Roma, le confessioni di Spalletti: “Totti non correva e Pallotta vendeva”

Pubblicato il autore: Carlo Edoardo Canepone Segui
MILAN, ITALY - DECEMBER 16: FC Internazionale Milano coach Luciano Spalletti gestures during the Serie A match between FC Internazionale and Udinese Calcio at Stadio Giuseppe Meazza on December 16, 2017 in Milan, Italy. (Photo by Emilio Andreoli/Getty Images)

Foto originale Getty Images © scelta da SuperNews

(Fonte: Il Corriera della Sera)
Riavvolgiamo il nastro e torniamo a due settimane fa. La Roma è appena uscita da San Siro con un pareggio per 1-1 contro l’Inter, un punto per parte che non soddisfa nessuno. Un gruppo di sei ragazzi, tifosi giallorossi, è a cena in un locale chiamato “Grani & Braci”, locale in cui a tarda serata si materializza anche Luciano Spalletti. L’ex tecnico della Roma, lasciatosi non benissimo con la tifoseria. I ragazzi si avvicinano alla cassa, pagano il conto ed escono. Spalletti li raggiunge e, quasi inaspettatamente, comincia una chiacchierata lunga un’ora dove il tecnico neroazzurro ripercorrerà i momenti che lo hanno allontanato da Roma. Ora proviamo a sintetizzare la conversazione tema per tema.

TOTTI – C’è da chiederselo? La prima curiosità è legata a Francesco Totti e al rapporto burrascoso tra i due. Nell’ultima di campionato dello scorso anno, quella dell’addio al calcio dell’ormai ex numero 10 giallorosso per intenderci, i tifosi non avevano risparmiato fischi assordanti a “Lucianone”, che ha provato a spiegare le ragioni delle sue scelte: Totti non correva più e gli altri giocatori si deprimevano se lo facevo giocare…”.

MERCATO – Poi, parla anche della società e di Pallotta: “Mi aveva fatto chiaramente capire che avrebbe venduto i pezzi migliori. E così è stato.

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INTER – Il momento non è felicissimo e lo sconsolato Spalletti prova a farsi forza: “La situazione qui è semplice: la società non vuole spendere e l’ambiente è ad un passo dalla follia, sempre sul filo dell’equilibrio, come a Roma”. Poi, rincara la dose: “A volte, è un ambiente depresso.

ROMA – A parlare con lui, però, non ci sono sei tifosi neroazzurri, ma sei romanisti che avrebbero voluto qualcosa in più nell’anno e mezzo che Spalletti ha trascorso nella sua seconda esperienza romana. Il tecnico questa volta non ci sta e sbotta: “Mi avete rotto le scatole, io ho portato la Roma al secondo posto davanti al Napoli e mo’ col cavolo che lo riprendete il Napoli. Ma, le occasioni per alzare almeno un trofeo, la Roma le ha avute: “Certo – risponde Spalletti – ma andate a dirlo ai giocatori”.

JUVENTUS – Vincere, però, rimane il tarlo fisso dei tifosi, ma Spalletti ha le idee più che chiare e fa capire che anche quest’anno la Juventus batterà tutti: “Volete vincere? Non avete capito nulla e non lo hanno capito neanche qui a Milano. Con questa Juve, che ha due squadre, non si vince nulla.

INTER-ROMA – Quello, dopotutto, era il giorno di Inter-Roma e, ovviamente, i ragazzi si chiedono se Di Francesco non abbia commesso qualche errore nelle scelte: “Errori? E i nostri?”, controbatte Spalletti.

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Poi, si avvicinano tre tifosi interisti, ma ormai la conversazione con i nuovi “amici” del mister è giunta al termine. Un ultimo saluto ai ragazzi prima del ritorno nella Capitale: “Mi raccomando ragazzi, non fate danni” e poi ognuno per la sua strada. Sembra un film, ma non lo è. Si aspettano le reazioni dei diretti interessati, ma soprattutto si aspetta di capire come tifosi e società prenderanno alcune di queste dichiarazioni al veleno. Resta il fatto che le conversazioni con Luciano Spalletti non deludono mai.

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