che conta e il tecnico di Certaldo ha enormi meriti. Ha tenuto compatto un ambiente sempre difficile da gestire, è riuscito a resistere ai colpi che provenivano dall’esterno e ha rivitalizzato giocatori che sembravano finiti.

Partiamo dall’inizio, dall’Inter della prima parte di stagione che sembrava addirittura ambire allo scudetto. Avevamo già parlato di come quella squadra non era lì per caso però dalla sconfitta casalinga con l’Udinese in poi sono arrivate le difficoltà. Nonostante tutto il quarto posto è sempre rimasto lì a portata di mano e l’11 marzo è arrivata la svolta in Inter – Napoli: Spalletti cambia volto all’Inter, sia psicologicamente (dopo aver sempre difeso i giocatori, li stuzzica, dichiarando in conferenza stampa che la squadra non ha qualità) che tatticamente: propone in mediana Gagliardini e Brozovic, l’azzurro ferma spesso gli avversari, il croato si prende il centrocampo, tutti i palloni importanti passano dai suoi piedi e detta i tempi della squadra.

Che cambia marcia grazie anche a Rafinha, arrivato tra mille perplessità legate alle sue condizioni fisiche, ma pian piano recuperato e in grado di portare nel gruppo mentalità, attaccamento alla maglia e una qualità che in quel ruolo i tifosi non apprezzavano dai tempi di Sneijder. Spalletti fa accentrare spesso Candreva, quasi a fare il doppio trequartista e lascia Cancelo libero di attaccare su tutto il fronte destro. L’esterno portoghese, frenato a inizio stagione da un infortunio, si rivela un crack, è l’unico che si salva anche nelle partite dove gli altri stentano e quando tutta la squadra sale di livello, l’Inter esprime davvero un grande calcio. Ne beneficia Icardi, mai così ben rifornito, l’attaccante argentino chiude la stagione con 29 gol, capocannoniere al pari di Immobile. Spalletti responsabilizza il capitano, gli chiede di giocare più con la squadra, e Icardi esegue: pressa, torna indietro a prendersi i palloni sporchi, serve assist ai compagni. Un po’ discontinuo, ma sicuramente fondamentale nella stagione nerazzurra è stato anche Perisic. L’esterno croato è stato convinto da Spalletti a restare, a volte è stato provato anche come mezzala, e rispetto agli anni scorsi dove a volte è sembrato svogliato, ha sempre dato il massimo. La difesa non è mai stata un problema. Miranda e Skriniar hanno dimostrato continuità, Ranocchia quando è stato chiamato in causa ha sempre risposto presente.

Il lavoro del tecnico è stato fondamentale anche sulla testa della squadra, che negli anni passati si è dimostrata fragile, mentre in questa stagione ha sempre reagito. Dopo le sconfitte-beffa contro Juve e Sassuolo l’Inter delle passate annate si sarebbe sciolta come neve al sole, ieri sotto 2 a 1 la squadra ha continuato a crederci ed è stata premiata. L’anno prossimo sarà finalmente di nuovo Champions, e per una volta dalle parti di Appiano la stagione si chiude senza rimpianti, con gioia e con la testa al futuro.

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