Verso Juventus-Napoli : analisi di una sfida che può decidere la stagione

Pubblicato il autore: teros Segui
NAPLES, ITALY - OCTOBER 21: Dries Mertens of SSC Napoli in action during the Serie A match between SSC Napoli and FC Internazionale at Stadio San Paolo on October 21, 2017 in Naples, Italy. (Photo by Francesco Pecoraro/Getty Images)

Dries Mertens – Foto originale Getty Images © scelta da SuperNews

Come nella trama di un sapiente thriller, in cui l’assassino è il personaggio più insospettabile, cosi’ il protagonista della 33 giornata è l’eroe più inatteso, quel Simy, improvvisato “Cristiano Ronaldo”del Crotone che, con una prodezza tanto efficace quanto spettacolare, ha emulato il ben più noto collega del Real, regalando frammenti di speranza al popolo partenopeo e la prospettiva di un avvincente finale di stagione a tutti gli sportivi italiani, proprio quando le sorti del campionato sembravano ormai volgere irreversibilmente verso la consacrazione del settimo trionfo bianconero.

Il pregevole gesto tecnico-atletico dell’attaccante della formazione calabrese, che ha fruttato ai padroni di casa un prezioso punto in chiave salvezza, ha di fatto sparigliato l’intreccio di un copione, che appariva già scritto ed ha rimesso in discussione la sfida scudetto, riducendo sensibilmente il margine di vantaggio della “vecchia signora”a 4 punti, per effetto della contestuale vittoria degli azzurri sull’Udinese.
Sia chiaro, si tratta ancora di un distacco cospicuo, che garantisce ai bianconeri i più ampi favori del pronostico per la vittoria finale, ma l’aritmetica non esclude una problematica, ma non impossibile, rimonta della pattuglia di Sarri, che può  ancora confidare in un successo nell’imminente scontro diretto, oltre a sperare nell’indiretta collaborazione di Inter e Roma, in piena lotta per un piazzamento in  Champions che, nelle prossime giornate, affronteranno la Juve tra le mura amiche e, proprio nelle ultime gare, cercheranno di guadagnare i punti decisivi per la qualificazione al massimo torneo continentale.

Ci apprestiamo quindi a vivere un entusiasmante rush finale nell’unico campionato in Europa il cui epilogo  resta ancora in bilico, mentre le altre competizioni europee del calcio che conta veleggiano stancamente verso un monotono epilogo, con verdetti  già ampiamente sanciti da diverse settimane, relativamente ai trionfatori dei rispettivi campionati.

Ma con quali prospettive Juve e Napoli si affronteranno nel big match di domenica prossima ?
Le sensazioni che emergono dai riscontri del campo, nell’analisi delle ultime gare, attestano che entrambe le contendenti non attraversano una fase apicale di condizione psico-fisica.
La Juve non  sembra avere ancora completamente smaltito le velenose scorie conseguenti all’inopinata eliminazione dalla Champions nella notte di Madrid. Soprattutto le granitiche certezze riposte in una difesa pressochè impenetrabile fino a qualche settimana fa, hanno subito qualche pericolosa incrinatura, se è vero che la retroguardia bianconera ha incassato ben 2 reti dal fanalino di coda Benevento,( sul cui campo ha prevalso non senza patemi e con l’ausilio di due calci di rigore), ed un gol dal Crotone, terzultimo in graduatoria, sul cui terreno ha lasciato due punti che potrebbero risultare determinanti.

La tenuta fisica di alcuni titolari ( complice anche qualche infortunio) desta qualche perplessità e, a parte la larga vittoria interna contro la Samp, anche allo Scida la formazione di Allegri non ha brillato per spettacolarità, costruendo nei 90 minuti di gioco  solo un paio di nitide palle gol, nella circostanza non concretizzate, come invece avvenuto puntualmente in altre gare ( come ad es. a Roma con la Lazio ), in cui la squadra ha capitalizzato al massimo le occasioni create, raccogliendo frutti anche superiori a quanto avrebbe meritato.
Ma la “vecchia signora”vanta comunque un organico di prim’ordine, obiettivamente superiore al “roster” della compagine partenopea e, soprattutto, con una lunga e consolidata attitudine a gestire al meglio le tensioni di una prolungata sfida al vertice
Il Napoli, dal canto suo, ha sicuramente perso lo smalto iniziale e la disinvoltura delle trame di gioco espresse nella prima parte del torneo, quando il tridente di Sarri subissava di reti qualsiasi malcapitato avversario.I perfetti meccanismi disegnati dall’allenatore toscano appaiono parzialmente arrugginiti e, nelle ultime gare, solo a tratti la squadra ha espresso quelle ficcanti triangolazioni di prima e quelle improvvise verticalizzazioni, che hanno messo in crisi le retroguardie del torneo nazionale e non solo.
La squadra vista nelle ultime gare appare in difficoltà, forse per stanchezza mentale più che fisica, dovuta alla logorante lotta di nervi per la corsa al titolo.

Alcuni dei suoi fuoriclasse, in particolare Mertens e Callejon,  attraversano un’evidente fase di appannamento di forma, con il belga a secco da ben cinque gare che, forse, anche per un calo di condizione dovuto al suo impiego pressochè ininterrotto nella formazione titolare ( complice anche l’infortunio di Milik ), non riesce più a trovare quei guizzi e quei dribbling, che scardinavano le difese avversarie, regalando gol ed assist a profusione.
Le note liete vengono comunque da Insigne, che continua ad illuminare il gioco con intuizioni geniali, in grado di sbloccare la partita proprio quando la squadra manifesta i suoi limiti nella proposizione degli schemi offensivi, e da Milik, pienamente recuperato nella condizione e nella convinzione dei suoi mezzi, che può rappresentare per il tecnico degli azzurri una significativa variabile di gioco nella fase finale del torneo.
Al di là delle energie fisiche e nervose che metteranno in campo i 22 protagonisti, decisivo sarà,comunque, l’apporto psicologico che i due allenatori riusciranno a trasfondere ai loro giocatori.

Allegri, dall’alto di una maggiore esperienza di scontri ad alto livelli e con il vantaggio di poter centrare due risultati su tre, può permettersi di gestire la gare senza necessariamente forzare i ritmi, conscio che anche un pareggio consegnerebbe di fatto il settimo titolo alla Juve.
Sarri, come ha recentemente dichiarato nel dopo partita, una volta acquisita la certezza matematica del secondo posto, ritiene di non aver nulla da perdere e si presenterà a Torino a disputare la gara senza particolari patemi.
Ma il tecnico toscano sa di giocarsi una grande occasione e non mancherà di motivare adeguatamente i suoi ragazzi verso un ‘impresa sportiva che avrebbe connotazioni prodigiose. Una vittoria a Torino, oltre ad accorciare al minimo le distanze tra le due formazioni, regalerebbe alla squadra partenopea un’enorme iniezione di fiducia e di autostima, aprendo concrete prospettive di vittoria finale e regalando ai napoletani la proiezione di un sogno ancora realizzabile.

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