Intervista esclusiva a Paolo De Paola: "L'Italia può vincere gli Europei. Spalletti la guida, Scamacca rivelazione. Allegri? Nessuna giustificazione"

Euro 2024 è sempre più vicino. La nostra redazione ha intervistato il popolare giornalista sportivo, ottimista sul percorso degli Azzurri campioni in carica. L'ex direttore di Corriere dello Sport e Tuttosport si esprime anche sul caso Allegri e sul casting per la panchina del Napoli.

La Serie A 2023-’24 sta per chiudere i battenti per lasciare spazio a un’estate che si preannuncia intensa. Pochi giorni dopo il terremoto che ha sconvolto la Juventus, con l’esonero di Max Allegri seguito ai fatti avvenuti al termine della finale di Coppa Italia, la nostra redazione ha raggiunto Paolo De Paola. Attraverso le parole del noto giornalista, ex vicedirettore della Gazzetta dello Sport ed ex direttore di Corriere dello Sport e Tuttosport, abbiamo provato a fare le carte ad Euro 2024 e a capire qualcosa di più sul ciclone che ha travolto i bianconeri.

Direttore De Paola, l'inizio di Euro 2024 si avvicina. L’Italia si presenterà da campione in carica, ma tante cose sono cambiate rispetto a tre anni fa. Fin dove pensa potranno spingersi gli Azzurri in Germania?

Io credo che l’Italia possa puntare a confermarsi campione. Mi sorprenderei nel vedere gli Azzurri eliminati prima della semifinale e dico questo perché credo molto nel lavoro di Spalletti. Il nostro ct ha qualcosa in più rispetto a molti colleghi. Sa come motivare le proprie squadre e come condurre i giocatori per mano con il proprio gioco moderno ed europeo. Abbiamo giocatori con ottimi piedi a centrocampo e una difesa affidabile, anche senza la strapotenza fisica della generazione precedente. Mi aspetto grandi cose dall’Italia. Spalletti è la nostra speranza.

Ritiene quindi che l'Italia possa essere considerata la favorita di questi Europei?

È chiaro che non possiamo considerare l’Italia come la favorita principale dell’Europeo, o quantomeno non l'unica favorita. Gli Azzurri fanno parte del gruppo delle migliori, dove metto l’Inghilterra e la Francia, ma senza dimenticare la nuova Spagna, che affronteremo già nel girone.

Chi potrà essere il giocatore rivelazione dell'Italia? E in assoluto dell’Europeo?

Punto molto su Scamacca. Nell’ultimo anno e in particolare negli ultimi mesi è migliorato tanto. Fisicamente era già all’altezza, ma è cresciuto nella gestione del pallone e nel dialogo con i compagni. Ritengo che possa essere la rivelazione dell’Italia, ma anche di tutto l’Europeo se gli Azzurri andranno avanti. Per quanto riguarda le altre nazionali, basta pescare tra i tanti talenti che vedremo. Penso in particolare alla Francia. Come ha osservato Arrigo Sacchi, questa è la generazione della Francia. Deschamps può contare su tanti giocatori giovani di talento in ogni reparto.

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Spingiamoci oltre e proviamo a immaginare quale potrà essere la finale di Euro 2024…

Come ho detto le favorite sono diverse e molto dipenderà dagli incastri del tabellone dopo la fase a gironi. Mi piacerebbe rivedere una finale Italia-Inghilterra come tre anni fa, ovviamente sperando che l’esito sia lo stesso…

Direttore De Paola, lei conosce bene la realtà della Juventus. Come si spiega ciò che è successo? La rabbia di Allegri è esplosa perché il tecnico si è sentito abbandonato e tradito dalla società che ha puntato su un altro allenatore senza informarlo. Può “solo” questo aver generato una reazione così fragorosa, tale da rendere quasi inevitabile questo brusco divorzio?

La storia del 'parafulmine' e che Allegri si sia sentito abbandonato dalla società è solo una scusa, una favola buona per la parte della tifoseria che ha continuato a difendere l'allenatore, oltre che per la fetta di suoi 'avvocati' d’ufficio che si trova anche nell'opinione pubblica. Stiamo parlando di un professionista ben pagato anche per resistere a questo tipo di pressioni o di presunti “torti”. La Juventus è andata incontro a cambiamenti importanti a livello societario, come successo ad altri club ed è nel diritto di prendere decisioni e di cambiare guida tecnica. L’allenatore deve continuare a fare il proprio lavoro.

Pensa che questa frattura tra società e allenatore possa essere una spiegazione per il disastroso girone di ritorno della Juventus? La finale di Coppa Italia ha dimostrato che anche con questa rosa era possibile esprimere un gioco differente…

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La Juventus del secondo ciclo di Allegri, e in particolare quella di quest’anno, è stata una squadra muscolare, priva di un vero impianto di gioco, di una disposizione tattica definita. Una squadra che si è sempre basata sulla grinta e sull’orgoglio, che è poi una sorta di sistema mentale che ha sempre fatto parte del Dna della Juventus. Alcuni allenatori, e penso a Conte, hanno saputo abbinare a questo un sistema di gioco. Altri non ci sono riusciti, come Allegri. Tuttavia, in alcune partite, come la finale contro l’Atalanta, si è riusciti a far emergere l’aspetto motivazionale. Io ritengo che l’organico della Juventus non fosse molto inferiore a quello dell’Inter e potesse lottare per lo scudetto se solo avesse sviluppato un gioco diverso. La partita contro l’Atalanta, la squadra più in forma del momento, ne è la dimostrazione.

Il futuro della Juventus sarà affidato a Thiago Motta, ma questa rosa non sembra adatta al tipo di calcio del tecnico italo-brasiliano. Pensa possa esserci qualche problema di inserimento, dal momento che la società non potrà certo stravolgere l’intero organico?

Quando arrivò Sarri la squadra di fatto si rifiutò di adattarsi ai dettami tattici del nuovo allenatore, al punto che lo stesso ammise di aver lasciato fare ai giocatori, lavorando di fatto di conserva. Adesso la situazione è diversa. Questa Juve non ha vinto nulla eccetto questa Coppa Italia, quindi penso che i giocatori si adatteranno alle idee di Motta. La garanzia sarà rappresentata dalla presenza di Giuntoli, come lo è stata a Napoli con Spalletti. Mi immagino un gruppo rinnovato, con giovani di valore inserito in un tessuto già importante. Penso a giocatori come Yildiz, Chiesa, Vlahovic, Danilo e Bremer. Il materiale c’è, basta avere idee per sfruttarlo…

Se la Juventus ha già scelto l’allenatore per la prossima stagione, non sappiamo ancora chi guiderà il Napoli. Oppure lo sa solo De Laurentiis… I nomi più caldi sembrano essere Gasperini e Conte, che tuttavia per motivi diversi potrebbero non sposarsi bene con la filosofia del Presidente….

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Ritengo che né Conte, né Gasperini siano adatti per il Napoli. Come sappiamo Conte è un allenatore che pretende garanzie e che se non le trova se le va a prendere… Non lo vedo allineabile con la mentalità di De Laurentiis, il cui obiettivo è ricomporre un telaio di squadra con giocatori che non abbiano ingaggi elevati. Questo può andare bene a Conte? Ne dubito. Gasperini invece si è abituato nella “culla” di Bergamo, in un ambiente che per forza di cose non può essere esigente come quello di Napoli e che pende dalle sue labbra. Viene da stagioni in cui ha valorizzato tantissimi giocatori facendo fare al club ottime plusvalenze, ma purtroppo non ha mai vinto nulla, almeno per il momento. A Napoli non ci si può accontentare di fare qualche partita di livello come accaduto all’Atalanta.

Per restare in tema, e per concludere, pensa che la brutta prestazione offerta contro la Juventus possa pesare nella preparazione della finale di Europa League per l’Atalanta? Contro la Roma si era vista una squadra straripante, contro la Juventus la brutta copia. Può bastare l’assenza di Scamacca a spiegare questa metamorfosi? O c'è una sorta di "blocco da finali"?

Non mi sono piaciute le dichiarazioni di Gasperini dopo la partita contro la Juventus. ‘Ci sta perdere, gli avversari sono stati superiori…’. Non ho visto, né in campo, né a parole, quell’animus pugnandi che non deve mai mancare. Non ci si può limitare ad ammettere, pur sportivamente, la superiorità dell’avversario. L’Atalanta è spesso molto bella da vedere, ma fino ad ora è sempre arrivata ad un certo punto, per poi fermarsi. I miracoli esistono e proprio il Bayer Leverkusen lo ha dimostrato con la stagione che ha fatto. Perché l’Atalanta non può riuscirci? Sicuramente l’assenza di Scamacca ha pesato molto contro la Juve, ma è arrivato il momento di provare a vincere un titolo per non restare incompiuti. Ora o mai più...