Napoli-Juve : la sfida continua

Pubblicato il autore: teros Segui

La terza giornata del girone di ritorno ha certificato due verità inconfutabili.
La prima è che Napoli e Juventus si contenderanno il titolo, punto a punto, fino al termine della stagione, sempre che l’esito dello scontro diretto, in programma a Torino, non sposti gli attuali equilibri.
La seconda è che le dirette inseguitrici (Lazio, Inter e Roma ) si vedono costrette ad abbandonare definitivamente le residue velleità di competere per il traguardo finale, limitandosi aconcorrere per la spartizione della terza e quarta piazza che conferiscono, comunque, il titolo per partecipare alla Champions.
Le due prime della classe, infatti, con un impressionante ruolino di marcia, hanno scavato un solco pressochè incolmabile tra loro e le altre antagoniste, ormai relegate al ruolo di modeste comprimarie, costrette a guardare la vette della classifica da distanze siderali.
Tuttavia le recenti prestazioni di Napoli e Juve, pur corroborate da altrettanti successi, hanno tutt’altro che entusiasmato le platee degli sportivi, generando non poche ombre e perplessità tra gli addetti ai lavori.
I bianconeri sono usciti vittoriosi dalla trasferta di Verona, sbloccando il risultato solo nella ripresa, quando la strenua difesa dei clivensi ha dovuto capitolare, a seguito della seconda espulsione,che ha costretto la squadra di Maran ad un’impari battaglia, in 9 contro 11.
Gli uomini di Sarri, invece, hanno regolato il Bologna, con l’indubbio merito di essere riusciti a ribaltare l’esito della gara, (dopo il trauma iniziale della rete del vantaggio felsineo, maturato dopo appena 22 secondi dal fischio d’inizio della gara), ma non senza un pizzico di buona sorte, materializzatasi, prima con l’autorete di Mbaye  e, successivamente, con il calcio di rigore generosamente concesso da Mazzoleni ( e realizzato da Mertens) a seguito di una trattenuta, tutt’altro che vistosa, subita da Callejon ad opera di un ingenuo Masina.
Le ultime esibizioni della squadra di Allegri non hanno incontrato i favori dei puristi del calcio, che contestano  la manovra compassata, troppo spesso lenta e prevedibile dei bianconeri, probabilmente dovuta anche  alla necessità di smaltire gradualmente i pesanti carichi di lavoro accumulati dopo la pausa natalizia.
La squadra appare atleticamente un po’ “imballata”, quasi incapace di assecondare l’inventiva e l’estro dei suoi fuoriclasse, praticando una manovra, a tratti monotona e ripetitiva che consente alle difese avversarie di anticipare per tempo lo sviluppo delle azioni degli avanti torinesi.
Ma è probabile che il tecnico ed i suoi collaboratori abbiano previsto questo parziale calo di rendimento, avendo tarato la preparazione proprio in coincidenza con la fase calda della stagione.

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TURIN, ITALY - DECEMBER 23: Massimiliano Allegri head coach of Juventus FC looks on during the serie A match between Juventus and AS Roma at the Alliannz Stadium on December 23, 2017 in Turin, Italy. (Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images)
Anche il Napoli, da parte sua, ha subito una metamorfosi delle abituali dinamiche di gioco. Gli azzurri, forse, non sono più quella terrificante macchina da guerra che, nella prima parte del torneo, ha subissato di reti le malcapitate avversarie, con trame spettacolari e spumeggianti. Nondimeno, tuttavia, la formazione partenopea  manifesta in questa fase una maturità ed un cinismo da grande squadra, in grado di capitalizzare al massimo le occasioni create, avvalendosi anche della solidità e della compattezza di una linea difensiva impeccabile, ben più ermetica della distratta retroguardia della passata stagione, le cui frequenti amnesie hanno penalizzato notevolmente la classifica finale degli azzurri.

La Juve può certamente vantare un organico complessivo più forte e più competitivo del Napoli e quella consolidata esperienza ad affrontare sfide di vertice, che le consente di gestire al meglio le tensioni dello spogliatoio nelle fasi decisive della stagione. Ma, alla lunga, potrebbe pagare  l’eccessivo dispendio di energie fisiche e nervose richieste dagli impegni nelle gare della Champion, comunque dichiarato obiettivo primario della società.

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Il Napoli, anche se meno abituato a frequentare le posizione di vertice, ha dalla sua l’entusiasmo trascinante di un ambiente esplosivo e la crescente autostima di un collettivo, sempre più consapevole della sua forza e del suo valore, per effetto della straordinaria sequenza di risultati positivi sin qui realizzati. Ma, nel lungo periodo, ( pur auspicando il tempestivo recupero di Ghoulam e Milik), la formazione partenopea potrebbe risentire del limitato tasso qualitativo delle seconde linee, apparse decisamente meno affidabili dei “titolarissimi”.

La sfida si presenta quanto mai equilibrata ed incerta, mancano molti capitoli alla conclusione di questo avvincente romanzo sportivo, ancora tutto da scrivere.

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