VAR, gli arbitri di Serie A hanno capito come funziona?

Pubblicato il autore: Yuri Lo Stuto Segui


In seguito all’ennesima prova insufficiente da parte degli arbitri in regime di VAR, è opportuno porsi delle domande più che lecite: ma gli arbitri sono a conoscenza dello strumento che è stato messo a loro disposizione? I casi in cui il VAR è intervenuto regolarmente e positivamente in questa prima parte di campionato sono stati quantificati in 52. Un buon numero considerato che si tratta del primo anno in Serie A della tecnologia.

Tuttavia sono ancora tanti gli episodi in cui il VAR non ha fatto il suo dovere, anche se, questa affermazione, non è del tutto corretta. Emblematico quanto accaduto la scorsa settimana nel derby di Coppa Italia tra Juventus e Torino. I social si sono scatenati contro il VAR, anche se l’unico responsabile della cattiva gestione dello stesso è stato l’arbitro Doveri, che non è stato in grado di sanzionare l’irregolarità del secondo gol della Juventus

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Un ulteriore fronte si è aperto con Cagliari-Juventus: il gol dei bianconeri è viziato da un calcio di punizione non concesso al Cagliari al limite dell’area avversaria per una gomitata non segnalata nei confronti di Pavoletti, il quale rimane a terra sofferente mentre Bernardeschi sigla la rete dello 0-1 finale. In questo caso il VAR non può intervenire, da regolamento, ed è qui che l’arbitro Calvarese sbaglia due volte: innanzitutto in quella situazione non si concretizza il vantaggio poi il fallo era chiaramente da sanzionare. Che dire poi del  calcio di rigore non concesso al Cagliari per fallo di mano dello stesso Bernardeschi. Qui i dubbi sono pochi. Perché l’addetto al VAR non è intervenuto? Cosa costava richiamare l’arbitro, chiedendogli di rivedere le immagini?

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Ma lo stesso discorso vale anche nel caso di Crotone-Napoli, quando Mertens su un’azione da calcio d’angolo intercetta un pallone con il braccio in area avversaria, intervento chiaramente sanzionabile con un calcio di rigore. Inoltre anche il gol del vantaggio del Napoli contro il Verona, sabato pomeriggio, poteva essere annullato per una spinta di Koulibaly nell’area scaligera nei confronti del difensore gialloblu Cacciatore. Che dire poi di Sampdoria-Sassuolo, partita nella quale l’arbitro non vede una clamorosa “parata” di Torreira su un’azione offensiva dei neroverdi.

L’impressione che si ha è quella per cui gli arbitri sono condizionati, rimanendo sempre nel dubbio se utilizzare il VAR o meno, in modo da non spezzettare troppo la partita, non accorgendosi che il modus operandi che si sta adottando in questo senso non è per nulla proficuo, dato che lo strumento tecnologico avrebbe potuto risolvere almeno il 90% dei casi segnalato.

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Il bilancio fin qui è positivo ma è indubbio che il VAR sia sicuramente da perfezionare. I monitor si devono utilizzare necessariamente, con parsimonia ma sembra chiaro che gli arbitri sono ancora influenzati dal non usarlo, magari, non comprendendo ancora appieno le potenzialità di questo strumento tecnologico.

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