Diritti Tv Serie A: la Lega li assegna a Mediapro, diffida di Sky. Ecco cosa può succedere

Pubblicato il autore: Luca Santoro Segui

La Lega di Serie A, fresca di commissariamento, chiude forse definitivamente la questione dei diritti tv. Come pronosticabile, sarà il gruppo spagnolo MediaPro ad aggiudicarsi l’esclusiva sulla trasmissione delle partite della massima serie calcistica per il triennio 2018-2021, il cui valore è aumentato sino a superare il miliardo e quattrocento milioni fissati come obiettivo minimo dall’advisor Infront. Ma Sky, broadcaster fino all’ultimo in gara con Mediaset quasi rassegnata, non ci sta e prepara le carte per fare ricorso.

Diritti Tv Serie A assegnati a MediaPro: i dettagli dell’offerta

MediaPro, colosso dell’audiovisivo nato a Barcellona nel 1994 e che detiene i diritti di trasmissione e marketing di grandi eventi sportivi che vanno dalla Champions League alla Liga, dalla Libertadores ad altri sport come l’hockey con la NHL, il basket NCAA e la UFC, oltre ad aver creato il canale beIn Sports, si era inizialmente presentata all’assemblea di Lega ed Infront con una offerta di 950 milioni fissi più le royalties per acquisire i diritti tv della Serie A. Ma i club puntavano al miliardo, come minimo, per far sì che il prodotto potesse essere valorizzato al meglio e non sfigurasse davanti agli altri campionati europei.
Con l’offerta di oggi di 1 miliardo, 50 milioni e 1.000 euro sull’unghia presentati oggi, MediaPro porta così la Serie A al terzo gradino del podio europeo del valore dei diritti tv dei campionati, dietro all’inarrivabile Premier (valore: 3 miliardi) e alla più vicina Liga spagnola da 1,6 miliardi. Inoltre parliamo solo della massima serie, visto che andrebbero computati i 371 milioni del bando per i diritti all’estero che sono stati già piazzati lo scorso autunno, mentre restano ancora da assegnare Coppa Italia e Supercoppa italiana, più tutti i diritti accessori che non sono stati ancora messi a bando.

Diritti Tv Serie: i motivi della diffida di Sky

Ora, c’è però un cavillo in tutto ciò, motivo per il quale – forse – non si può ancora scrivere definitivamente la parola fine nella trattativa dei diritti tv. MediaPro si è presentato come intermediario indipendente ma a dirla tutta il gruppo spagnolo è anche e soprattutto un operatore della comunicazione. Nel primo caso, il colosso audiovisivo acquista i diritti tv e la produzione del campionato che poi rivende, come pacchetto unico o meno, immodificabile nei suoi contenuti, ad altri distributori, come Sky o Mediaset.
Nel secondo caso, invece, siamo di fronte a un soggetto che potrà creare un canale ad hoc con palinsesto dedicato ed attivo tutta la settimana, che possa in seguito rilevare anche i diritti del campionato cadetto, la Serie B, più l’archivio storico delle squadre. Questo canale verrebbe poi affittato in blocco dai broadcaster che sì lo trasmetteranno, sempre senza ovviamente mettere becco nei dettagli produttivi (taglio editoriali, commentatori e via dicendo).
Questa doppia veste ha fatto saltare sulla sedia i vertici di Sky, che infatti oggi a seguito dell’assegnazione dei diritti tv a MediaPro hanno immediatamente annunciato il ricorso. Il gruppo di Murdoch infatti contesta la scelta della Lega e la diffida dall’assegnare i diritti poiché “come si apprende anche dagli organi di stampa” – si legge in un comunicato ufficiale diramato oggi da Sky – “Mediapro avrebbe infatti avviato nel corso della trattativa privata una negoziazione con la Lega per realizzare uno o più canali tematici anche sotto forma di canali ufficiali della Lega, curandone i palinsesti e la veste editoriale. Mediapro inoltre avrebbe negoziato con l’intenzione di «vendere spazi pubblicitari sugli stessi canali. concludere accordi per la distribuzione di tali canali con gli operatori della comunicazione interessati e ripartire i profitti con la Lega“.
Sky aggiunge che  “Mediapro intende agire quindi a tutti gli effetti come operatore della comunicazione attivo sul territorio e nei confronti degli utenti (violando il paragrafo 5.3 del secondo Invito)“. Non solo: sempre secondo Sky, gli spagnoli avrebbero anche violato la “no single buyer rule” inserita nell’ “articolo 9.4 del Decreto Melandri e il paragrafo 24.b delle Linee Guida“, ovvero la norma che impedisce ad un unico operatore della comunicazione l’aggiudicazione di tutti i diritti in esclusiva. L’offerta che è stata accolta, comunque, vede MediaPro come intermediario e non come produttore di un canale (o più canali) di Lega. Ma in ogni caso il prodotto che il gruppo spagnolo rivenderà agli altri piattaforme non sarà modificabile nei suoi contenuti: ciò significa che, al netto di colpi di scena dovuti ai ricorsi, se rivedremo la Serie A su Sky o Mediaset non sarà curata dai volti di rete e da tutte le professionalità che ci lavorano.

Diritti Tv Serie A assegnati a MediaPro: cosa succede adesso e le dichiarazioni dei vertici del calcio

Per il momento, la questione come da prassi sarà materia per l’Antitrust, che ha 45 giorni per pronunciarsi sulla cessione dei diritti. Sky e Mediaset, che forse hanno sottovalutato questa gara, se vorranno rientrare in corsa dovranno mettere sul tavolo un’offerta di almeno 250 milioni in più rispetto alla loro contropartita iniziale (entrambe avevano avanzato una acquisizione dei diritti sotto il miliardo). Considerando il fatto che il Biscione sia ancora scottato da Premium e una Champions League che non ha trascinato al meglio delle sue potenzialità il numero degli abbonati, e rinfrancata dal colpo grosso dei Mondiali in Russia, è pronosticabile che Sky nei prossimi giorni farà il diavolo a quattro pur di riprendersi la Serie A.
MediaPro dal canto suo anticipa il modus operandi che guiderà la sua gestione dei diritti tv: “Il nostro obiettivo è vendere più calcio possibile” spiega il presidente Jaume Roures ,”alla migliore qualità possibile, al prezzo più giusto, collaborando con le piattaforme e aprendo nuove finestre di distribuzione“.

La filosofia del gruppo spagnolo pone al centro l’abbonato, spiega Roures: “vogliamo che chi si abbona possa vedere tutte le partite. La Serie A si vedrà su ogni piattaforma, su tutti gli schermi possibili“. All’orizzonte si avvicina un salto di paradigma nella fruizione del calcio sui media, la cui presenza, grazie agli spagnoli, sarà sempre più capillare? Lo stesso ad di Infront Italia, Luigi De Siervo, anticipa cosa potrà cambiare con la gestione MediaPro: più finestre e quindi “più calcio per tutti“, come avviene in Spagna dove, spiega l’amministratore delegato che ha seguito la trattativa per la cessione dei diritti, “un tifoso mediamente vede 3,5 partite a weekend“. E aggiunge “Ciascuno potrà seguire la sua squadra e anche le altre, il calcio sarà più accessibile. Gli operatori che comprano calcio devono riempire il palinsesto. Con tutte le partite alle 15, come qualche allenatore vorrebbe, avremmo un calcio più povero. Nessuno vuole svuotare gli stadi, le squadre avranno più risorse per rendersi più competitive“. De Siervo assicura che i broadcaster attuali non verranno esclusi, ma sentenzia che Sky avrebbe dovuto “saper perdere sportivamente“.

Nel frattempo, dai vertici del calcio commissariato trapela comunque soddisfazione per l’esito della gara. Il vicepresidente di Lega Paolo Nicoletti ha parlato di “un’offerta di grandissimo valore“, e aggiunge: “Devo dire che l’advisor De Siervo, insieme al suo gruppo di lavoro, ha fatto un grande lavoro, così come Marco Brunelli e la Lega. Adesso andiamo avanti ma il mercato si aperto e il valore dei diritti tv è aumentato molto. Il primo bando era 483 milioni, poi siamo arrivati a 762 e successivamente a 830 fino ad arrivare a oltre il miliardo. La crescita è significativa e l’introduzione di nuovi soggetti hanno portato come effetto la crescita del valore. Siamo stati in contatto con Giovanni Malagò che non era presente“, rivela alla fine.
Il commissario della FIGC Roberto Fabbricini, pur ammettendo di essere immerso nelle questioni federali e di non aver seguito l’iter dei diritti, ha aggiunto: “Si tratta di un primo passo avanti per riportare la Lega nella normalità operativa. Ora manca il passaggio della governance che sarebbe poi il primo passo forte ed efficace che faremo su questo commissariamento federale“, mentre sulla diffida Sky non si sbilancia: “Fatemi capire bene le cose, lasciatemi il tempo“.

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