Intervista esclusiva a Aldo Serena: "Euro 2024, Germania favorita, Italia da semifinale. Milan? Ibrahimovic dovrà aiutare Fonseca. Su Conte al Napoli…"

Dopo la fine del campionato di Serie A il conto alla rovescia verso Euro 2024 entra nel vivo. La nostra redazione ha raggiunto l'ex attaccante di Inter, Juventus e nazionale. Il suo qualificato parere sulle prospettive degli Azzurri e sulle ultime dal mercato allenatori.

Aldo Serena

Il campionato di Serie A 2023-'24 ha emesso i suoi verdetti. Il sogno di avere sei rappresentanti nella prossima Champions League è sfumato… “a causa” di un’Atalanta in versione schiacciasassi, mentre sul fondo il Frosinone è rocambolescamente retrocesso in Serie B. Ora l’attenzione degli appassionati si sposta verso il mercato, in particolare quello allenatori, e verso Euro 2024. L’Italia di Spalletti si presenta da campione in carica, ma ripetersi non sarà semplice. Nell’attesa la nostra redazione ha raggiunto Aldo Serena. L’ex attaccante, tra le altre, di Inter, Juventus e nazionale si è sbilanciato sulle scelte dei top club italiani per le panchine e sul possibile cammino degli Azzurri in Germania.

Serena, grazie per aver accettato il nostro invito. La Serie A ha chiuso i battenti ed è già quasi tempo di Europei. Secondo lei fin dove potrebbe spingersi l’Italia campione in carica di mister Spalletti?

Spalletti sta facendo un gran lavoro da quando ha raccolto l’eredità di Mancini, ma l’Italia non si presenterà agli Europei con l’organico più forte. Ritengo quindi che l’eventuale approdo in semifinale sarebbe un buon risultato. Vedere l’Italia tra le prime quattro permetterebbe di valutare positivamente la spedizione.

Quale ritiene sia la nazionale favorita di questi Europei? E quale la possibile finale?

Mi piace molto la Germania. Nagelsmann può contare su attaccanti molto rapidi e forti. Quindi, considerando anche il fatto che giocheranno in casa, ritengo sia la favorita. Senza ovviamente dimenticare la Francia, che a livello di qualità assoluta non è seconda a nessuno. Vedo una finale Germania-Francia, con il fattore campo che potrebbe fare la differenza.

Leggi anche:  Europeo, dal 1980 ad oggi: quanto conta vincere il girone per alzare il trofeo? Quasi la metà delle vincitrici non è arrivata prima nel proprio raggruppamento

Passando ai giocatori, chi potrebbe essere la sorpresa tra i 26 dell’Italia? E in assoluto dell'Europeo?

Penso che Spalletti si affiderà al blocco Inter. I giocatori nerazzurri sono in fiducia dopo una grande stagione e in particolare in difesa il ct non credo rinuncerà all’affiatamento che si è creato tra compagni di squadra. Per questo, al di là delle prime convocazioni in parte inattese, non credo ci sarà spazio per tante sorprese quando si inizierà a fare sul serio. Se però devo fare un nome dico Calafiori. Ha disputato una stagione di altissimo livello, ha fisicità ed è molto eclettico. Può essere la rivelazione dell’Italia. A livello assoluto torno su quanto detto prima. Germania e Francia hanno giovani fortissimi, come Musiala e Zaire-Emery, che potrebbero consacrarsi.

A proposito di nazionale, mi permetta una curiosità. Che ricordo ha della finale per il terzo posto a Italia ‘90 contro l'Inghilterra, pur non avendola giocata? Era maggiore la felicità per la conquista del bronzo o la delusione per non aver trionfato in casa e per quella bruciante eliminazione in semifinale contro l’Argentina?

A livello personale quella sera ero ancora scioccato e profondamente deluso per la sconfitta contro l'Argentina in semifinale e in particolare per il rigore sbagliato. Il dispiacere in tutti noi era tale che non fu possibile compensarlo con la pur importante conquista del terzo posto. In tutti noi c’era la convinzione di poter arrivare fino in fondo e di poter vincere. La partecipazione dei tifosi era totale, c’era un entusiasmo collettivo che ci dava grande carica. Eravamo un tutt’uno con la nostra gente. Purtroppo mancammo nella partita decisiva, non fummo tonici e tranquilli come nelle gare precedenti. A livello inconscio il passaggio da Roma, dove avevamo giocato tutte le partite fino ai quarti, a Napoli ci tolse probabilmente un pizzico di tranquillità.

Leggi anche:  Intervista esclusiva a Max Gallo: "Con Chieri vogliamo confermarci tra le grandi. L'Italia di Velasco farà bene"

Serena, passando al calcio italiano come vede la nuova Juventus di Motta? L’organico attuale non sembra essere in linea con le idee tattiche del futuro allenatore, in particolare giocatori come Chiesa e Vlahovic non sarebbero ritenuti "imprescindibili". Secondo lei la società lo accontenterà o spetterà al tecnico adattarsi al materiale che avrà a disposizione?

La Juventus è arrivata in anticipo su Thiago Motta che è un allenatore giovane e preparato, che ha messo in mostra idee tattiche innovative e che era finito nel mirino di tante altre società, non solo italiane. Penso che la società cercherà di accontentarlo il più possibile prendendo giocatori adatti al suo calcio, ma è anche vero che quando si approda in un club come la Juventus occorre anche adattarsi. Immagino quindi un compromesso, anche perché la società potrebbe essere costretta a effettuare qualche cessione. Chiesa e Vlahovic? Quello che mi ha colpito quest’anno è che raramente sono emersi insieme. Quando ha giocato bene uno, l’altro è stato meno convincente. C’è un problema di fondo, qualcosa da limare e su questo dovrà essere bravo l’allenatore, qualora restassero entrambi.

Meno lineare la situazione venutasi a creare al Milan. Lopetegui è stato bocciato dai tifosi e la società ha deciso di puntare su Fonseca. I tifosi sono spaesati e dopo aver invocato il cambio già quasi rimpiangono la mancata conferma di Pioli…

Quando in un club così blasonato arriva un allenatore nuovo e con un curriculum diciamo non di altissimo profilo spetta alla società il compito di difenderlo e di accompagnarlo a superare le difficoltà che potrebbero presentarsi nel primo periodo. Fonseca non è un allenatore come Mourinho, che può essere preso a scatola chiusa perché lo si conosce ed è uno che si arrangia a fare tutto, anche sul piano della comunicazione. Il Milan ha puntato su un allenatore non giovanissimo, perché Fonseca ha già accumulato esperienze importanti, ma non stiamo parlando di uno dei primi 10 allenatori al mondo. La società Milan dovrà essere forte e penso in particolare ad Ibrahimovic, che è il collegamento tra la parte tecnica e la società. Comprendo i tifosi che si sarebbero aspettati un profilo più ambizioso, ma diamogli il tempo di lavorare.

Leggi anche:  Intervista esclusiva a Max Gallo: "Con Chieri vogliamo confermarci tra le grandi. L'Italia di Velasco farà bene"

Una scelta di profilo ben diverso sembra in procinto di farla il Napoli di De Laurentiis puntando su Conte. Si aspettava che il tecnico salentino accettasse questa che sembra essere una “scommessa”? Da più parti si pensa che la convivenza tra Conte e il presidente possa essere problematica…

Conte è un allenatore che ha la propria forza nel lavoro, nell’intensità che riesce a far esprimere sul campo alla propria squadra. In questo senso il fatto che il Napoli non parteciperà alle coppe nella prossima stagione e che quindi Conte potrà lavorare durante la settimana programmando anche gli eventuali richiami di preparazione potrebbe fare la differenza. Quello che osservo dall’esterno è che dopo aver tergiversato sui rinnovi di Kvaratskhelia e Osimhen il presidente De Laurentiis sembra avere cambiato strategia. Finora aveva tenuto una conduzione manageriale oculata senza mai perdere di vista i conti, adesso dopo una stagione così deludente sembra aver capito che per cercare di ottenere risultati deve adeguare gli stipendi agli standard europei, come sembra voler fare con Conte.