Stop alla Ligue 1: esplode la rabbia del Lione

Pubblicato il autore: GennaroIannelli Segui

La Ligue 1 è stata la prima, tra i cinque top campionati europei, a decretare la fine anticipata della stagione dopo che il decreto emanato da Edouard Philippe, capo dell’esecutivo, ha vietato in Francia tutte le manifestazioni pubbliche sino al prossimo primo settembre. La Lega Calcio francese si è allora assunta l’onere di emettere i verdetti per quanto concerne questa stagione sportiva: il PSG è stato proclamato campione di Francia con Marsiglia e Rennes che lo seguiranno in Champions League. Le squadre dal quarto al sesto posto, Lilla, Nizza e Stade Reims avranno invece accesso alla prossima Europa League.

Come ci si poteva aspettare una simile decisione ha causato non poche reazioni contrarie tra gli addetti ai lavori con squadre che si sentono penalizzate e vorrebbero concludere regolarmente il campionato per conquistarsi sul campo i propri diritti sportivi in vista del prossimo anno.

Stop alla Ligue 1, Aulas: “Faremo ricorso”

Tra le voci più critiche quella del Presidente del Lione Aulas che ha annunciato ricorso contro la sospensione anticipata della Ligue 1. Una decisione definita: “Un errore politico e di Democrazia: perché affrettarsi a dire che non si potrà giocare prima di agosto? Cosa facciamo se gli altri Paesi riprendono a giocare? – ha dichiarato Aulas all’Equipe – Il calcio francese, come la Francia delle aziende, è in competizione. Non dovremmo precipitarci in decisioni politiche senza prima attendere ciò che faranno gli altri. Con questa decisione rischiamo di cancellare il merito sportivo come criterio stabilito dalla Uefa per decidere le sorti della stagione, nonché mettendo in ginocchio l’industria del calcio francese. Ci stiamo impiccando da soli”.Proprio il Lione, in un comunicato ufficiale diffuso qualche giorno fa, si era riservato “Il diritto di presentare ricorso contro la decisione della Lega di chiudere il campionato anticipatamente, “poichè il danno per il club ammonterebbe a diverse decine di milioni di euro”.

Una decisione che, secondo Aulas, confligge con quanto dettato dal Uefa che aveva chiesto alle Federazioni di concludere i campionati preservando il criterio del merito sportivo per stabilire i risultati degli stessi. In realtà, l’organo presieduto dal Presidente Ceferin, nel dettare le linee guida per la ripresa dei campionati, aveva specificato che, in caso di decisioni da parte dei Governi Nazionali che impedissero lo svolgimento di eventi sportivi per comprovate ragioni di salute e sicurezza pubblica (come accaduto in Francia con il decreto di Philippe), le Leghe avrebbero avuto la facoltà di sospendere il campionato e consegnare alla Uefa i nomi delle squadre da ammettere alle prossime competizioni europee, sempre basandosi su criteri di merito (in questo caso la posizione in classifica).

Dunque, a nostro giudizio, non c’è nulla di sbagliato o difforme alle regole in quanto stabilito dalla Lega calcio francese. Aulas, d’altra parte, non è il solo a vedere lesi i propri interessi, visto che anche il Presidente del Tolosa, Olivier Sardan, aveva annunciato di adire le vie legali per opporsi alla decisione di retrocedere d’ufficio la sua squadra, attualmente ultima in classifica: “Il Tolosa non ha avuto la possibilità di difendere la permanenza in Ligue 1 fino all’ultima giornata. Per cui, ogni scelta di congelare la classifica e prendere decisioni in base ad essa, dopo 27 o 28 turni, sarebbe contestata davanti ai tribunali competenti”.

Stop alla Ligue 1: reazioni contrastanti

Non tutti però si sono esposti a sfavore della Lega. Il Presidente del Saint-Etioenne, Roland Romeyer, ha dichiarato infatti che giocare a porte chiuse sarebbe “Un’aberrazone” e dunque si è espresso favorevolmente nei confronti della sospensione anticipata delle attività. Il club biancoverde è chiamato a disputare la Finale di Coppa di Lega contro il PSG, gara che la Federazione starebbe valutando di far giocare ad inizio agosto senza tifosi, ma il Presidente si è detto appunto contrario a tale ipotesi: “Sarebbe la nostra prima finale dopo più di vent’anni e giocarla senza il nostro pubblico non avrebbe senso”.
Insomma una soluzione che accontenta tutti non si può trovare e, in certi casi, bisogna obbligatoriamente rimettersi alla decisione di un giudice superiore, in questo caso la Lega.

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