Gattuso, finale al primo colpo. Bonucci-Romagnoli coppia d’acciaio, sciagurato Kalinic

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui

MILAN, ITALY - SEPTEMBER 17: Nikola Kalinic of AC Milan in action during the Serie A match between AC Milan and Udinese Calcio at Stadio Giuseppe Meazza on September 17, 2017 in Milan, Italy. (Photo by Claudio Villa/Getty Images)
Gattuso, impresa all’Olimpico.
La sua corsa dopo il rigore decisivo di Romagnoli ha detto tutto. Tre mesi fa il gol di Brignoli a Benevento fece venire gli incubi a Rino Gattuso, il match contro la Lazio ha forse segnato l’inizio dell’era-Ringhio al Milan. Una squadra con dei limiti, ma tosta. Questi sono i rossoneri di oggi, un gruppo che si aiuta in ogni zona del campo. Per la quinta volta consecutiva la porta milanista è rimasta inviolata. Non far segnare uno dei migliori attacchi d’Europa non è impresa da tutti. La Lazio in stagione ha segnato tantissimo, Immobile è il capocannoniere della serie A non per caso. Gattuso in questi tre mesi ha portato cose semplici a Milanello: corsa, testa e un pizzico di fortuna che non guasta mai.

Il clamoroso errore di Kalinic al 117′ ha prolungato la sofferenza ai calci di rigore. Lì Donnarumma è tornato in versione Doha, un po’ meno i rigoristi. Nella serie finale di penalty sono andati a segno Bonucci e Romagnoli. Sono loro due diventati il punto di forza del Milan di Gattuso. Si completano a vicenda, scomodando paragoni con illustri predecessori nel ruolo. A centrocampo Kessié e Biglia stanno diventando quel valore aggiunto che si pensava quando sono arrivati in estate. L’ivoriano ha vinto il duello tra titani con Milinkovic-Savic, mentre l’argentino si è tolto lo sfizio di festeggiare davanti al suo vecchio pubblico. Fino a qui tutto bene. All’orizzonte c’è già il derby con l’Inter. Il Milan di Gattuso non ha tempo di festeggiare, deve solo continuare a correre e lottare.

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Gattuso con il problema attacco, Cutrone non basta

Non possiamo sapere che cosa sia passato per la mente di Gattuso dopo che Kalinic ha sparato in curva il pallone qualificazione. L’allenatore del Milan ha difeso il proprio attaccante:”E’ un campione, non stava bene. Ha un problema alla cicatrice sul flessore, gli ho chiesto di soffrire per 30 minuti”. A questo punto la domanda sorge spontanea, che ne sarà di André Silva? Se Gattuso preferisce spedire in campo un Kalinic a mezzo servizio, si può capire che le azioni del portoghese stanno crollando nel borsino di Milanello.

Resta quindi un problema attacco a Gattuso. Il solo Cutrone, a 20 anni, non può prendersi la squadra sulle spalle. Ma le difficoltà in zona gol riguardano anche gli altri giocatori offensivi. Suso e Calhanoglu devono essere più incisivi. Vero è che si sfiancano in un duro lavoro di copertura, ma da loro è lecito attendersi sempre di più. La Coppa Italia tornerà il 9 maggio, finale contro la Juventus. Sarà la rivincita dell’edizione 2016, vinta dai bianconeri ai supplementari. Ora Gattuso e i suoi devono cercare di recuperare le energie per il derby di domenica sera contro l’Inter. Poi Arsenal, Genoa, ancora Arsenal e Chievo. Quattro partite in 14 giorni fino al 18 marzo, che faranno capire davvero cosa può chiedere questo Milan al finale di stagione. Dal gol di Brignoli al rigore di Romagnoli è cambiato molto in casa rossonera. Merito di un Rino Gattuso che fa professioni di umiltà:“Si parla troppo, non sono nessuno. Ho fatta tanta gavetta e ora sto vivendo un sogno. Voglio restare al Milan, ma non mi fa paura allenare i Giovanissimi della Gallaratese”. Poi c’è ancora chi si chiede perché i tifosi rossoneri lo amino da 20 anni.

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