Calcio giovanile: Atalanta e dintorni, i segreti di un successo

Pubblicato il autore: simone canini Segui

Calcio giovanile: Atalanta e dintorni, i segreti del successoL’importanza del calcio giovanile, l’attenzione ai dettagli, la cura dei ragazzi e della loro crescita, dentro e fuori dal campo. E’ il metodo Atalanta, ottava società al mondo, prima in Italia, per produzione giovanile con corsia preferenziale verso la prima squadra. Circa sessanta osservatori sparsi per il territorio lombardo concentrati prevalentemente sui giovani Under14 e più di cinquanta tesserati attivi sul campo. A render chiara l’idea del progetto, furono le parole dello storico, ma ormai ex Responsabile dell’Area Giovanile atalantina Mino Favini alla Gazzetta: “il nostro successo non è vincere tornei giovanili, ma portare un ragazzo in prima squadra”. Per un’era Favini che termina, la nuova targata Maurizio Costanzi prosegue dal luglio 2014, affiancata dalla presenza di Stefano Bonaccorso come Coordinatore delle Attività di Base. Due anni di bilancio festeggiati quest’anno con due scudetti e una Supercoppa arrivati dalle squadre dell’Under 17 e l’Under 15. Costanzi ha promosso un discreto ampliamento dei confini di ricerca giovanile (soprattutto in area africana), modificando un’impostazione societaria attuata dal 1991 orientata verso i ragazzi del territorio, la loro crescita e il loro arrivo tra i professionisti, fatta eccezione per il “pescaggio” tra le fila di qualche società satellite, come il Margine Coperta, società di stampo toscano che ha formato i vari Pazzini e Bonaventura. Le conferme dell'”influenza atalantina” a livello territoriale arriva dalle parole di Davide Osio, bergamasco, giovane allenatore classe ’85 con una grande passione e dedizione al lavoro. Ha un’idea chiara del suo ruolo“Il calciatore è una statua rinchiusa nel grezzo di marmo. Sta all’allenatore, in veste di scultore, scolpire la parte in eccesso per formare l’opera d’arte che c’è in ogni bambino”. Osio allena attualmente i pulcini del 2005 della società dilettantistica USD Oriens (di casa a Brembate e fondata nel 1927) nel Campionato FIGC, ed è stato finalista nel torneo Valentino Mazzola (si, il campione del grande torino) sconfitto soltanto ai rigori. “Con l’Atalanta c’è un gentlemen agreement. Loro si allenano fino agli esordienti sul nostro campo e alle volte ospitiamo tornei domenicali.” L’Atalanta, dal canto suo, organizza e realizza corsi (tenuti da allenatori, psicologhi o addirittura dal già citato coordinatore responsabile delle attività di base del settore giovanile atalantino Stefano Bonaccorso) per gli allenatori, facilitando l’unione di intenti nel lavoro, il che favorisce uno sviluppo chiaro secondo un progetto unitario. Poi ogni allenatore ci mette del suo. Osio ad esempio, Ama approfondire il lato tecnico del calcio che, ci spiega: “è anche processo di crescita psicologica: capire come stoppar il pallone, in quale direzione e contemporaneamente saperlo fare. Capire quale sia la giusta decisione da prendere e anticipare mentalmente la giocata”. Insegnamenti in linea col modello Atalanta, che semina sul territorio e raccoglie risultati. Come l’iniziativa “neonati atalantini” con cui dal 13 luglio 2010, il presidente Percassi ha il piacere di regalare a tutti i neonati che nascono negli ospedali di Bergamo e della provincia la maglietta nerazzurra dell’Atalanta perchè, a detta sua: “Se sei bergamasco non puoi non amare l’Atalanta, la squadra della tua città” o il progetto estivo “Atalanta Camp”, al cui centro vi è l’insegnamento attraverso il divertimento dei ragazzi. Perchè alla fine il segreto, come ci conferma Davide, è dare tutto e rispettare gli avversari. Ma soprattutto pensare a divertirsi“.  Il calcio italiano deve ripartire da qui.

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