Champions League: Vinicius e Foden protagonisti. Il calcio italiano impari

Pubblicato il autore: Alessandro Vescini Segui

Champions League
La prima serata dei quarti di finale di Champions League si è conclusa con dei segnali disarmanti. Al di là dei risultati, nessuna squadra italiana ai quarti, ciò che fa riflettere è notare chi sono stati i protagonisti delle partite. Procediamo con ordine. In Real Madrid-Liverpool c’è stata la consacrazione europea di Vinicius Junior, già in evidenza nel doppio confronto con l’Atalanta, che ha fatto letteralmente impazzire Alexander-Arnold. Il classe 2000, autore di una doppietta, in questa stagione è già arrivato a 37 presenze. Quando giravano le voci di un possibile ritorno di Ronaldo al Real, è stato lo stesso Florentino Perez ha chiudere le porte in faccia al portoghese rimarcando la centralità del giovane brasiliano nel progetto del Real. L’altro 2000 protagonista della serata è Phil Foden. Il golden boy inglese ha regalato allo scadere la vittoria a Pep Guardiola, che potrà affrontare il ritorno con un goal di vantaggio. Nella serata inglese non bisogna dimenticarsi di Jude Bellingham, classe 2003 ancora in attesa di fare la patente di guida, che ha dominato in mezzo al campo vedendosi pure venire annullato un goal per una dubbia carica sul portiere. Anche per lui, nonostante la tenera età, sono già 37 le presenze stagionali.

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Mbappé e Haaland dominano in Champions League: il calcio italiano sta a guardare

La sorpresa della serata di Champions League è stata la partecipazione da attore non protagonista di Erling Haaland. A rifletterci bene, un ragazzo del 2000 non è stato il protagonista della partita. In Italia è un ragionamento comune, anzi ci sorprenderemmo del contrario. Ma purtroppo questa volta quelli che sbagliano siamo noi. Senza tenere conto poi del prossimo dominatore del calcio europeo, Kylian Mbappé, ormai “vecchio” visti i 23 anni da compiere quest’anno. Uno dei motivi principali della disfatta italiana in Europa è il poco spazio lasciato ai giovani. Nei top club del calcio nostrano, ci sono pochi calciatori del nuovo millennio che possono vantare un discreto minutaggio. Eccezion fatta per Donnarumma, De Ligt e Bastoni, che seppure del 1999 sono titolari nelle rispettive squadre, gli unici che hanno un discreto numero di presenza sono Kulusevski per la Juve e Kumbulla per la Roma. Stiamo parlando di appena due ragazzi sommando tutte le 7 società che quest’anno hanno partecipato alle competizioni europee. Questo dato è allarmante. Finché il calcio italiano comprerà calciatori maturi all’estero invece che puntare sui propri ottimi settori giovanili, la strada in Europa continuerà a essere tortuosa. Basta confrontare le otto rose delle nazionali Under21 che parteciperanno questa estate alla fase finale dell’Europeo di categoria, per rendersi conto il ritardo che ha il movimento italiano rispetto al resto d’Europa.

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