Juventus, il bello di essere Neto

Pubblicato il autore: Raffaele La Russa Segui
neto
Norberto Murara Neto è approdato alla Juventus alla fine del campionato 2014/2015, quando rifiutando il rinnovo offerto dalla Fiorentina (per lui era pronto un quadriennale da 2 milioni netti), ha preferito accasarsi a Torino sponda bianconera per fare il vice Buffon.
Neto ha firmato un contratto con la Vecchia Signora fino al 2019, con ingaggio netto di 2,2 milioni, circa 200mila euro in più di quanto offerto dalla squadra Viola…
A Firenze avrebbe avuto il posto da titolare fisso, grande visibilità in campo europeo grazie all’Europa League che la Fiorentina avrebbe comunque disputato; invece il brasiliano ha preferito andare a scaldare la panchina a Gigi Buffon, pensando forse che l’età non più calcisticamente giovane di uno dei portieri più forti del mondo, potesse lasciargli il posto. Inoltre appena arrivato a Vinovo affermò: “Sono arrivato qui per vincere ed essere protagonista”

Sulla prima parte della frase nulla da dire, ma sulla seconda…

Il caro Neto ha giocato 5 partite in Coppa Italia e 3 in campionato (contro Frosinone, Verona e Sampdoria, tutte inutili peraltro).

Di presenze in Champions nemmeno l’ombra, e nemmeno in big match, ad esclusione della semifinale di Coppa Nazionale contro l’Inter vinta ai rigori, dopo il 3-0 a San Siro.

E adesso? Neto a 27 anni avrebbe voluto qualche chance in più da titolare con la Juventus, ma non è facile sottrarre il posto ad una leggenda come Buffon…

Non a caso la Juventus nel ruolo di vice-Buffon ha sempre avuto calciatori oltre i 30 anni, come Storari, Rubinho, Chimenti, Manninger ecc ecc… Proprio perché i portieri giovani non andrebbero mai a scaldare la panchina.

Eppure alcuni calciatori, certamente più intelligenti del brasiliano, hanno preferito lasciare i trofei della Juventus per avventure da protagonisti, come Storari, che ha preferito il Cagliari in serie B per rilanciarsi, e poter giocare quest’anno nella massima serie.

Il buon Neto adesso è ad un bivio: continuare a scaldare la panchina a 2,2 milioni a Buffon almeno un altro anno, giocando presumibilmente con il contagocce come avvenuto quest’anno, oppure andare via, anche in prestito, per rilanciare la sua carriera ormai perduta?

Un paio di cose sono certe: non troverà alcuna squadra disposta a dargli i 2,2 milioni percepiti a Torino, e nemmeno una squadra che faccia le coppe.

Le big d’Europa e d’Italia del resto hanno già i loro portieri. Le uniche squadre in serie A a cui potrebbe far comodo sono quelle neopromosse, ma che comunque non ricoprirebbero d’oro il brasiliano.

Un bivio in cui c’è tutto da perdere e nulla da guadagnare per Neto, che ha comunque affermato: “Tanti portieri vorrebbero essere al mio posto”… Sì probabilmente ha ragione, ma non quelli che vogliono essere atleti e sportivi di alto livello.

Del resto la professionalità del brasiliano la si è riconosciuta nel gennaio 2015, quando da calciatore viola rifiutò il già citato rinnovo e per di più andò via a parametro 0, lasciando la squadra che lo aveva lanciato nel grande calcio, e che l’aveva acquistato dall’Atletico Paranaense che era solo un ragazzino, che lo ha sempre difeso anche a seguito di molteplici prestazioni deludenti.

Dimostrazioni queste non certamente di una grande personalità.
Norberto forse è stato anche mal consigliato da questi procuratori che nel calcio di oggi non fanno altro che pensare ai propri interessi.
Risultato: soldi, ma carriera quasi finita.

Ora per rilanciarsi Neto dovrà andare a giocare altrove con ingaggio almeno dimezzato…

Sicuro che non era meglio rimanere a Firenze con 200 mila euro in meno ma con una carriera in ascesa e da protagonista?

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