Uefa: decisi i criteri di ammissione alle coppe europee

Pubblicato il autore: GennaroIannelli Segui

Uefa: chi va in Champions e in Europa League se i campionati non riprendono?

Il Comitato esecutivo del Uefa si è riunito oggi in videoconferenza per decidere quello che sarà il destino di questa stagione sportiva nel Vecchio Continente a fronte dell’emergenza Covid-19. Tra le varie decisioni prese, oltre a quella che riguarda gli Europei femminili di calcio che verranno posticipati al 2022, c’è quella relativa al prosieguo dei campionati e ai requisiti che dovrebbero consentire ai club di prendere parte alle prossime competizioni europee (Champions ed Europa League).
Nelle intenzioni dell’organo di Nyon, presieduto dal Presidente Ceferin, tutti i campionati dovrebbero terminare regolarmente entro il 3 agosto di quest’anno così da consentire alle varie Federazioni di emettere verdetti definitivi: ma cosa succederebbe se alcuni campionati non venissero portati a termine? Ci sono casi, come quello del Belgio, in cui la Federazione ha deciso autonomamente di sospendere il campionato e assegnare anzitempo lo Scudetto (al Bruges). Non in tutti i Paesi è poi a tutt’oggi garantita la ripresa dell’attività agonistica in condizioni di assoluta sicurezza.
Il tavolo istituito dalla Uefa, che comprendeva anche i club dell’ECA, la European League, la FIFPro e una commissione di esperti sanitari guidati dal professor Tim Meyer, ha dunque ragionato sulle varie soluzioni da prendere nel caso in cui alcune Federazioni fossero costrette a terminare anzitempo la stagione sportiva. Ne è scaturito un comunicato all’interno del quiale la Uefa ha delineato i criteri necessari per qualificare i club alle prossime coppe europee nel caso i campionati non venissero portati a termine.

Uefa: “Qualificazioni alle coppe europee devono basarsi innanzitutto sul merito sportivo”

Nel comunicato diramato quest’oggi la Uefa precisa che: Lo scenario ideale, qualora la situazione sanitaria lo consenta, è quello di completare le competizioni nazionali attualmente sospese, consentendo ai club di qualificarsi per le competizioni Uefa in base al merito sportivo nel formato originale. Se ciò non fosse possibile, in particolare a causa di esigenze di calendario, sarebbe preferibile che le competizioni Nazionali sospese riprendessero con un formato diverso, in modo da facilitare comunque le squadre a qualificarsi in base al merito sportivo”.

Da ciò emerge ancora una volta la netta volontà della Uefa di portare a termine la stagione, a costo di far disputare dei playoff pur di determinare l’accesso alle prossime competizioni continentali.

Interruzione dei campionati solo per motivi legittimi

L’interruzione prematura dei campionati viene contemplata solo a fronte di motivi che la Uefa definisce “legittimi” per condurre ad una simile decisione e che, in tal caso, sarebbero i seguenti:
Esistenza di un ordine ufficiale che vieti gli eventi sportivi in modo tale che le competizioni nazionali non possano essere completate prima di una data che consentirebbe di terminare la stagione in tempo utile prima che cominci qiuella successiva (come in Olanda, dove qualsiasi manifestazione sportiva è interrotta fino al 3 settembre su disposizione governativa)
– Insormontabili problemi economici che renderebbero impossibile la conclusione della stagione perché metterebbero a rischio la stabilità finanziaria a lungo termine della competizione nazionale e dei club.

Solo in questi due casi, chiarisce la Uefa, alle Federazioni verrebbe consentito di presentare autonomamente la lista di club da qualificare alle coppe. Lista che dovrebbe comunque tener conto di criteri oggettivi e trasparenti, (si presume che ci si riferisca alla posizione occupata al momento dell’interruzione del campionato), e che la Uefa potrebbe rigettare se dovesse ritenere non consona ai criteri da lei dettati.

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