Mauro Tassotti: il comunicato da parte del Milan

Pubblicato il autore: Collu Luca Segui

Mauro Tassotti dopo 37 anni lascia il Milan.

comunicato Milan sull'addio di Mauro Tassotti
Mauro Tassotti, da oggi, non è più un tesserato della società rossonera.
Dopo 37 anni si chiude il rapporto tra il diavolo e uno dei volti storici dell’era Berlusconi.
Allenatore in seconda per tantissimi anni, a partire dal 2001, ha accompagnato tutti i tecnici che si sono seduti nella panchina rossonera in quelle stagione, sino all’arrivo di Mihajlovic.
Un uomo che ha avuto solo pochi mesi come allenatore in prima del Milan, ma che ha messo da parte la sua carriera pur di rimanere nella società che ha sempre amato.
Il colore rossonero ce lo aveva cucito addosso e lo porterà sempre con sé, perchè certi amori non si dimenticano mai.
Ha vinto praticamente tutto, sia da giocatore sia da vice, e non ha mai preteso nulla, anzi ha sempre rispettato il suo ruolo.
Dopo quest’ultima stagione lontano dalla panchina, dove è stato osservatore delle giovani promesse del Milan, ha sentito il bisogno di riavvicinarsi ai campi e da qui la decisione di rescindere.
La dirigenza rossonera ha voluto ringraziare Mauro Tassotti con un comunicato, che non si ferma solo ai saluti di rito ma ad un vero e proprio elogio:
“Il Milan, per Mauro Tassotti e Andrea Maldera (anche lui ha rescisso oggi il contratto), non può e non vuole limitarsi ad una nota d’ufficio. Noi del Milan e il Tasso siamo diventati grandi insieme, dai primi passi alla Partita del Secolo con la Champions League del 18 Maggio 1994 alzata da Capitano nel cielo ateniese dopo uno storico successo sul Barcellona del Profeta del Gol Johann Cruyff. Tasso, tutto un altro passo. Non era un coro nato dall’oggi al domani, ma l’omaggio ad un Signore del calcio. In quel lontano 1980, uno dopo l’altro 37 anni tutti intensi e tutti preziosi, avrebbero dovuto arrivare insieme al Milan: Bruno Giordano e Mauro Tassotti. Normali vicissitudini di mercato e alla fine è invece solo il giovane laziale che raggiunge Milanello: capigliatura larga e piedi da affinare, ci penserà il Barone Liedholm, uno dei primi protagonisti della leggenda del Tasso. Mauro e il Milan, il Milan e Mauro. Non una storia sul velluto, i successi e la gloria non sono arrivati subito e con la bacchetta magica. Prima il pane duro della Serie B e dei primi anni ’80 dove ad ogni Campionato la squadra rossonera era a rischio sopravvivenza. Il Tasso però è stato uno di quelli che hanno saputo tenere duro, che si sono meritati l’era di Silvio Berlusconi. Il lavoro del grande Liddas sui suoi piedi ha dato i frutti giusti proprio dal 20 Febbraio 1986 in poi: il calcio e lo stile di Mauro Tassotti erano ormai pronti per l’appuntamento con la Storia. Dal cross per Daniele Massaro a Torino nello spareggio UEFA contro la Sampdoria del 23 Maggio 1987 fino alla partita disputata da mezz’ala contro il Cagliari il 1′ Giugno 1997 a San Siro nel suo ultimo atto alla Scala del Calcio, Mauro Tassoti ha dato tutto e regalato ancor di più. Assist, giocate brasileire, ma anche sincronismi difensivi e tenacia nelle coperture. Uno come il Tasso non poteva fermarsi ad una tutto sommato normale gara d’addio. Eccolo allora, nel 1999 e nel 2001, due volte su tre, vincere il Torneo di Viareggio da allenatore con la squadra Primavera del Milan. Eccolo, al fianco di Cesarone Maldini, l’11 Maggio 2001 nel derby dello 0-6. Ma eccolo soprattutto, dal 2002 al 2007, griffare in simbiosi con Carlo Ancelotti le notti per eccellenza del Milan. Le tante notti dal Liberec ad Atene che ci hanno fatto vivere belli, alti e forti, orgogliosi del nostro Milan e delle emozioni sprigionate da uno Stadio irraggiungibile. C’era tanto del Tasso nei movimenti di Serginho, c’era tanto del Tasso nelle scalate difensive di Cafu. Un Club ristretto di grandi giocatori e di grandi uomini. Mauro ha fatto da nave scuola a Leonardo e ad Allegri, è stato con Seedorf e con Inzaghi e nell’ultima stagione rossonera, la 37esima, ha seguito la maturazione e la crescita dei giovani rossoneri d’allevamento, in prestito ad altri Club in vari Campionati. Oggi, nel giorno del tributo, la lettura storica consegna al protagonista di una giornata tutta milanista un posto in prima fila in quel luogo inesplorabile della mitologia rossonera, una galleria nella quale ci si sente sempre protetti e a testa alta: Mauro Tassotti con Franco Baresi e con Paolo Maldini, con Alessandro Costacurta e con Filippo Galli. E’ un grazie, ma non è solo un grazie. Ebbene sì, è anche commozione. Tasso, è stato e sarà sempre un piacere. Dal 2009 ad oggi, anno della ripartenza del Settore Giovanile del Milan, la cantera rossonera non ha tenuto a battesimo solo giocatori per il Milan e per l’intera Serie A italiana. Tra il Vismara e Milanello, sono nate importanti esperienze tecniche e tattiche.Buona fortuna.”
E noi non possiamo che fare lo stesso, augurargli un grandissimo in bocca al lupo e ringraziarlo ulteriormente per questi 37 anni con i colori rossoneri stampati sulla pelle.
Grazie, Mauro Tassotti.

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