Lettera aperta a José Mourinho: gli juventini non l’ameranno mai e il ruolo di vittima non le si addice

Pubblicato il autore: Lorenzo C Segui

Jose Mourinho – Foto Getty Images© per SuperNews

Egregio José Mourinho,

ieri sera Lei è riuscito nel tentativo di puntarsi i riflettori addosso. Come consueto avviene, per Lei è impossibile non indossare gli abiti da protagonista, sfoderando una classe, ai più, assai sconosciuta. La vittoria rimediata in rimonta contro la Juventus, all'”Allianz Stadium“, Le ha permesso di poter espugnare un terreno di gioco assai ostico, al cospetto dei bianconeri, loro sì seri candidati a conquistare la coppa dalle grandi orecchie. Un successo ottenuto nel finale, facendo leva sul calo di concentrazione della Vecchia Signora e sugli innesti di Mata e Fellaini, subentrati al 79′, scelte da Lei profondamente indovinate. Poi, però, qui terminano gli elogi sulle sue indiscusse qualità professionali, preferendo mettere in risalto, invece, il lato del suo carattere supponente, spavaldo, irritante. Portando quella mano all’orecchio come a sfidare l’intero stadio, si è voluto ergere nelle vesti di imperatore, di leader indiscusso, probabilmente ancora nel ruolo di tecnico dell’Inter piuttosto che del Manchester United.

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Inutile, poi, le sue dichiarazioni in mixed zone in cui ha affermato che a freddo non avrebbe rivolto quei gesti nei confronti dei tifosi bianconeri. Non la credo. E tra l’altro quel tentativo di giustificarsi, dichiarando che sia stato offeso per gli interi novanta minuti anche dal punto di vista familiare, è una scusa che non regge. Lei, con i suoi comportamenti, inasprisce determinati rapporti, causando, poi, conseguenze che appaiano inevitabili. Le sue affermazioni quando allenava l’Inter riecheggiano ancora nelle orecchie dei supporters della Vecchia Signora, così come quei gesti espliciti mostrati sia ieri sera che all'”Old Trafford”. Mourinho, Lei sarà anche lo Special One, l’allenatore dei record e dei trionfi in Europa, l’eroe del “Triplete” in nerazzurro, ma mi lasci obiettare il suo comportamento al di là dei successi sportivi.

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I tifosi juventini non l’ameranno mai, così come Lei non ama loro. Nel dopo partita di Manchester, ha tenuto a precisare che il suo astio sia solo ed esclusivamente da attribuire nei confronti dei tifosi bianconeri, nulla da additare, invece, allo staff tecnico, dirigenziale e ai calciatori della Juventus. Sarà… ma resta il dato inconfutabile che al termine del match di ieri sera, sia riuscito perfettamente a rubare la scena, facendo, quasi, passare inosservato il successo del suo United contro i campioni d’Italia in carica. Mourinho, Lei è sempre stato così, un personaggio senza mezze misure, che si ama o si odia. Lei ieri ha sfidato lo Stadium, con quella mano all’orecchio, come di chi non abbia nessun timore, ma difficilmente potrà nuovamente tentare di interrompere il cammino della Juventus in questa edizione della Champions League: i bianconeri sono destinati a scrivere pagine importanti. Lei, forse, con il suo Manchester, avrà l’onore di regalarsi una serata di gloria, come quella di ieri, ma per la finale di Madrid, non credo che possa essere Lei ad aver il prestigio di aizzare la folla.

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