Mourinho all’ultima spiaggia: quanta tristezza e malinconia nel ricordare quei trionfi passati

Pubblicato il autore: Lorenzo C Segui
HUDDERSFIELD, ENGLAND - OCTOBER 21: Jose Mourinho, Manager of Manchester United reacts during the Premier League match between Huddersfield Town and Manchester United at John Smith's Stadium on October 21, 2017 in Huddersfield, England. (Photo by Gareth Copley/Getty Images)

José Mourinho – Foto professionale Getty Images© selezionata da SuperNews

Ennesima caduta di stile dello Special One, José Mourinho. Il tecnico portoghese dopo aver rimediato il secondo ko consecutivo in Premier League, stavolta, in casa, per 0-3 ad opera del Tottenham, si è presentato in sala stampa, all’Old Trafford, e rispondendo alle domande di una cronista, ha tenuto a ribadire che i tre gol subiti potrebbero essere paragonati ai 3 campionati inglesi conquistati, sottolineando che tra le cinque Premier vinte tra gli attuali allenatori impegnati nella massima serie inglese, ben tre siano state ottenute dallo Special One, il quale ha chiesto, poi, a gran voce rispetto nei suoi confronti.

Colpo di teatro da parte di Mourinho, sceneggiata vista all’opera anche in Italia, quando alla guida dell’Inter sottolineava i vari “zero tituli” conquistati da Juventus, Milan e Roma, sbeffeggiava l’allora d.g. del Catania, Monaco, parlava di “prostituzione intellettuale” e mostrava il simbolo della manette a seguito di scelte arbitrali da lui non condivise. Mourinho non è un personaggio come tutti gli altri. Lui è così: egocentrico, pungente, esibizionista, incontentabile ed incontenibile, sempre pronto ad enfatizzare i suoi successi, dirottando il mirino dal discorso principale alle note di colore. Solo, però, che l’ultima esternazione del tecnico lusitano non sia stata convincente.

La sensazione prevalente è che il suo ciclo al Manchester United sia ai titoli di coda e che più in generale la sua carriera da tecnico pluridecorato sia giunta al capolinea. I Red Devils non lo seguono più, la squadra appare allo sbando. Dopo tre giornate sono ben due le sconfitte rimediate e il suo rapporto con Pogba fornisce assist alla stampa inglese nel sollevare interrogativi in merito alla posizione di Mou sulla panchina dello United. Il pubblico di Manchester è freddo nei suoi confronti, consapevole che urga una scossa o quantomeno un’inversione di tendenza. In pochi lo hanno applaudito al termine della sfida persa contro il Tottenham e non di certo per quelle tre Premier League conquistate in passato e da lui rivendicate con orgoglio in sala stampa.

La verità è che lo Special One sia troppo furbo per non aver intuito che la sua esperienza allo United stia per giungere al tramonto. Non è questo il suo gioco, non sono questi i risultati che hanno caratterizzato la sua carriera da vincente. Rispondere in quella maniera, nella pancia dell’Old Trafford, ha dato la sensazione di un allenatore scollatosi dalla realtà, distante dalle esigenze e dalle problematiche di una squadra infarcita di talenti ma che stenti ad esplodere.

Crogiolarsi dei trionfi passati è melanconico, triste, fine a sé stesso. Quel chiedere rispetto più volte è apparso come un modo per farsi scudo, proteggendosi dalle inevitabili critiche. Per Mourinho sono terminati i bonus e non sarà di certo il ribadire che sia il tecnico di maggior successo in Premier League ad evitargli un esonero che mai quanto adesso appaia la mossa più saggia e plausibile da parte dei dirigenti dello United.

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