Torino, Cairo: “Contro la Juventus ce la giochiamo alla grande”

Pubblicato il autore: Gabriele Tufano Segui

during the Serie A match between Torino FC and Cagliari Calcio at Stadio Olimpico di Torino on October 29, 2017 in Turin, Italy.
Domenica alle 12:30 ci sarà il 196° derby della Mole tra Torino e Juventus. I numeri ci dicono che finora i bianconeri hanno ottenuto ben 84 vittorie contro le 56 dei granata; 55 invece sono stati i pareggi tra i due club. L’ultima vittoria del Torino risale al 26 aprile 2015, quando la squadra allora allenata da Ventura sconfisse la Juventus con il risultato di 2-1 grazie ai gol di Quagliarella e Darmian, spezzando un digiuno che durava da ben 20 anni (era il 1995 quando grazie ai gol di Rizzitelli e Ruggiero, i granata superarono al Delle Alpi i bianconeri allenati da Lippi). In mattinata il presidente del Toro, Urbano Cairo, è stato intercettato da RMC Sport, e proprio sul derby ha detto: “Contro la Juve ce la giochiamo alla grande. Sappiamo che è difficile ma metteremo in campo tutto quello che abbiamo. Mazzarri sta facendo un grandissimo lavoro, con la squadra che sta ritrovando il suo gioco. I nostri calciatori stanno crescendo e dobbiamo dare seguito al momento positivo”.

Poi ha continuato sull’importanza che al giorno d’oggi riveste l’aspetto economico nel calcio: ” La Juventus ha un fatturato che è cinque volte il nostro, diventa impensabile poter competere con determinati top club. Uno studio recente ha evidenziato come le vittorie nei campionati sono direttamente proporzionali al monte ingaggi quindi più paghi più vinci. Servono giocatori pronti, forti, all’apice della loro carriera. Ovviamente noi con un fatturato di 70 milioni non possiamo competere per arrivare a grandi calciatori“.

Cairo ha parlato anche del Gallo Belotti: “Lo paragono a Ciccio Graziani. Avevo preso un impegno con i tifosi, con i tanti bambini che adorano Andrea. L’accordo con Belotti prevedeva una clausola valida per l’estero di 100 milioni. Non è arrivato nessuno con questi soldi ed io ho ritenuto importante mantenere la promessa fatta con il popolo granata. Fin qui ha avuto una stagione complicata. Adesso è rientrato e mi sembra che stia recuperando alla grande. Sono contento di averlo tenuto e può fare ancora molto bene. Poi per il futuro si vedrà“. Sempre in tema di attaccanti, il patron del Torino ha spiegato il motivo della partenza di Immobile (protagonista assoluto nella squadra allenata da Simone Inzaghi): “Non l’avrei voluto perdere a quella cifra, ma il ragazzo non voleva rimanere. Non tengo mai un giocatore contro voglia e quindi lo l’ho lasciato andare”.

Non è mancato neanche un pensiero per Mihajlovic (esonerato a gennaio dopo un girone d’andata sottotono, contraddistinto da ben 10 pareggi, 4 sconfitte e 5 vittorie): “Non credo che prendere la decisione di esonerare l’allenatore dopo una sconfitta sia la cosa migliore. A malincuore ho esonerato Sinisa, con cui ho anche un buon rapporto personale, dopo un girone d’andata che secondo me non era stato all’altezza delle aspettative, degli investimenti. Un rendimento inferiore all’anno scorso. Infine su Ventura: “Tornerà presto in pista. Lo riprenderei sempre e farà la fortuna delle squadre che lo sceglieranno. In Nazionale Forse non ha avuto il supporto dai dirigenti”.

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