Plusvalenze fittizie, chiesti 15 punti di penalizzazione per il Chievo

Pubblicato il autore: Giovanni Cardarello Segui
VERONA, ITALY - OCTOBER 01: Lucas Castroof AC Chievo Verona celebrates after scoring his team's first goal during the Serie A match between AC Chievo Verona and ACF Fiorentina at Stadio Marc'Antonio Bentegodi on October 1, 2017 in Verona, Italy. (Photo by Dino Panato/Getty Images)

Foto professionale Getty Images© selezionata da SuperNews

Giornata “campale” per Parma e Chievo, a forte rischio per loro la prossima stagione in serie A, con Palermo e Crotone alla finestra e pronte a subentrare. In tarda mattinata ha preso il via il processo all’attaccante Emanuele Calaiò del Parma, con il club chiamato a rispondere per responsabilità oggettiva. Il giocatore è accusato di tentato illecito sportivo per alcuni messaggi spediti via whatsapp all’ex compagno di squadra Filippo De Col. In particolare, quattro giorni prima dell’incontro del 19 maggio scorso valevole per la serie B tra Spezia (società nel quale militava fino al 2016) e Parma, il giocatore avrebbe inviato alcuni messaggi con whatsapp a due giocatori dei liguri, Filippo De Col e Claudio Terzi, invitandoli a limitare il loro impegno agonistico. Il tutto era finalizzato alla promozione del Parma in serie A. Finì 2 a 0 per la squadra parmense e promozione nella massima serie automatica, grazie al pareggio tra Foggia e Frosinone. Il Chievo è accusato dalla procura federale di aver effettuato scambi di giocatori con il Cesena. A quanto pare, le due società si sarebbero scambiate 30 calciatori e da qui sarebbero generate plusvalenze fittizie per oltre 25 milioni di euro. Chiamate in udienza anche le società Cesena e Bari per le quali, per motivi diversi dalle due di serie A, sono a forte rischio le loro permanenze in serie B. Il Cesena ha aderito all’istanza di fallimento avanzata dalla procura della Repubblica di Forlì, il Bari non ha la copertura economica e non ha avanzato richiesta di iscrizione alla serie B. Per il club barese si parla di ripartenza dalla serie C se non addirittura serie D.

Leggi anche:  Tabellone calciomercato estivo Serie A 2021 LIVE: tutti gli acquisti e le cessioni delle venti squadre

Chiesti 15 punti di penalizzazione per il Chievo

Nel tardo pomeriggio il Procuratore federale della Figc ha chiesto la penalizzazione di 15 punti da scontare nella stagione appena conclusa per il Chievo nel processo sportivo sulle plusvalenze fittizie. Nel processo che si è svolto questo pomeriggio presso il Tribunale federale di Roma, erano presenti anche i vertici, i dirigenti e gli avvocati del Crotone che ha chiesto e ottenuto di entrare nel processo come terzo interessato. La sentenza di primo grado è attesa nei prossimi giorni. In caso di accoglimento della richiesta del procuratore il Chievo scenderebbe a 25 punti in classifica, al pari del Verona retrocedendo in B. Il Crotone sarebbe ripescato. La richiesta di penalizzazione avanzata dalla procura Figc nasce dalla richiesta di 5 punti per ciascuna delle tre stagioni nelle quali sarebbero state effettuate le plusvalenze fittizie. Stessa richiesta di 15 punti di penalizzazione per il Cesena.

Leggi anche:  Nedved: "Ronaldo resta con noi, presto parleremo con Dybala"

Le parole del legale del Chievo

La procura della Figc ha chiesto anche una inibizione di 36 mesi per il presidente del Chievo Verona, Luca Campedelli, nell’ambito del processo sportivo davanti al Tribunale federale nazionale per il caso delle presunte plusvalenze fittizie. “Mi aspettavo una richiesta pesante da parte dalla procura della Figc, perché di solito quando si ha torto si fanno sempre richieste pesanti per suggestionare i tribunali. Più la richiesta è pesante e più è debole la proposta di deferimento”. Così l’avvocato Marco De Luca, legale del Chievo, ha commentato la richiesta di 15 punti di penalizzazione della procura Figc. “E’ un deferimento fragilissimo che contiene errori marchiani anche nei numeri. Sono abbastanza fiducioso che gli errori commessi in sede procedurale vengano sanzionati anche duramente”, ha sottolineato il legale, sostenendo che “la procura si è rifiutata per due volte di ascoltare il presidente Campedelli e quindi l’improcedibilità sta nei fatti. E’ un deferimento completamente infondato e non possiamo non essere fiduciosi”. Riguardo l’ipotesi di improcedibilità su cui sembra puntare il Chievo, il legale ha ricordato “un precedente di due mesi fa che impone alla procura di sentire gli incolpati e la procura si è rifiutata di farlo, quindi credo che questa improcedibilità sia consequenziale. Anche nel merito -ha ribadito- il deferimento è totalmente infondato”.

  •   
  •  
  •  
  •