Milan: è ufficiale, sarà Mirabelli ad affiancare Fassone

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui

mirabelliIl nuovo Milan cinese prende forma, la Sino Europe Sports ha comunicato nella giornata odierna che, a closing avvenuto, sarà Massimiliano Mirabelli ad affiancare Marco Fassone nell’area tecnica rossonera.  SES ha il piacere di informare che, a far data dal closing, Massimiliano Mirabelli entrerà a far parte del management team di AC Milan, collaborando direttamente con l’Amministratore Delegato e Direttore Generale Marco Fassone nella gestione dell’area sportiva. SES dà il suo più caldo benvenuto a Massimiliano e gli formula i migliori auguri di buon lavoro”, questo il comunicato del gruppo che rileverà la totalità del pacchetto azionario dalla Fininvest. Mirabelli, 50 anni, è stato fino a pochi giorni fa il capo degli osservatori dell’Inter, portando in nerazzurro Perisic,Gabigol, Brozovic e Murillo. Un altro passo verso il closing che è previsto in una data compresa tra il 5 novembre e il 5 dicembre, si fa sempre più concreta l’ipotesi che la chiusura avvenga entro il 20 novembre, data del derby con l’Inter. Delineati i ruoli di Fassone e Mirabelli resta da risolvere il nodo legato alle “bandiere”, i contatti con Maldini ci sono stati e ci saranno, in alternativa all’ex capitano rossonero potrebbe esserci Massimo Ambrosini, attualmente impegnato a Sky come opinionista.

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Mirabelli si ritira dal calcio giocato a 26 anni dopo aver vinto diversi campionati. Ha le idee chiare: vuole fare il ds e costruire squadre da zero, a partire dalle fondamenta. La prima società ad affidargli un progetto serio è il San Calogero, comune del vibonese. Inizia dalla Promozione, dal calcio vero, quello impolverato. L’esordio non desta in lui ansie e preoccupazioni, non deve adattarsi, vince immediatamente. E si ripeterà per tutta la sua carriera perché dopo San Calogero, Mirabelli si toglie tante altre soddisfazioni. Conosce i campi d’Eccellenza, Dilettanti e la Lega Pro, la costante è sempre la stessa: la vittoria del campionato al suo primo anno di gestione. Vince lavorando sul campo, scegliendo di persona tutti i calciatori della propria squadra. Dal primo all’ultimo. I suoi due capolavori sono Rende (portata dall’eccellenza alla finale play-off di C1) e Cosenza, dove riesce a raggiungere due storiche promozioni consecutive dalla D alla C1. Nessuno è mai riuscito a fare meglio in tutta la storia del club calabrese. Per lui parlano i fatti: chi vuole vincere lo chiama.
Dalla Lega Pro passa al Sunderland e dopo la breve parentesi inglese, Mirabelli entra a far parte dello staff dell’Inter nel 2014 come capo degli osservatori. Nel giro di pochissimo tempo Ausilio capisce di avere a che fare con un professionista di assoluta affidabilità. Nonostante l’approdo in una big, non perde le vecchie abitudini apprese sui campi di provincia: Mirabelli trascorre oltre due mesi l’anno in Sudamerica alla ricerca di talenti da consigliare alla prima squadra. Un lavoro che può sembrare scontato e che invece non lo è affatto visto lo stereotipo dell’osservatore moderno, più abituato a visionare pellicole al chiuso di una camera d’albergo che a presenziare di persona sulle tribune. E chi capisce qualcosa di calcio sa che tra i due modi di fare c’è un mondo di differenza. Il dirigente calabrese non è uomo da salotto, non chiama procuratori per farsi portare questo o quel giocatore, ma li sceglie di persona. Non è tutto, spesso fa valere la sua personalità anche all’interno dello spogliatoio. Mirabelli non si ferma praticamente mai, è un motore sempre accesso: al rientro dal Sudamerica, ogni anno, il suo calendario prevede poi un lungo tour in giro per l’Europa. Le ferie le ha sentite nominare qualche volta. All’Inter ha segnalato diversi calciatori, tra cui Murillo e Perisic. Gli ultimi della lista sono Gabriel Jesus (passato al City) e Gabigol, che i nerazzurri hanno strappato a Juventus e Barcellona. Ha fiuto per il talento, di conseguenza ha la plusvalenza nel sangue. Anche l’arrivo di Brozovic è frutto di una sua segnalazione. Per non parlare di Aubameyang(per il quale ha combattuto crociate, purtroppo senza esito positivo) e Bruma.

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