Napoli, sconfitta contro il Lipsia senza attenuanti : analisi di una disfatta

Pubblicato il autore: teros Segui
TURIN, ITALY - DECEMBER 16: Lorenzo Insigne of SSC Napoli in action during the Serie A match between Torino FC and SSC Napoli at Stadio Olimpico di Torino on December 16, 2017 in Turin, Italy. (Photo by Francesco Pecoraro/Getty Images)

Foto Getty Images© selezionata da SuperNews

Il Napoli subisce dal Lipsia la quarta sconfitta stagionale tra le mura amiche del San Paolo ed allontana quasi definitivamente la possibile qualificazione agli ottavi di Europa League.
Dopo le eliminazioni patite in Champions ed in Coppa Italia, gli azzurri vengono di fatto estromessi anche dalla seconda competizione continentale e rimangono aggrappati all’unico obiettivo ancora raggiungibile, quel titolo nazionale che,comunque, qualora conseguito, consentirebbe ai tifosi di dimenticare rapidamente i tracolli subiti nelle Coppe, trasformando in trionfale un’annata che, in caso contrario, si rivelerebbe l’ennesima incompiuta, ai limiti del fallimento.

Dunque, l’esplicita scelta di Maurizio Sarri di voler privilegiare il campionato, anche a discapito del cammino negli altri tornei europei, per quanto discutibile, potrà essere valutata solo al termine della stagione, quando tracceranno i bilanci definitivi del percorso azzurro.
Il Napoli esce dall’Europa League, quasi per scelta, schierando una formazione spuntata ( con Callejon riferimento offensivo centrale e Zielinski e Ounas esterni d’attacco sulle fasce) e infarcita di seconde linee ma, soprattutto, svogliata e demotivata, priva di personalità ed identità, mai sembrata in grado di prendere il sopravvento sulla solida formazione tedesca. I giocatori, forse interpretando sul campo il pensiero trasmesso dal loro tecnico, hanno tutt’altro che onorato l’impegno, relegandolo al rango di poco più che un’amichevole, preferendo preservare le residue energie fisiche e nervose per i futuri impegni di campionati e trascurando il doveroso rispetto alla maglia che indossano ed ai tifosi che, seppure non numerosi, sono accorsi allo stadio per incitare i propri beniamini, sfidando i rigori invernali.

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Di fronte ad una squadra così arrendevole e poco concentrata, i tedeschi del Lipsia, scesi in campo con ben altro piglio e convinzione, non hanno faticato molto a prevalere, perforando con facilità la difesa più forte del campionato italiano con tre reti nella ripresa, ma dopo aver seriamente impensierito la retroguardia azzurra anche nella prima frazione di gioco con diverse conclusioni pericolose.
Il gol di Ounas, ottenuto con una delle rare verticalizzazioni di gioco viste nel corso della gara, aveva forse illuso i napoletani di poter superare indenne la “seccatura ” di Coppa anche con il minimo sforzo, ma l’incapacità di gestire il risultato anche per la disastrosa prestazione della mediana azzurra ( Diawarà peggiore in campo ), ha consentito l’agevole rimonta degli ospiti che, dopo il pareggio, hanno continuato a spingere, fino a trovare la rete del vantaggio, legittimando poi la vittoria con il definitivo 3 a 1, ottenuto con un veloce contropiede negli ultimi istanti del tempo di recupero, quando il Napoli, senza motivazioni e senza idee, si era scriteriatamente riversato nell’area avversaria alla ricerca dell’improbabile pareggio.

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Le scelte tecniche e le parole di Sarri, che ha definito l’Europa League un obiettivo secondario, hanno senz’altro influito sulla psicologia dei calciatori, incidendo sull’approccio alla gara e sul conseguente risultato finale e pregiudicando da subito la prosecuzione del cammino nel secondo torneo continentale. Rimangono le perplessità sulle valutazioni dell’allenatore toscano, che ha deciso di puntare tutte le sue fiches sulla vittoria in campionato ma, forse, trascurando colpevolmente che il “palmares” del Napoli non è cosi’ ricco di trofei come le bacheche del Real Madrid o della Juventus ed anche la conquista di una Coppa Italia o dell’Europa League rappresentano comunque traguardi di prestigio,  per una società che , nel corso della sua storia, raramente ha centrato traguardi significativi.
E, inoltre, va rimarcato che la conquista di un obiettivo ” secondario ” può contribuire, talvolta, a salvare una stagione che potrebbe rivelarsi fallimentare, qualora l’obiettivo primario dovesse sfumare.
Senza tralasciare che, in ogni caso, disputare partite in campo continentale ( sia pure in una coppa considerata minore ), costituisce un momento di crescita ed un enorme patrimonio di esperienza, soprattutto per i calciatori più giovani, oltre ad abituare  la squadra a mantenere la stessa concentrazione e lo stesso impegno in più competizioni,  condizione indispensabile se si vuole realmente conferire alla formazione partenopea quella dimensione e quella credibilità internazionale che è negli auspici del suo Presidente e di tutti i tifosi partenopei.

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