Juventus, tutti vogliono Allegri. Ora la società deve blindarlo

Pubblicato il autore: Carlo Pranzoni Segui

 

TURIN, ITALY - DECEMBER 23: Massimiliano Allegri head coach of Juventus FC looks on during the serie A match between Juventus and AS Roma at the Alliannz Stadium on December 23, 2017 in Turin, Italy. (Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images)

Foto Getty Images © scelta da SuperNews

È il 15 luglio 2014, la Juventus si trova in ritiro per preparare la stagione 2014/15 e l’allenatore, Antonio Conte, si è dimesso da poche ore dopo aver firmato un rinnovo contrattuale un paio di mesi prima. La situazione non è facile, la società si trova costretta a cambiare staff a ritiro già iniziato. I nomi accostati alla panchina sono tanti : da Mancini (poco gradito ai tifosi) a Guidolin, passando per l’ipotesi di un ritorno di Fabio Capello. Il giorno dopo viene annunciato il successore di Conte ma, a sorpresa, non è nessuno di quelli citati prima. Il prescelto è l’ex allenatore del Milan Massimiliano Allegri , esonerato pochi mesi prima con i rossoneri lontani dalla zona Champions. Apriti cielo ! Ma come ? Sostituire Conte, che ha vinto gli ultimi tre campionati, con uno che è stato appenacacciato dalla sua società precedente ? Ancora una volta, però, la società dimostra di averci visto lungo, come confermano i numerosi trofei messi in bacheca con il tecnico livornese.

” Il bel gioco ? Nel calcio conta vincere “- Tre scudetti, una supercoppa italiana, tre coppe italia e due finali di Champions, portano Allegri ad essere tra i tecnici più vincenti della storia bianconera, ancor più dello stesso Conte. Eppure c’è ancora chi, da quel luglio 2014, non ha smesso di criticarlo un attimo :” Allegri ? Si, vince, ma la Juve gioca un brutto calcio”. Questo il pensiero collettivo di una parte, per fortuna piccola, del tifo bianconero. Sembra come se, in questi anni condizionati dal bel gioco del Napoli, la frase “vincere non è importante ma è l’unica cosa che conta” abbia perso di significato. Ora, per essere ricordato, devi giocare un bel calcio e non mettere in bacheca dei trofei. Allegri non ha mai dato credito a queste voci, dichiarando a più riprese che a lui interessa più fare risultato e non il bel gioco tanto osannato da tutti. Il rinnovo firmato pochi mesi fa, con scadenza 2020, dimostra che la società è assolutamente sulla stessa corrente di pensiero del proprio allenatore e soddisfatta dei risultati raggiunti dalla Juventus in questi quasi quattro anni. E poi c’è sempre quella coppa dalle grandi orecchie da riportare a Torino. Il terzo tentativo sarà quello buono ?

Sirene estere- A mettersi in mezzo nel rapporto tra Allegri e la Juventus, però, ci sono i principali club europei, pronti a svenarsi pur di portare l’ex allenatore del Milan sulla loro panchina. Ancor più del Real Madrid, c’è il Psg in cima alle pretendenti. I parigini (ma anche i blancos) non sono soddisfatti dei rispettivi allenatori e non sarebbero convinti nemmeno di affidare il posto ad Antonio Conte, nome che girava nelle scorse settimane. Una conferma in più dell’ottimo lavoro di Allegri. E poi attenzione anche alla Nazionale, in cerca di un ct che possa traghettare al successo gli azzurri dopo i deludenti risultati raggiunti con Gianpiero Ventura.

La Juve ora deve blindarlo- Tra i possibili sostituti di Allegri il nome principale è quello di Simone Inzaghi, ritenuto, però, ancora troppo acerbo. Altri allenatori pronti a prendere in mano le redini della squadra non ce ne sono di disponibili, e per questo la società bianconera sa che deve a tutti i costi blindare il proprio tecnico, anche offrendogli un aumento dell’ingaggio. Incontri in vista non ce ne sono, ma siamo sicuri che questo discorso si riaprirà con calma più avanti, magari al termine della stagione.

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