Continua la protesta per i diritti umani in Qatar

Pubblicato il autore: Federica Palman Segui


Continua la protesta delle nazionali di calcio per i diritti umani dei lavoratori in Qatar. Dopo i giocatori norvegesi, anche la squadra della Germania, in campo ieri 25 marzo a Duisburg, si è schierata in favore dei lavoratori emigrati in Qatar in vista dei Mondiali 2022. Prima della partita, valida per le qualificazioni al prossimo Campionato mondiale e vinta per 3-0 contro l’Islanda (grazie ai goal di Goretzka, Havertz e Gündoğan), i giocatori guidati da Joachim Löw hanno indossato delle magliette nere, ognuna recante una lettera bianca in modo da formare tutte insieme la scritta human rights, ovvero diritti umani.

Il centrocampista Leon Goretzka, autore della prima rete della gara, ha commentato: “I Mondiali si stanno avvicinando, e ci saranno diverse discussioni sull’argomento. Volevamo dimostrare che non lo stiamo ignorando. Abbiamo una certa copertura mediatica e possiamo essere di esempio per i valori che vogliamo rappresentare”.

Le reazioni alla protesta per i diritti umani in Qatar

Dopo la protesta di mercoledì 24 marzo, la Fifa ha dichiarato che “non saranno presi provvedimenti disciplinari per la Norvegia. Crediamo nella libertà di parola e nel potere che può avere il calcio a fin di bene”. Pochi giorni prima, Amnesty International aveva contattato la Fifa affinché facesse pressioni sul Qatar per onorare le riforme del lavoro promesse. Il governo del Qatar ha risposto che si sta impegnando a cooperare coi suoi partner internazionali, Amnesty International compresa, per proteggere tutti i lavoratori e assicurare che le nuovi leggi vengano implementate efficacemente.

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