Cristiano Ronaldo, Adinolfi: “Svegliati”

Pubblicato il autore: Mario Nuvoletto Segui


Dopo la finale di Coppa Italia persa dalla Juventus mercoledì contro il Napoli, Cristiano Ronaldo, numero 7 dei bianconeri, leader e capitano della nazionale portoghese, è entrato nell’occhio del ciclone per le due pessime prestazioni di questa ripresa, in particolar modo contro il Napoli. CR7 è stato oggetto di critiche da parte dei social e nelle trasmissione sportive, al punto che anche Luca Toni, ex attaccante della nazionale italiana campione del mondo, ha giudicato negativamente le prestazioni di Ronaldo durante il post partita Rai della finale, vedendo l’asso portoghese in difficoltà e quasi che “sembrava un giocatore normale“. Per la prima volta in carriera, Cristiano Ronaldo perde due finali di fila, dopo averne vinte 19 e disputate 31. Rimandato all’anno prossimo il record di trofei conquistati con i club.

Leggi anche:  Inter-Juventus: precedenti e statistiche del derby d'Italia

Adinolfi contro Cristiano Ronaldo

Il portoghese, passato alla Juventus dal Real Madrid per 100 milioni di euro e con un ingaggio di 31 milioni, è stato oggetto di critiche anche da parte di Mario Adinolfi. Il noto giornalista ha parlato tramite un videomessaggio lanciato sui social di Sportmediaset, dove ha detto di avercela con Cristiano Ronaldoperché non si perdono due finali di seguito: Supercoppa e Coppa Italia. Ce l’ho con Ronaldo perché se guadagni 31 milioni a stagione – dice Adinolfi -, qualcosa in più alla tua squadra devi dare, che poi guarda caso è anche la mia squadra e non ne posso più di figure barbine, come quella fatta in Coppa Italia” ammonisce il giornalista. “Cristiano Ronaldo, svegliati – dice polemico Adinolfi -. Portaci a vincere le final eight di Champions League, questa estate a Lisbona e ti perdoneremo tutto. E’ la tua Lisbona e lì non puoi fallire. Gli juventini di tutta Italia, come me, sono lì ad attendere il tuo graffio definitivo sulla tela capolavoro che puoi finalmente dipingere, perché fino ad ora sei stato una crosta” conclude Mario Adinolfi.

  •   
  •  
  •  
  •